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Il Commento

Zì Vicienzo riposerà in compagnia

Potrà anche accadere, come oggi appare, che il due novembre prossimo venturo Vincenzo Ciampi, anche grazie all’ignoranza politica ed istituzionale del suo padrone Sottosegretario, sarà politicamente morto e seppellito. Epperò la stessa sorte si può indovinare per questo Pd: non sarà facile, infatti, spiegare agli avellinesi – non la inadeguatezza del sindaco 5 Stelle, il quale è stato bravissimo a spiegarsi da solo – ma la decisione di Festa e compari dem di subordinare gli interessi della città ai loro comodi, tanto porci – quei comodi – che più non si potrebbe

“Ogn’anno , il due novembre, c’è l’usanza / per i defunti andare al Cimitero...”.

Se il Pd irpino fosse stato un partito serio e vivo - qual era prima che il Direttorio De Luca / D’Amelio / Paris / Famiglietti, con l’aiuto di tal Ermini e del Nazareno, lo riducesse alla compriccola di quattro compari all’osteria come oggi appare – al sindaco 5 Stelle di Avellino, Vincenzo Ciampi, l’altra sera in Consiglio comunale avrebbe concesso 24 ore, non un minuto in più, per sloggiare: giusto il tempo necessario perché il primo cittadino svuotasse i cassetti della sua scrivania e uscisse, insalutato ospite, dagli uffici municipali per tornare all’Ufficio delle Entrate donde era arrivato la notte del 24 giugno 2018.

Se fosse stato un partito serio e vivo, tutt’al più il Pd avrebbe potuto dare al sindaco una settimana, ossia i giorni necessari al suo padrino politico, Onorevole Sottosegretario di Stato Carlo Sibilia, per esprimersi attraverso l’infantilismo becero dei 6x3, ossia il peggio della volgarità di comunicazione istituzionale che i 5 Stelle si affannano a chiamare “modus operandi”, convinti come sono che basta ricorrere al latino per rendere nobili pensieri e azioni che tali non sono.

Ma il Pd irpino non è, purtroppo, né serio né vivo. Sicché ha generosamente concesso al sindaco di Avellino altri 45 giorni di fascia tricolore prima di sfiduciarlo, operazione che ne sancirà la decadenza il 2 novembre dell’anno in corso.

Ed eccoci al punto, al primo punto, Signore e Signori. Noi non sappiamo se il regista dell’operazione Pd – che non è il segretario provinciale Di Guglielmo, il quale notoriamente conta meno del due di briscola, ma Gianluca Festa, ossia il nuovo padrone di questo Pd assieme ad Angelo D’Agostino, Pasquale Penza e Carlo Iannace – non sappiamo, dicevamo, se l’homo ridens abbia scientificamente calcolato quei 45 giorni o si tratti d’una casuale (e fatale) coincidenza. Fatto sta che contando dal 17 settembre, sera di annuncio in Consiglio comunale della “sfiducia post-datata” - si arriva, per la “caduta” di Ciampi, al “due novembre”, che è il “giorno dei morti”.

Calcolo scientifico o pura coincidenza, insomma, niente cambia: nei tempi decisi dal nuovo padrone di questo Pd, c’è un messaggio “funereo” che non riguarda soltanto il sindaco di Avellino, ma anche – forse soprattutto – il Partito Democratico. Perché, Signore e Signori, potrà anche accadere, come oggi appare, che il due novembre prossimo venturo Vincenzo Ciampi sarà politicamente morto e seppellito. Epperò la stessa sorte si può indovinare per questo Pd: non sarà facile, infatti, spiegare agli avellinesi – non la inadeguatezza del sindaco 5 Stelle, il quale è stato bravissimo a spiegarsi da solo – ma la decisione di Festa e compari dem di subordinare gli interessi della città ai loro comodi, tanto porci – quei comodi – che più non si potrebbe.

