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Economia

Il documento

Un bando per il privato nella depurazione, opere da 4 milioni e un nuovo direttore generale: Asi, c’è il Piano finanziario ma non lo sviluppo

Il Direttivo ha approvato il documento che contiene gli investimenti previsti nel 2020: poche misure per rilanciare le aree industriali ma i conti tengono nonostante i debiti. Tra le spese «147.000 euro di compensi e rimborsi per amministratori» e «105.000 euro per i sindaci»

Un bando per l’individuazione del nuovo partner industriale del Cgs, opere pubbliche per oltre 4 milioni di euro e un’ulteriore riduzione dei costi del personale, al netto dell’imminente reclutamento di un direttore generale. Il Consiglio generale dell’Asi, il Consorzio che dovrebbe promuovere lo sviluppo delle aree industriali della provincia di Avellino, ha approvato il piano economico e finanziario per l’anno 2020 e si appresta a sottoporlo all’assemblea dei sindaci. Si tratta dello strumento che contiene i piani di investimento ed attività per l’anno appena partito. Per un ente che ormai (...)

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Il caso

Sidigas fuori dal tunnel, Iren rileva il ramo d’azienda irpino: 55mila clienti nei 78 comuni della provincia

L’annuncio arriva dal player emiliano nel mondo dell’energia che assumerà il pacchetto utenze della società in Irpinia: «Ci rafforziamo ad Avellino ed in tutto il Sud Italia». La vendita servirà a finanziarie il Piano di Ristrutturazione del Debito concordato con il Tribunale di Avellino

L’annuncio arriva alle ore 14:10 direttamente dal sito ufficiale di Iren spa, azienda reggiana che dal 2010 opera nel campo delle energie: «SI.DI.GAS – Società Irpina Distribuzione Gas S.p.A., in data 24 gennaio 2020, ha (...)

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L’incompiuta

Lioni-Grottaminarda, dal taglio del nastro del 16 dicembre al bluff di oggi: lavori fermi anche con la Regione. Lavoratori pronti a protestare

Non c’è pace per l’infrastruttura e per i suoi addetti. Dopo un 2019 interamente sprecato, segnato dalla scellerata decisione di defenestrare il commissario, Filippo D’Ambrosio, e dal pachidermico iter per il trasferimento delle competenze dal Governo alla Regione Campania, lo scorso 16 dicembre, in pompa magna, le istituzioni locali erano tornate sul cantiere per segnare il riavvio dei lavori. Sul posto, per un nuovo taglio del nastro, la presidente del Consiglio regionale, Rosa D’Amelio ( presso il viadotto "Schivito Macchie" nel territorio di Grottaminarda e pure il presidente del Consorzio Infra.Av, Giuseppe Iandoli. Un nuovo inizio che, però, non ha mai preso l’avvio

Doveva ripartire lo scorso 16 gennaio. Oggi, dopo 13 mesi di stop, il cantiere della Lioni-Grottaminarda è ancora fermo al palo. Cambiano le gestioni, dal Governo alla Regione, ma la musica è sempre la stessa. E i (...)

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Le infrastrutture

Asse attrezzato, la Regione annuncia l’appalto per il terzo lotto. E sul traforo del Partenio: «Se ci sarà condivisione sarà finanziato»

«Entro febbraio - spiega Luca Cascone -l’appalto integrato per spendere i primi 80 milioni sulla Pianodardine-Valle Caudina. E’ vero, servono più di 100 milioni, ma procederemo a stralci». Quanto al tunnel pianificato da Biancardi, non esclude: «La Regione non vuole alimentare guerre. Quindi se ci sarà unità sul territorio e ci dimostreranno che è utile, verrà inserito nella nuova programmazione europea»

La Regione Campania annuncia tempi record per lo sblocco del terzo lotto della Pianodardine-Valle Caudina e non esclude la possibilità di programmare un investimento per il traforo del Partenio. Ma a patto che l’opera sia (...)

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L’infrastruttura

Pianodardine-Valle Caudina, l’opera della vergogna: trentadue anni dopo mancano ancora due lotti e lavori per duecento milioni

Quando quarant’anni non bastano per uscire dall’isolamento. Quando una strada di meno di 30 chilometri sembra non avere fine. Nell’Irpinia delle infrastrutture che servirebbero come il pane, e delle opere sempre e solo annunciate, il caso della Pianodardine-Valle Caudina è l’emblema di un disastro che comincia subito dopo il terremoto del 1980. Una storia tanto vecchia che ormai nessuno la racconta più. Ma che torna di attualità alla luce del dibattito di fuoco sul traforo del Partenio, e che resta drammaticamente attuale in una Valle esclusa da ogni traiettoria di sviluppo. Ed ecco l’ultima beffa: gli 80 milioni appostati per il terzo lotto sono insufficienti, ne servono 125

Quando quarant’anni non bastano per uscire dall’isolamento. Quando una strada di meno di 30 chilometri sembra non avere fine. Nell’Irpinia delle infrastrutture che servirebbero come il pane, e delle opere sempre e solo (...)

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