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Il punto

Scandone, Scalella pensa alla terapia d’urto: taglio dei costi e saldo dei lodi. Alberani il primo a saltare?

Il nuovo Amministratore Delegato avrebbe in mente di ristrutturare il club: il dirigente forlivese potrebbe essere il primo a saltare in nome della spending review. Ma il tempo è quasi finito: tra meno di due settimane c’è la prima di campionato, squadra ed allenatore latitano

Due settimane, le ultime. Dentro o fuori, bianco o nero, in campo o a casa dopo 71 anni di storia. La Scandone continua a vivere giorni di incertezza e di passione. Tra poco più di dieci giorni il club è chiamato a scendere in campo contro Scauri, nella gara valida per la prima giornata del Girone D di Serie B ma, per ora, Avellino è rappresentata da un simbolo e nulla più. In assenza di uscite ufficiali, necessarie a comprendere con certezza quali siano le mosse in vista del 29 settembre, non resta che inseguire voci, annusare l’aria e provare a prevedere, senza rivendicare poteri taumaturgici, quelli che saranno i movimenti fino a quella data.

La prima indiscrezione che arriva riguarda l’assetto interno alla società. Dario Scalella, solo qualche giorno fa, aveva fatto intendere di voler tutelare l’asset rappresentato dalla Scandone e di voler dare continuità alla vita della società. Il primo atto che l’imprenditore napoletano avrebbe intenzione di concretizzare è quello di razionalizzare le spese in termini di staff societario. Per essere crudi, il nuovo Amministratore Delegato del club vorrebbe ristrutturare la società rinunciando a qualche dipendente.

Il primo ad essere toccato dall’opera di ridimensionamento sarebbe Nicola Alberani. Il manager forlivese rappresenterebbe un costo insostenibile per un club di B che, peraltro, vive gravi difficoltà finanziarie tali da costringerlo a lasciare la massima serie, habitat naturale del (quasi) ex direttore sportivo biancoverde, in luogo della terza serie. E non è detto che la stessa sorte possa toccare, magari con modifiche del rapporto, gli altri lavoratori ancora titolari di un contratto con il club. L’obiettivo è puntare su poche ed economicamente sostenibili figure.

Senza Alberani, il club dovrebbe dotarsi di un tecnico capace di costruire anche un roster. La prima scelta resterebbe Gianluca De Gennaro, gli interrogativi, invece, sono eterni: con quale budget? Senza soldi verrà messa in piedi una squadra di baby? E se sì, quale allenatore potrebbe mai decidere di guidare una squadra che, almeno sulla carta, sarebbe chiamata ad un sanguinoso (in quanto a possibile mole di sconfitte) campionato di pura testimonianza?

Prima di arrivare al capitolo squadra, la società dovrà giocoforza chiudere la partita lodi. C’è quello esecutivo firmato da Luigi Bergamaschi: Scalella, per risolverlo, dovrà allargare i cordoni della borsa e presentare 26mila euro sull’unghia. Dopodiché dovranno essere affrontati i contenziosi che diverranno esecutivi tra la fine del mese (c’è il secondo lodo Bergamaschi “in cottura”) e la metà di ottobre. Questioni che l’imprenditore del campo aeromobile vorrebbe chiudere appena possibile per provare a rimettere la Scandone sulla retta via.

Quindi, ricapitolando, la rincorsa di Scalella passa da due obiettivi: il contenimento dei costi in quanto a staff e la chiusura, magari con un piano dedicato, dei contenziosi fin qui “esplosi”. Poi si guarderà al campo, sperando che non sia troppo tardi. E sperando di convincere qualcuno ad imbarcarsi in un’avventura che non si prospetta semplice.

E, a proposito di campo, resta la questione PalaDelMauro. La Scandone, che ha gestito il bene sino allo scorso luglio, deve, previa diffida, corrispondere oltre 400mila euro al Credito Sportivo per estinguere il mutuo acceso, undici anni fa, per il restyling dell’impianto. Di questo, e di molto altro, Scalella ed il presidente Claudio Mauriello parleranno con Gianluca Festa e con gli assessori Giacobbe e Luongo: l’appuntamento, saltato a causa del rogo dell’Ics di Pianodardine, dovrebbe essere recuperato mercoledì prossimo.

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