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L’incompiuta

Lioni-Grottaminarda, resa dei conti su arretrati e contenziosi multimilionari. Le imprese alla Regione: «Prima il saldo, poi i lavori»

Almeno 10 milioni di euro di arretrati alle imprese del subappalto. Contenziosi multimilionari con il Consorzio Infrav. Ed ancora decreti ingiuntivi dai fornitori e una domanda di fondo: chi pagherà il conto salatissimo di 7 lunghi mesi di stop? E’ questo, ora, l’ostacolo, con tanto di dilemma, che separa l’infrastruttura Lioni-Grottaminarda dalla ripartenza dei lavori. Firmato il verbale che segna il passaggio del cantiere alla Regione, c’è da firmare l’atto di sottomissione con le imprese. Salvatore Castellano, subappaltatore, avverte: «Per ripartire abbiamo bisogno del saldo degli arretrati». Toni di Capua, Fillea Cgil, rilancia: «Tra decreti ingiuntivi, contenziosi e licenziamenti, tutti hanno subito danni. Chi li pagherà?»

Almeno 10 milioni di euro di arretrati alle imprese del subappalto. Contenziosi multimilionari con il Consorzio Infrav. Ed ancora decreti ingiuntivi dai fornitori e una domanda di fondo: chi pagherà il conto salatissimo di 7 lunghi mesi di stop? E’ questo, ora, l’ostacolo, con tanto di dilemma, che separa l’infrastruttura Lioni-Grottaminarda dalla ripartenza dei lavori.

Come annunciato nei giorni scorsi da «Orticalab», Regione e Governo hanno completato il passaggio di competenze sull’opera, seguito alla defenestrazione del commissario, Filippo D’Ambrosio. Dopo lo scambio di missive documentato la scorsa settimana, l’altro ieri è stato firmato anche il verbale. Nei prossimi giorni, però, la struttura tecnica di Palazzo Santa Lucia incontrerà le imprese per tentare la difficile ma indispensabile strada di un’intesa sugli arretrati e soprattutto sui contenziosi esplosi nei mesi di vacatio della committenza.

E’ qui che l’affare rischia di complicarsi. I contenziosi intentati dalle imprese del consorzio che si occupa della realizzazione dell’opera dalle Terme di San Teodoro a Grottaminarda (Saf3, Marino Costruzioni, Italiana Costruzioni e Condotte) partono da lontano. Quelli che vanno fino al 31 dicembre 2018 sono rivolti contro il Governo. Tutti gli altri, si riferiscono alla complicata fase di mezzo che si è aperta subito dopo, e che si è chiusa solo adesso. Non esistono stime precise sul totale delle somme vantate dalle imprese. Ma si tratterebbe di cifre a sei zeri. E non è affatto detto che la Regione Campania voglia o possa accollarsi quegli importi.

Poi ci sono gli arretrati alle aziende del sub appalto. Anche qui, si parla di molti milioni di euro. Secondo le prime stime, ci si avvicina ai 10 milioni. Ma non è tutto. Proprio ieri, da una riunione in Valle Ufita, è merso che anche i piccoli fornitori, a loro volta, hanno messo mano ai contenziosi. In particolare, decreti ingiuntivi per circa 600.000 euro starebbero stati indirizzati contro una delle imprese del Consorzio, con il rischio di bloccarle i conti. Dunque, è guerra totale.

Tra gli imprenditori del sub appalto che avanzano certamente di più, c’è Salvatore Castellano. «Tra lavorazioni eseguite, ritenute a garanzia ed altro, dobbiamo avere 2,5 milioni di euro». Fondi, per intenderci, che vanno dal 31 dicembre 2018 ad andare indietro. Dunque, risorse attese da circa un anno. E non è un caso se tanto i subappaltatori, quanto le imprese del Consorzio, negli ultimi mesi abbiano dovuto licenziare tutti e 200 i lavoratori impiegati sull’opera. «La ripartenza dei lavori – spiega dunque Castellano - dipende dalla partenza dei pagamenti. Noi – sottolinea – siamo disponibilissimi a partire, ma prima dobbiamo risolvere tutti i problemi che ci sono stati creati con i fornitori e con i lavoratori». Ed ovviamente, su questo aspetto, non c’è alcuna trattativa da intavolare: «I pagamenti sono quelli, sulla base delle fatture emesse regolarmente. Solo così dobbiamo ripartire».

La situazione, dunque, resta molto delicata. Per di più, pare che al tavolo in programma nei prossimi giorni in Regione non siano stati convocati i rappresentanti sindacali. Un fatto inconcepibile, secondo il segretario generale della Fillea Cgil di Avellino, Toni Di Capua, che ricorda: «E’ assolutamente necessario che il sindacato sia presente, perché dobbiamo capire cosa succede dopo questo sblocco. Non è chiaro chi dovrà fronteggiare tutti i contenziosi e gli impegni economici degli ultimi 7 mesi. Qui tutti hanno subito ingenti danni, chi se li accolla? Temo – sottolinea - che non sarà affatto facile risolvere questa situazione drammatica».

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Commenti

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FMarchese scrive:

Chiedetelo al Fenomeno

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Mario45 scrive:

Chissà se i 5 stelle si faranno promotori di fare una legge che punisca gli idioti di governo che provocano danni allo stato derivanti da decisioni sbagliate, di mandarli a casa per punizione, con l ’accollo agli stessi di penali da pagare in percentuale.