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Territori

L’intervista

«Riprendiamoci il Progetto Pilota prima che sia troppo tardi. Nessuno vuole commissariare De Mita ma è De Mita che ha commissariato l’Alta Irpinia. Ora basta»

Luigi D’Angelis, sindaco di Cairano e Consigliere provinciale, si fa interprete del dissenso che serpeggia tra i 25 sindaci dell’Area Pilota, ne spiega le ragioni mettendo in fila fatti e circostanze, ed invoca una svolta immediata a radicale: «Quello che abbiamo sperimentato in questi anni è il fallimento di un metodo, il Progetto Pilota è stato piegato ad una visione limitata»

«Non mi piace parlare di fallimento, perché vorrebbe dire arrendersi, ma è del tutto evidente che il Progetto Pilota Alta Irpinia, sino a questo momento, si è risolto in una occasione mancata. Occorre un radicale cambio di marcia, perché stiamo perdendo una occasione straordinaria ed irripetibile che non tornerà. Non ce lo possiamo permettere». Luigi D’Angelis, sindaco di Cairano e consigliere provinciale, si fa interprete del dissenso che serpeggia tra i 25 sindaci dell’Area Pilota, ne spiega le ragioni mettendo in fila fatti e circostanze, ed invoca una svolta immediata a radicale. Sindaco, (...)

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La riflessione

L’umiltà dell’intelligenza dei sindaci del Progetto Pilota

Di che cosa hanno paura i sindaci dei Comuni che rientrano nel Progetto Pilota Alta Irpinia? Perché, nonostante il diffuso malcontento che serpeggia, e che in tanti confessano a dovuta distanza da taccuini e microfoni, nonostante l’evidenza di un fallimento che ormai si è già consumato, lor signori continuano silenziosamente a subire le angherie del sindaco di Nusco? Proprio non capiamo, così come non capiscono i cittadini liberi di quelle comunità...

Di che cosa hanno paura i sindaci dei Comuni che rientrano nel Progetto Pilota Alta Irpinia? Perché, nonostante il diffuso malcontento che serpeggia, e che in tanti confessano a dovuta distanza da taccuini e microfoni, (...)

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L’intervento

Le case a 1 euro e il dovere dei nostri sindaci

La storia ci insegna che la sola vendita del singolo immobile non è sufficiente per frenare il degrado dei borghi e dei centri storici, ma rischia di risultare solo un trasferimento di responsabilità e incombenze dal pubblico al privato senza alcuna possibilità di sviluppo futuro. Occorrono idee e progetti di gestione del patrimonio edilizio ed urbanistico esistenti, posto che non è assolutamente vero che le risorse economiche non ci sono. Tutt’altro, ci sono le risorse e ci sono gli strumenti legislativi. Ma gli Amministratori sono chiamati ad essere presenti e dare un senso ai loro mandati sindacali

La recente iniziativa del Sindaco di Bisaccia di mettere in vendita le case del centro storico del paese, nel patrimonio disponibile comunale, ad 1 euro, ha ravvivato la discussione sul recupero delle aree interne per (...)

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L’intervista

«La retorica leghista non ci aiuta, l’unico modo per non aver paura è conoscere l’altro»: storie di integrazione dallo Sprar di Frigento

Blessing Okoedion, Chantal S.P e Marianna Iannarone sono le tre donne che si racconteranno attraverso i loro libri durante una rassegna culturale che si chiama “Le parole dell’altro”: questo pomeriggio sulla Terrazza dei Limiti le autrici si incroceranno per la prima volta sul sentiero letterario tracciato dall’associazione People Involvement che propone uno spazio di riflessione e confronto con la comunità attraverso un linguaggio al femminile che sa di libertà ritrovata. Ne abbiamo parlato col coordinatore Daniele Cipriano che ci ha spiegato come prosegue il percorso Sprar di questi quattro Comuni, insieme per opporre alla disumanità la cultura e il contatto

Blessing Okoedion, Chantal S.P e Marianna Iannarone sono le tre donne che si racconteranno attraverso i loro libri durante una rassegna culturale che si chiama “Le parole dell’altro”: storie di limiti, di dolore, di viaggi della (...)

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L’intervista

In Irpinia di paesaggio si soffre: un Festival trasforma le aree interne in luoghi interiori

Mario Pagliaro è l’architetto curatore del primo Festival di Paesaggio che si articolerà attraverso una Summer School - dal 7 al 9 settembre - a Sant’Andrea di Conza, dove architetti, amministratori e promotori culturali si incontreranno per tre giornate di confronto sulle aree interne come luoghi di vita: «Le comunità compiono scelte approssimative dalle conseguenze irreversibili. Proviamo a compensare con le sagre che alimentano solo il nostro romanticismo mentre i paesi sono distrutti dal punto di vista della qualità architettonica, paesaggistica, della vivibilità. Il nostro paesaggio è depresso anche se la mattina ci svegliamo con un’alba stupenda. Abbiamo il dovere della consapevolezza per arrivare a cambiarlo»

Interno non è lontano. Le aree interne, non possono essere identificate, semplicemente, come quelle geografie più o meno distanti da una metropoli e questa, il centro di gravità verso cui farle tendere fisicamente, con più o (...)

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