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Economia

I dati economici

L’Irpinia a due facce nel rapporto della Banca d’Italia: meno lavoro e più povertà nel 2018, exploit delle esportazioni nel 2019

Nel 2018 si ferma la ripresa partita nel 2014. Il Pil cresce meno, l’export perde il 3 per cento, l’ occupazione scende dello 0,6 per cento. Ma i numeri sulle esportazioni del 2019, nei settori trainanti, sono stellari: + 26 per cento per l’automotive, + 29,9 per l’aerospazio, + 34,9 per il farmaceutico e addirittura +201,5 per macchinari e attrezzature elettroniche. Bene anche l’agroalimentare, pesa la chiusura della Novolegno. Frenano concia e le pelli. Il presidente di Confindustria, Pino Bruno, al Governo: «Servono più infrastrutture e meno burocrazia per la domanda interna. E’ debole e rischiosa. Emblematico il caso Lioni-Grotta, dove l’esecutivo si è fatto male da solo con i soldi sul conto corrente»

Meno occupazione e meno esportazioni. Aumenta la povertà e calano i consumi. L’Irpinia non fa eccezione e si rispecchia appieno nel rapporto stilato da Bana d’Italia sul 2018, che sarà illustrato nel dettaglio oggi in Prefettura. Ma a sorpresa, nel primo trimestre del 2019 descrive una vera e propria inversione di tendenza che indica la rotta sulla quale la provincia può deve scommettere: le esportazioni. E’ un’Irpinia a due facce, insomma, quella che emerge dai dati, e che si palesa in maniera ancor più marcata nel confronto tra il primo trimestre 2019 e il primo trimestre del 2019. A (...)

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La nota

«Verifiche istituzionali a Nola e Pomigliano, ma non a Pratola Serra: nessuna richiesta dalle parti sociali»: Fca, Claudio Durigon gela i sindacati irpini

Il sottosegretario al Lavoro ha risposto a un’interrogazione a firma dell’onorevole pentastellata Maria Pallini: «Stiamo monitorando l’operazione Fca-Renault con l’obiettivo di avviare una partnership tecnologica che consenta lo sviluppo di nuovi prodotti e di implementare i volumi di attività per l’intero comparto»

Il ministero del Lavoro «non ha ricevuto specifiche richieste di intervento dalle parti sociali» sullo stabilimento Fca di Pratola Serra, «pur essendo attualmente impegnato nella verifica istituzionale relativa alla situazione (...)

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La vertenza

Sull’Alto Calore l’ombra della "linea de Caro". Il futuro dell’azienda nelle mani di Festa e Biancardi: il privato torna alla finestra

Il percorso di risanamento ipotizzato nelle scorse settimane, con un prestito di 50 milioni da Cassa depositi e prestiti, passa per l’incontro che Ciarcia terrà nei prossimi giorni con i due soci di riferimento, ovvero con il Presidente della Provincia ed il sindaco di Avellino. Se anche Palazzo Caracciolo virerà sulle posizioni del capoluogo, Ciarcia avrà le ore contate e il piano salterà. A quel punto, Gesesa resterebbe l’ultima soluzione. Anche perché i Comuni, come al solito, sono al verde

Cambia il quadro politico ed aumentano le incertezze sul futuro dell’Alto Calore. A cominciare dalla strada imboccata nelle scorse settimane dal presidente di Corso Europa, Michelangelo Ciarcia, con la richiesta di un prestito (...)

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Il lavoro

Reddito di cittadinanza, l’Irpinia frena: calano nettamente le richieste tra aprile e maggio

La Cisl, che da sola istruisce due terzi delle pratiche totali prodotte in Irpinia, segnala una forte flessione. Melchionna: «Pesano negativamente i parametri stringenti e le scarse risorse erogate. Quanto alle politiche per l’ingresso nel mondo del lavoro, i navigator non si vedono ancora»

Dopo il boom di richieste per accedere al Reddito di cittadinanza, arriva l’attesa e brusca flessione. Al 31 marzo scorso, le domande di accesso alla misura di sostegno al reddito e reinserimento nel mondo del lavoro erano (...)

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La vertenza

«Invitalia e Finmeccanica confermano l’impegno, ma senza il nuovo socio si torna al punto di partenza»: I.I.A., la Uilm non fa sconti

Dopo la convocazione al Mise prevista per il 18 luglio, parla il segretario provinciale Gaetano Altieri: «Abbiamo condiviso da sempre i buoni propositi, ora si deve passare dalle parole ai fatti. Aspettiamo gli investimenti, le nuove linee e il ritorno al lavoro. Questo governo si gioca tanto». Alla deputazione pentastellata: «Il sindacato firma accordi e vigila, ma non può costringere nessuno. Non lo poteva fare quando c’era Del Rosso, non lo può fare ora»

«La convocazione al Mise doveva avvenire molto prima visto che l’abbiamo chiesta tre mesi fa. Ci aspettavamo una convocazione per il 4 o 5 luglio. Hanno optato per il 18 luglio e ne prendiamo atto. Andremo al Ministero con le (...)

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