Vi racconteranno, questi Signori, della necessità di rendere operativo il Piano di Zona sociale. Balle. Può ottemperarvi il commissario straordinario. A loro interessa metterci le mani dentro, perché è roba che porta voti. In quel piatto ci hanno mangiato sempre i soliti “porci”. Fate mente locale, informatevi, e troverete i nomi che spiegano certe premure di oggi.

Vi racconteranno della necessità di non perdere i fondi Pics. Balle. Ha già provveduto l’Amministrazione Foti, l’opera può essere portata a termine dal commissario straordinario. Loro vogliono mettere le mani sui progetti, variarli. Anche qui clientela, punto. Oltre tutto, sull’assessore al ramo, Carmine De Angelis, pendono non pochi dubbi di incompatibilità con la sua carica di sindaco di Chiusano San Domenico. Basta il caos che c’è già.

Vi racconteranno della necessità di approvare il bilancio consuntivo. Ancora balle. C’è già un commissario ad acta. Il commissario straordinario può fare il resto. Peggio di ciò che si è fatto c’è solo il suicidio.

Non vi racconteranno, invece, dell’unico interesse politico che il Pd persegue: rinviare la caduta di Ciampi a dopo le elezioni provinciali, che sono di secondo livello, cioè votano soltanto i consiglieri comunali in carica, e il Partito Democratico non vuole rinunciare ai voti “pesanti” dei suoi eletti nel capoluogo il 10 giugno. Sono voti che servono per fini interni al Pd, per misurare la consistenza delle sue diverse anime, per poter eleggere un presidente di Provincia di questa o quella corrente: insomma, per stabilire chi comanda e chi presumibilmente conterà di più nel Pd da qui a qualche mese. Un conto senza l’oste: l’oste, appunto, del due novembre.

Da tutto questo gioco elettorale per la Provincia cosa ne andrà alla comunità avellinese? Assolutamente niente. Zero assoluto. Perché, indipendentemente da se il sindaco 5 Stelle “cade” oggi (con le dimissioni di almeno 17 consiglieri) o il “giorno dei morti” (con la sfiducia di almeno altrettanti consiglieri), la Città di Avellino comunque non sarebbe rappresentata in Provincia: nel primo caso in quanto, a Consiglio comunale sciolto, verrebbe a mancare la “materia prima”; nel secondo, gli eventuali consiglieri provinciali avellinesi eletti decadrebbero il due novembre. Quindi, di cosa si ciancia?

E siamo al secondo punto, Signore e Signori, che riguarda non più il Pd ma i 5 Stelle: o meglio il capo politico dei 5 Stelle, Carlo Sibilia, posto che quel bravo e onest’uomo di Vincenzo Ciampi, sottratto alla sicura utilità fiscale dell’Ufficio delle Entrate, ha dimostrato di stare alla politica nella medesima misura del proverbiale asino in mezzo ai suoni.

Sibilia, dunque. Forse, per il bene della città ch’egli dice d’amare tanto, è tempo che il Sottosegretario si decida a stendersi sul lettino di Freud per tentare di capire quale trauma politico infantile abbia eventualmente subito. Il rilievo è circostanziato. L’altra sera, mentre in Consiglio comunale le dichiarazioni programmatiche del sindaco 5 Stelle venivano bocciate con ben venti voti (più tre astenuti) su 32, il deputato Sibilia gioiosamente riempiva d’ilarità la sua pagina Facebook con questo post: “Appena conclusasi votazione nominale sul programma che il sindaco vuole portare avanti per la città...In arrivo altra diffusione di informazioni, di fatti, di verità. Tutti devono sapere chi ha detto No a cosa. Buonanotte. Sto ripassando la tabellina del 6 e anche quella del 3”.

