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Politica

Il commento

Ponti da (ri)costruire per rifondare l’Italia

In questa strana estate 2018, sta accadendo un po’ di tutto. Le tragedie, si sa bene, accelerano apparentemente alcuni processi e obbligano la realtà a mostrarsi per ciò che potrebbe essere. Dovremmo seriamente interrogarci sullo stato del Paese, di una politica che è pura propaganda, un gioco per ragazzi che continua a rispondere alla complessità del tempo con la semplificazione. Occorre prendere definitivamente atto che ci troviamo di fronte ad una grande emergenza culturale

In questa strana estate 2018, in verità sempre meno strana se si pensa ai cambiamenti climatici in atto, sta accadendo un po’ di tutto. Si sta illuminando, in tutta la sua discutibile fierezza, un Paese che ha bisogno di molte cose, troppe cose. Le tragedie, si sa bene, accelerano apparentemente alcuni processi, rendono temporaneamente più chiaro il presente, obbligano tutto a mostrarsi per ciò che potrebbe essere. E così scopriamo che i tempi della giustizia sono molto lunghi, i contratti con la pubblica amministrazione poco trasparenti, le infrastrutture troppo vecchie e fragili. Ma queste (...)

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Per chiarezza informativa

I capolavori dei Professori del Pd

I 5 Stelle hanno stravinto ad Avellino (e in Irpinia e in Campania e in tutto il Mezzogiorno d’Italia) proprio perché il Partito Democratico e il centrosinistra sono le “cose” che noi di Orticalab vi abbiamo raccontato prima, durante e dopo le campagne elettorali del 4 marzo e del 10 e del 24 giugno. Ed è per questo che riscriveremmo e diremmo di nuovo tutto, ma proprio tutto, ciò che abbiamo scritto e detto per contribuire a demolire il marcio del Sistema Irpinia. Il fine giustifica i mezzi. Però, lo precisiamo per Pierino, il nostro fine non sono i 5 Stelle (se ne accorgeranno!) ma continua ad essere la Politica: quella, appunto, con la P maiuscola

Alla luce del deludente avvio del governo 5 Stelle nel capoluogo, e soprattutto dell’idea idiota dei famigerati “6x3”, il giorno di Ferragosto Marco Staglianò e il sottoscritto ci siamo posti la seguente domanda: “La rifaremmo la (...)

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A scanso di equivoci

Bella Ciao all’avellinese

La verità, Signore e Signori, è che mentre si balla mediaticamente la tarantella dei 6x3, purtroppo grazie ad un’idea politica idiota dei 5 Stelle, dietro le quinte si consumano nel silenzio la porcate politiche tipo Ciarcia Amministratore Unico dell’Alto Calore e Barbati direttore generale dell’Ato Rifiuti, perché così è piaciuto agli “invasori” irpini di sempre e a quelli sanniti diventati tali da qualche mese a questa parte. La verità, Signore e Signori, è che l’insostenibile leggerezza dell’essere 5 Stelle nel modo in cui stiamo assistendo rischia di far resuscitare gli zombie e di riconsegnare Avellino e l’Irpinia agli invasori veri

L’idea dei 6x3 con le facce degli otto consiglieri comunali presunti rei d’aver boicottato il Ferragosto avellinese andrebbe definita per ciò che effettivamente è: non una gogna mediatica e nemmeno una goliardata di pessimo (...)

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L’intervista

«Impegni su Ipercoop e IIa, infrastrutture e turismo. La rivoluzione è cominciata, Bruno sbaglia sul Dl Dignità»: Grassi a tutto campo

Il senatore irpino del Movimento Cinque Stelle traccia un bilancio dei primi mesi del governo e rilancia sull’Irpinia: «Il Biodigestore di Chianche va valutato nel suo progetto, se non rispetta il territorio, il progetto va eliminato. Netta la replica al commissario della Lioni-Grottaminarda, D’Ambrosio: «Spiace che sia disgustato perché c’è una forza politica che fa valutazioni, sulla sua proroga decideremo basandoci sui fatti». Convinto che su acqua e rifiuti il cambiamento sarà nella legge nazionale, risponde agli industriali sul Dl Dignità: «Per le imprese in arrivo c’è ben altro»

Senatore Ugo Grassi, il premier Giuseppe Conte, l’altro ieri, ha illustrato il bilancio dei primi due mesi di quello che si è autodefinito “il governo del cambiamento”. Voi parlamentari, in Irpinia, avete spazzato via la vecchia (...)

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Il commento

Nelle parole di Iacovacci c’è la morte del Pd

Nei diktat, nei toni perentori di un rappresentante sindacale di destra sta tutta la deriva di una politica, di un partito che sarebbe dovuto essere il più grande bacino di raccolta delle istanze progressiste di un intero Paese. È per questo che, alla fine della fiera, è lui ad avere ragione: l’incoerente non è lui ma chi ha preso il rosso del progressismo e lo ha fatto diventare il rosso sangue della morte della politica

«Una cosa è l’attività politica, altro è essere sindacalista di categoria». Parola di Ettore Iacovacci che ha chiaramente intercettato lo spirito di questo tempo: non c’è differenza tra forma e sostanza. Né tra le idee e la loro (...)

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