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Società

L’emergenza

«Contro il virus e la quarantena prescrivo canzoni popolari e filastrocche»: parla Di Cecilia, il medico che cura anche lo spirito

In Valle Ufita e nel resto della provincia di Avellino, è conosciuto da decenni. Non solo come medico di base sempre disponibile. Ma anche come appassionato compositore di canzoni popolari, filastrocche e poesie che, in certi casi, sono diventate parte del folklore irpino e spadroneggiano nelle feste popolari. Così, la vena artistica di Tancredi Di Cecilia, dottore a Sturno, non poteva restare silente nei giorni del Coronavirus, così drammaticamente carichi di tensione emotiva e disperatamente bisognosi di un appiglio per non cedere di fronte allo sconforto ed al grigiore della quarantena. Nel suo ricettario c’è anche la musica: «La malattia va anche esorcizzata. Siamo costretti da settimane in 4 mura. Se si ammala l’anima non ne usciamo»

In Valle Ufita e nel resto della provincia di Avellino, è conosciuto da decenni. Non solo come medico di base sempre disponibile. Ma anche come appassionato compositore di canzoni popolari, filastrocche e poesie che, in certi casi, sono diventate parte del folklore irpino e spadroneggiano nelle feste popolari. Così, la vena artistica di Tancredi Di Cecilia, dottore a Sturno, non poteva restare silente nei giorni del Coronavirus, così drammaticamente carichi di tensione emotiva e disperatamente bisognosi di un appiglio per non cedere di fronte allo sconforto ed al grigiore della quarantena. (...)

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L’iniziativa

La Grande Madre di Vallifuoco per la Misericordia di Avellino

Il Maestro Gennaro Vallifuoco ha provato a dare un senso a tutto questo e lo ha fatto attraverso una rappresentazione unica della Grande Madre, la Mater Matuta. Un’opera che esprime un messaggio universale di speranza, che ognuno di noi potrà far sua come segno tangibile a memoria di questo travaglio collettivo, con un versamento di almeno 50 euro, specificando nome, cognome indirizzo e recapito telefonico, in favore della Misericordia di Avellino per l’acquisto di almeno un ventilatore pediatrico. La donazione avverrà tramite bonifico all’ IBAN: IT75C0538715100000000006314, o su c/c postale 10794832, intestati a Fraternita di Misericordia di Avellino con la causale: “LA GRANDE MADRE”

Questa maledetta guerra condanna ognuno di noi a fare i conti con se stesso, restituisce ad ognuno l’esigenza di cercare una verità più profonda, un senso a quel che sta accadendo, alla battaglia che stiamo combattendo, a (...)

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L’iniziativa

Prosegue il progetto “A casa inSIeme” di Sposincampania. Grazie ai social tante idee e spunti di riflessione e condivisione

Nei prossimi giorni Dirette Instagram con Andrea Riccio di Wedding Solutions, il famoso stilista dei record Gianni Molaro e il noto conduttore Enzo Costanza

Ancora un week end di grandi appuntamenti rigorosamente ’on line’ con il progetto “A casa InSIeme” di SPOSINCAMPANIA, la prima rivista 3.0 dedicata al mondo del wedding e agli eventi ad esso collegati in Campania. Da un’idea dei (...)

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Voci dall’emergenza

«Bardati alla meglio, tra turni massacranti in un campo di battaglia»: madre, moglie e figlia, Lylian e il calvario degli infermieri del “Moscati”

Nell’inferno del Coronavirus il girone più doloroso è riservato agli operatori sanitari. Sono loro i più esposti al contagio, gli unici che non possono fermarsi, e tra i lavoratori, certamente rappresentano la categoria più impegnata: sia in termini quantitativi, con giornate che non finiscono mai, che soprattutto emotivi e psicologici. Dietro gli operatori in trincea al “Moscati” piuttosto che al “Frangipane”, o in tutti gli altri ospedali in cui si combatte ogni giorno contro il virus, ci sono, però, delle persone. Con una famiglia, un partner, dei genitori anziani o dei figli piccoli, amici che non si vedono ormai da troppi giorni e una vita privata che, semplicemente, non esiste più

Ormai è chiaro a molti se non a tutti. Nell’inferno del Coronavirus il girone più doloroso è quello riservato agli operatori sanitari. Sono loro i più esposti al contagio, gli unici che non possono fermarsi, e tra i lavoratori, (...)

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