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Economia

Lo scenario

Alto Calore, Ciarcia chiama i lavoratori: se i sindaci fanno spallucce non c’è alternativa al privato

Aumento di capitale sempre più improbabile, i sindaci spalancano di fatto le porte all’ingresso di un socio esterno che potrebbe essere Gesesa. Nel frattempo, l’amministratore unico Ciarcia spiegherà la drammatica situazione ai dipendenti, prospettando tutti gli scenari. In caso di fallimento, le responsabilità dei sindaci sarebbero evidenti. Niente acqua pubblica per almeno 5 anni, possibili responsabilità civili e una scure sulle maestranze

Quella che si apre, per l’azienda idrica di Corso Europa, somiglia alla settimana delle decisioni irrevocabili. Dopo aver svolto almeno due cicli di incontri con tutti i sindaci soci, l’amministratore unico, Michelangelo Ciarcia, è pronto a giocarsi l’ultima carta: un tavolo istituzionale in Provincia, con il benestare del nuovo presidente, Domenico Biancardi, per metterli tutti insieme e convincerli della necessità di realizzare un ultimo sforzo, votando a favore dell’aumento del capitale sociale. Come è noto, infatti, finora non ha incassato che un solo sì ufficiale: quello del Comune di (...)

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La grande vertenza

Alto Calore, azioni societarie prossime alla vendita: Ciarcia affida la stima a una perizia dello studio Pozzoli

Duplice mossa dell’ amministratore unico di Corso Europa in vista dell’ormai imminente assemblea in cui verrà posta ai voti la modifica dello Statuto per l’apertura a un terzo. Intanto chiama il presidente della Provincia, Domenico Biancardi, per un confronto istituzionale con i sindaci per l’ultimo appello sull’aumento di capitale da 25 milioni. Al momento ha deliberato a favore solo Calvi. Ciarcia è netto: «Siamo ad uno snodo storico. O bere o affogare»

Una perizia per stabilire il valore dell’Alto Calore e delle singole azioni della società. L’amministratore unico di Corso Europa, Michelangelo Ciarcia, ha affidato il compito di redigerla allo studio fiorentino “Pozzoli”, lo (...)

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L’intervista

«Cooperative in Irpinia, 600 aziende e 3.000 addetti rischiano di morire di legalità per colpa di chi inquina il mercato e sfrutta i lavoratori»

Francesco Melillo, presidente del Comitato di Avellino di Confcooperative, punta l’indice contro «le tante cooperative spurie o false che danneggiano il comparto, dalla logistica alla movimentazione delle merci o ai servizi». Propone sanzioni per chi non rispetta le regole e fa concorrenza sleale». «Ma in Irpinia – rivendica – ci sono anche centinaia di realtà che lavorano a servizio dei diversamente abili o nelle terre confiscate alla criminalità. Non possono essere messe all’indice. Sì ad un tavolo in Prefettura con gli industriali e i rappresentanti sindacali». Non manca l’accusa a questi ultimi: «Spesso sono loro gli assenti ai tavoli dell’Osservatorio sul settore»

Francesco Melillo, presidente del Comitato di Avellino di Confcooperative, in questi giorni è salito agli onori delle cronache il sistema delle cooperative e degli addetti in Irpinia, complici le vicende che hanno interessato (...)

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Lo sviluppo

L’Irpinia dell’innovazione trascina l’export, Giorgio: «Dall’Agroalimentare all’Aerospazio, all’Informatica, qui c’è occupazione di qualità»

Ieri l’annuncio dei 60 milioni di investimento per 250 posti nella filiera aerospaziale della Ema di Morra De Sanctis. Il vice presidente di Confindustria, con delega all’innovazione, Andrea Giorgio, non ha dubbi: «L’innovazione crea mercato e c’è un’Irpinia che fa scuola. Bisogna ripartire da qui». Ciò che manca è ancora il pezzo del pubblico: «Infrastrutture a rilento, pubblica amministrazione da ammodernare. I tempi degli investimenti non coincidono con i cicli produttivi»

Aerospazio, informatica, agroalimentare di qualità. C’è un’Irpinia dell’eccellenza e dell’innovazione, che continua a resistere alla crisi e sostiene con forza il Pil provinciale. Filiere che continuano ad investire, costantemente, (...)

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L’intervista

Cooperative, la denuncia di Fiordellisi: «In Irpinia un sistema marcio, migliaia di lavoratori sfruttati e poi venduti da pseudo-sindacalisti»

Il segretario generale della Cgil irpina a tutto campo dopo il caso della Capaldo: «Quella è solo la punta dell’iceberg. Dai servizi alla logistica, fino alla sanità privata, giovanissimi o cinquantenni disperati sono succubi di un sistema in cui imprenditori anche importanti si voltano dall’altra parte attraverso le esternalizzazioni, mentre non mancano le mele marce tra chi dovrebbe controllare e persino nel sindacato». Il segretario della Cgil parla di «sfruttamento legalizzato» e lancia un allarme vibrante: «Abbiamo proposto un tavolo sulla legalità alla Prefettura, siamo ancora in attesa»

Franco Fiordellisi, segretario generale della Cgil irpina, il caso delle cooperative impegnate nei magazzini della Capaldo e del dirigente dell’Ispettorato del lavoro che depotenziava le denunce degli operai a per un posto al (...)

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