Ora, per carità, ciascuno ha il diritto divertirsi come meglio crede. Ma vi pare normale, Signore e Signori, che un Sottosegretario di Stato – non la buonanima di Mimì Coca Cola – manchi del più elementare rispetto per le regole democratiche e dei diritti civili censurando, con annessa minaccia di esposizione al pubblico ludibrio, la volontà di venti consiglieri comunali di non condividere il programma del suo sindaco? Seppure il primo cittadino 5 Stelle avesse proposto una ricetta miracolistica per il capoluogo, cosa che in realtà non è, può mai un rappresentante delle istituzioni tentare di proibire il dissenso senza coprirsi di ridicolo ancor prima che di arroganza?

La verità è che Sibilia non vuole accettare che i 5 Stelle, di fatto, non le hanno vinte le elezioni. La verità è che sei consiglieri, quanti sono i pentastellati sindaco compreso, sono una sparuta minoranza in un consesso democratico di 32 membri. La verità è che non basta raccattare, strada facendo, i consensi trasformistici d’una manciatina di consiglieri per sostenere che la Ragione, il Bene Supremo, l’Interesse Collettivo è comunque rappresentato dalla minoranza 5 Stelle. Non sarebbe il caso che nei compiti a casa, oltre a ripassarsi le tabelline pitagoriche del 6 e del 3, il deputato Sibilia si desse anche una rinfrescatina – non si pretende di Diritto Costituzionale – almeno di qualche elementarissimo cenno d’educazione civica?

Il ripasso delle tabelline del 6 e del 3 per alludere alla imminente seconda puntata del “modus operandi” già esibito dai 5 Stelle avellinesi: le facce dei consiglieri che non la pensano come Sibilia stampate su manifesti giganti e offerti al pollice verso dei cittadini. Il Minculpop era un cartone animato francescano rispetto a certi “modus operandi” spiegabili, appunto, soltanto in chiave freudiana.

In un manicomio c’era un tizio che si vestiva da Cavour e si presentava come il “Signor Benito Mussolini, piacere!”. Più scienziati psichiatrici convennero che non si trattava di pseudologia fantastica riferita ad un caso di sdoppiamento storico della personalità, ma molto più banalmente di un caso d’ignoranza conclamata della storia patria.

Forse, più che giocare alle tabelline, il Sottosegretario dovrebbe esercitarsi alla serietà che il suo istituzionale richiede ed impone. Ha tante volte, e giustamente, messo all’indice la politica dei pupari e dei pupi della Prima e della Seconda Repubblica, ed ora si ritrova egli stesso nel ruolo di regista e protagonista del teatrino siciliano di Avellino. Peraltro mancando di suggerire al suo pupo Ciampi l’unica cosa seria, saggia e dignitosa che dovrebbe fare: dimettersi.

Eh sì, egregio Sottosegretario: avesse consigliato al sindaco di dimettersi dopo la bocciatura del programma, Ella avrebbe colto con un solo scatto di dignità politica un doppio obiettivo: avrebbe liberato la città dal pantano in cui è finita e azzerato per sempre il Pd. Altro è pensare alle tabelline pitagoriche, Onorevole Sibilia, altro è fare politica pensando.

“….Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno, / di questa triste e mesta ricorrenza, / anch’io ci vado, e con di fiori adorno / il loculo marmoreo ‘e zì...”….Vicienzo!

Tranquilli, Ciampi e Sibilia: per questo due novembre politico ci saranno fiori in abbondanza anche per “i loculi marmorei” di Festa e compari del Pd.

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franco scrive:

Cmq,bocciato nelle tabelline. Il cammino per approcciarsi alla lettura della Costituzione lo vedo ancora lungo.

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Scipione Pagliara scrive:

Ottimo articolo Direttore Genzale. Come sempre preciso è chiaro. Analisi intelligenti, è un piacere leggerla.
Scipione Pagliara

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scrive:

Eccellente articolo....che fotografa in maniera puntuale e precisa la palude melmosa in cui è finito il comune capoluogo. Che tristezza.

