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Cultura

L’intervista

Un Oceano d’Amore in mostra al PAN: Gianluca Capozzi racconta la sua prima personale napoletana

Come una vastità, un’immensità di energia che è la stessa che si trova in una goccia d’acqua che rappresenta il tutto: Ocean Project è il titolo dell’esposizione visitabile fino al 18 agosto. Nata da un dialogo con il curatore Viktor Misiano, indaga su un’emozione universalmente riconosciuta, costantemente studiata e rappresentata: alle pareti molte sfaccettature della sua arte e altrettante infinite manifestazioni frutto di una ricerca personale e creativa

Oceano come una vastità, una immensità di energia che è la stessa che si trova in una goccia d’acqua che rappresenta il tutto. Ocean Project è il titolo della mostra di Gianluca Capozzi –vi abbiamo raccontato il suo percorso artistico qui – esposta al PAN di Via dei Mille fino al 18 agosto. Nata da un dialogo con il curatore Viktor Misiago, indaga sul concetto dell’amore come un’emozione universalmente riconosciuta, costantemente studiata e rappresentata: «E’ la prima esposizione per me al Palazzo della Arti di Napoli, una personale a cui tengo molto, perché l’idea è nata dai viaggi di Victor (...)

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L’intervista

Un’allucinazione collettiva: "Allegri che tra poco si muore", il viaggio nell’Irpinia paranoica di Luigi Capone

Luca è il protagonista del romanzo d’esordio di questo insegnante cresciuto a Nusco ed emigrato al Nord. Montecupo è un paese interno dell’Appennino Meridionale, spopolato, vuoto, di frontiera e noi siamo di fronte ad un caso letterario in cui si fa fatica a distinguere tra l’autore e il personaggio principale, tra la realtà e la sua trasposizione distopica. Un’opera che parla di una generazione e ad una generazione precaria nel lavoro e nelle relazioni, ma se Luca guarda il mondo con gli occhi di un immigrato, Luigi guarda alla provincia con quelli di chi l’ha lasciata dopo averla profondamente conosciuta: «Ti saprei dire da Bologna chi è seduto in questo momento davanti al bar, l’Irpinia non si trova più al Sud ma in Svizzera. Gli irpini non ci sono più da cinquant’anni, questa provincia è la cassa da morto di chi ci vive»

Se non ci sono slot machine, se non c’è un televisore acceso con la partita, se nessuno gioca a carte, se non c’è puzza di birra, se nessuno bestemmia non sei a Montecupo Montecupo è l’Irpinia, l’Irpinia Paranoica. O forse no. (...)

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L’intervista

Livio e Manfredi: una musica surreale per la felice malinconia dell’Irpinia

I fratelli Arminio non sono mai d’accordo, sul palco come nella vita, ma sono cresciuti nella stessa casa e la loro passione inizia fin dalla notte dei tempi, strimpellando per gioco, stornellando a tavola e con tante canzoni nella testa di Manfredi che poi passavano tra le mani di Livio per essere arrangiate: è nato così il loro album Amore Stitico, sostenuto e prodotto da Edoardo Tresoldi e Antonio Oriente, che si occupano di arte pubblica. Un duo cresciuto a Bisaccia che si è trasformato in un quintetto con il progetto Uranio Irpino che li vede insieme a Mattia Procaccino alla batteria, Alessandro Celano al basso e Salvatore Sena ai sintetizzatori: li vedremo il 28 luglio sul palco dell’Altura Festival

Bisaccia è un luogo di frontiera, la terra e la lingua sono al confine con la Puglia e la Basilicata, solo la provincia è quella di Avellino. Ebbene qui vivono due fratelli: sono Livio e Manfredi Arminio, musicisti legati al (...)

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L’intervista

Fenomeno GIMA: elettronica e beat in un microcosmo chiamato Avellino

Un progetto, un dj e un producer: Giacomo Manzi ha ventidue anni, un talento vero, allievo della classe di Musica Elettronica al Conservatorio Domenico Cimarosa, le sue sono sonorità immersive, una musica capace di incantare senza parole. Lo abbiamo ascoltato live la scorsa domenica ad Irpinia Mood Food Festival, lo ritroveremo sul palco del Disorder a Eboli l’8 agosto, il suo EP si chiama LVMOS, prodotto, distribuito e sponsorizzato dalla label indipendente Syntheke Records

Giacomo Manzi ha ventidue anni e la sua prima volta con Ableton (software di produzione musicale, ndr) gli ha cambiato la vita, così tanto che oggi è GIMA: insieme un progetto, un dj e un producer. Lo abbiamo ascoltato live la (...)

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L’intervista

«Nessuno può salvarsi senza fare i conti col passato»: Franco Festa e “la scoperta del doppio” volto di Avellino

Dopo Mario Melillo fa il suo esordio da protagonista il commissario Gabriele Matarazzo che Franco Festa ha deciso di lanciare in una cornice d’eccezione. Non il consueto “luogo di cultura” ma il giardino di una parrocchia cosiddetta di periferia: a Valle, la comunità in cui lo scrittore avellinese è nato e cresciuto. «Un intellettuale deve essere radicato nella realtà in cui vive e nei suoi problemi. Questa città ha sempre rifiutato di guardarsi allo specchio vivendo in una bolla di ipocrisia. Solo la riscossa dei giovani e una rinnovata solidarietà possono salvarla»

«C’è una parte d’Italia che ha assolutamente rifiutato di fare i conti con la storia – in particolare quella fascista – ed un’altra che, invece, almeno ci ha provato, pur con tutti i limiti del caso. Avellino, invece, ha sempre (...)

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