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Economia

Il commento

Che fine hanno fatto la polacca ruba-mariti e il rumeno scassinatore?

Donne e migranti, giunti principalmente dell’Est Europa, rappresentano il motore della ripresa economica italiana ed europea. Lo dice la BCE nel suo ultimo bollettino mensile sulle previsioni di crescita per gli Stati UE che hanno adottato la moneta unica. Non solo scopriamo che la parità di genere conviene (se le donne sgobbano è un vantaggio per tutti), ma conviene persino accogliere ed integrare. Solo vent’anni fa l’invasione slava, quindi quella rumena, oggi quella del ’negro’. Quando impareremo la lezione?

Donne e immigrati quale leva sulla quale spingere per rimettere in moto un’economia matura – così come la si definirebbe in gergo: ovvero un’economia che cresce più lentamente rispetto a quelle dei cosiddetti Paesi emergenti. Sarebbero, dunque, due categorie deboli o comunque in una posizione socialmente meno vantaggiosa, il motore della ripresa nella zona Euro, almeno secondo quanto valutato dalla BCE nel suo ultimo bollettino mensile sulle previsioni di crescita per gli Stati UE che hanno adottato la moneta unica. Le donne studiano di più, gli immigrati sono più giovani: ecco le chiavi che (...)

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Lo sviluppo

Alta Capacità, il treno non basta senza Zes e Piattaforma logistica. L’Asi rilancia ma ammette: «Siamo ancora in fase embrionale»

Polo del freddo e della logistica ancora al palo, mentre sulla Zona Economica Speciale risulteranno fondamentali i parametri sull’estensione. Il treno dello sviluppo è già partito, ma l’Irpinia, come al solito, viaggia in ritardo

Fatto il treno, bisognerà pure salirci. In un’Irpinia che ancora non si è ripresa dalla devastante crisi partita nel 2007, e che sconta il gap storico delle aree interne della Campania e del Mezzogiorno, appare sin troppo chiaro (...)

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Le reazioni

Infortunio alla Fca, l’ira di Fiordellisi: «Contro i capi e i "capetti" aziendali la sola Fiom non basta»

Il segretario della Cgil: «L’allarme sicurezza nelle aziende non è che ritorn, c’è sempre e i vertici negano gli incontri alle nostre Rls. Ogni singolo lavoratore deve prendere in mano il proprio futuro e non solo appoggiarsi al nostro sindacato che giustamente non ha firmato l’accordo aziendale»

L’incidente avvenuto all’interno della Fca di Pratola Serra ha acceso il dibattito tra le forze sindacali. In merito a questa spiacevole vicenda interviene Franco Fiordellisi, segretario generale della Cgil di Avellino. (...)

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La conferenza

Maurizio Landini e Don Luigi Ciotti al fianco di cittadini e operai: «Il processo Isochimica deve tornare ad Avellino»

Mercoledì 27 alle 18:30, il convegno dal tema “Avellino, binario morto” promosso dalla Cgil, da Legambiente, da Libera e dall’associazione “Ariano in Movimento”. La denuncia del segretario Fiordellisi: «Il modello di mafia capitale si percepisce ancora in questa città. C’è una cappa che per anni era fatta di polvere di amianto. Manca ancora la cultura necessaria per elevarsi»

“Avellino, binario morto” è questo il titolo scelto per l’iniziativa nazionale che si terrà il prossimo mercoledì 27 settembre per discutere dell’ex Isochimica. Parlare del veleno che per anni ha infestato Borgo ferrovia, (...)

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L’intervista

Acqua, riecco Gesesa: «L’Alto Calore ci interessa ancora, ma facciano loro la prima mossa»

Piero Ferrari, amministratore unico della società sannita a capitale misto di proprietà di Acea, chiarisce: «Non vogliamo prendere il posto di nessuno ma il progetto ci piaceva e ci piace. Tocca all’Alto Calore decidere cosa fare». La priorità andrebbe alle reti: «Pronti a metterci liquidità. L’acqua non manca e nemmeno le opportunità. Con l’Eic avremmo un’importante cabina di regia»

L’ipotesi di una gestione mista dell’acqua in Irpinia e Sannio non sembra essere tramontata. Anzi. Mentre l’Alto Calore è ancora alle prese con la crisi idrica e cerca a fatica di ripartire con un ambizioso quanto doloroso piano (...)

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