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luigiaddesa scrive:

Egregie Genzale, finalmente incomincia a piacermi... e poi l’homo ridens! Ecco perchè Avellino non ce la potrà mai fare. E se il tunnel forse vedrà la luce...con questi politici Avellino è sempre piu all’ oscuro!

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Luca 67 scrive:

Avellino potrà migliorare gradualmente solo quando gli elettori saranno in grado di giudicare ed allontanare dai posti di comodo gente come Festa, Arace, Petitto, Verrengia, Giacobbe ecc. Basta. Devono andare a casa!!!

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hannoammazzatokenny scrive:

una riflessione (amara) a margine di queste condivisibili pagine andrebbe tuttavia a mio avviso condotta.. e bisognerebbe farlo proprio adesso: come può una città come Avellino arrivare agli appuntamenti elettorali ogni volta nella totale incapacità di liberarsi di queste persone?! è davvero così incomprensibile ai più che questi figuri sono lì soltanto per spartirsi potere e senza il benché minimo intento di risolvere i problemi della cittadinanza o di migliorare le condizioni generali della città con politiche di lungo termine? l’assenza di una capacità propositiva, la condizione in cui versano i bilanci, la mancanza di professionalità e impegno, sono sotto gli occhi di tutti e rappresentano un fenomeno generalizzato.. eppure, mi chiedo, esiste davvero una fetta così consistente della popolazione a cui questo "malcostume" scivola letteralmente addosso? oppure non è sufficientemente informata? insomma, credo sia giunto il momento di ragionarci con un po’ di anticipo rispetto alle prossime tornate elettorali....ho la sensazione che si arrivi ad affrontare certi argomenti sempre molto molto tardi ed ho sempre attribuito questo errore a ragioni di "convenienza", vale a dire, dopo le elezioni anche alle opposizioni conviene evitare di ragionare di una possibile effettiva sostituzione di certi personaggi per evitare di mettere in discussione il loro modus operandi (che, forse, durante il periodo di governo essi stessi condividono). Oggi in Consiglio siedono forze molto più "fresche" che in passato, meno compromesse diciamo... nonostante le mille speranze, resteremo ancora travolti dal potere clientelare/economico/mediatico dei soliti noti, ai quali la città ha voltato le spalle? oppure è possibile avviarla oggi una riflessione su come arginare questi carrozzoni elettorali... se ascoltiamo gli umori della gente si direbbe che questi politicanti siano finiti, ma quella stessa gente non rinuncia ad offrire a costoro il voto di preferenza e, come purtroppo abbiamo potuto osservare, neppure si sottrae quando viene richiesta di fornire un appoggio "diretto", mediante una candidatura personale (dalla quale dovrebbero invece fuggire a gambe levate, qualunque possa essere la mercede che viene prospettata - e puntualmente mai data - in cambio!)....ciò significa che qualcosa deve ancora essere ancora approfondito se ogni volta ci troviamo davanti allo stesso, inconcepibile, fenomeno....non credete? non credete sia il caso che ci si sieda adesso attorno a un tavolo a valutare gli scenari dell’avvenire e le possibili contromisure da adottare, anche a prescindere dal fatto che si voterà in maggio o se l’amministrazione comunale sia destinata a durare un po’ in più? Intanto noi restiamo al palo e non resta altro che restare ancora una volta a guardare. (Per adesso si registra solamente tanta propaganda, che sul piano della crescita individuale e collettiva nel comune capoluogo vale quanto il due di coppe..!)

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mario scrive:

.... per quanto riguarda il piano di zona perché gli uffici competenti non inviano ai comuni partecipanti la delibera per sottoporla ai vari consigli comunali? Qualcuno vuole ostacolare la partenza dei servizi sociali? Il sindaco Ciampi faccia ruotare i dirigenti comunali che ormai si sono appantanati nei propri regni.

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vincenzo scrive:

Scusa Luca 67,ci puoi indicare,cortesemente,quale posto "di comodo"occupa la Arace?