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La tradizione

«Viva Maria, viva Avellino, viva gli avellinesi»: la comunità abbraccia Sant’Anna e il Pannetto dell’Assunta

Il rito religioso che dà il là al Ferragosto avellinese si rinnova. Prima volta per Gianluca Festa sindaco di Avellino: «Mi rifaccio alle parole del Vescovo di due anni fa quanto parlò delle radici da cui ripartire e delle ali per puntare in alto. E’ quello che farò». Sua Eccellenza Aiello accarezza il primo cittadino e simbolicamente tutta la Città: «L’altro viene visto come un nemico potenziale e non come un amico. Smettiamola di essere sospettosi»

Un momento di fede e devozione che puntuale si rinnova ogni anno nel giorno di Sant’Anna: migliaia di fedeli radunati in Piazza Libertà hanno assistito alla storica alzata del Pannetto della Madonna Assunta, rituale importantissimo della tradizione religiosa.

Con la processione partita dal Duomo la comunità avellinese ha dato ufficialmente il via al suo Ferragosto. A parlare alla città è stato il neoeletto Sindaco Gianluca Festa, mentre a benedire l’effige in onore di Maria SS Assunta in Cielo - fissata ai piedi del balcone principale della Diocesi - realizzata dall’artista Ovidio De Martino ci ha pensato il Vescovo Arturo Aiello.

«Rivolgo un caloroso e affettuoso saluto al Vescovo e a voi - ha detto il sindaco Festa - per me è un giorno particolare perché è l’esordio davanti alla città che mi ha voluto concedere l’onore di guidare Avellino per i prossimi 5 anni. Per me è motivo di orgoglio e di fierezza».

Nel suo breve intervento, il sindaco prende spunto proprio dall’intervento che il Vescovo Aiello fece due anni fa. «Sua Eccellenza - ha detto la fascia tricolore - parlò dei compiti di un buon genitore ai figli. Parlò di radici e di ali. Un buon sindaco deve inculcare alla sua comunità il ritorno alle radici e una speranza verso le ali. Dobbiamo recuperare con gioia il nostro senso di appartenenza e la storia della nostra terra. Dobbiamo partire dai sacrifici dei nostri cari. E dobbiamo ripartire dall’amore verso Avellino. Dobbiamo tornare ad amare la nostra città, volerle bene e sentirla nostra, finalmente nostra. Deve tornare un senso di solidarietà. Siamo il popolo che ce l’ha fatta in situazioni complicati. Ci siamo sempre rialzati e lo faremo anche stavolta. Sono sicuro che Avellino e gli avellinesi ce la faranno. Poi dobbiamo imparare a dare il senso di comunità e di appartenenza. Quando si può dare si deve dare per il bene collettivo. Dobbiamo seguire i buoni esempi. Voglio rivolgere un grande ringraziamento al Vescovo Arturo Aiello per quello che ha fatto per la nostra città. E’ un modello da emulare e incarna il senso di appartenenza che dobbiamo recuperare. Avellino deve crescere sempre di più. Per quanto riguarda le ali, dobbiamo tornare a sognare. Dobbiamo rimpossessarci del presente e del futuro. Dobbiamo tendere verso una meta ed osare verso obiettivi ambiziosi. Dobbiamo solo crederci e continuare a lavorare. Con sacrificio, dedizione ed impegno ce la faremo. Torneremo ad essere una grande Avellino. Viva Maria, viva Avellino, viva gli avellinesi».

A Monsignor Arturo Aiello il compito di benedire la piazza e di rendere omaggio alla Madonna Assunta. «Innanzitutto rivolgo una carezza al nuovo sindaco per incoraggiarlo e con questa carezza, simbolicamente, incoraggio tutto il Consiglio Comunale. Solo insieme si possono fare cose grandi, mettendo insieme forze, anche quelle che qualche mese fa erano in competizione. Con il rito del Pannetto si dà inizio ad un tempo di festa. Oggi è complicato anche fare festa perché l’appartenenza è debole. Un tempo c’era un tessuto connettivo che ci teneva insieme nelle gioie e nei dolori. Oggi siamo troppo sospettosi. Succede ad Avellino, in Italia e in tutto l’Occidente. L’altro viene visto come un nemico potenziale e non come un amico. Torniamo all’anima del nostro popolo che è il territorio, la storia, le radici e i valori. Il nostro valore si chiama Maria che ha sempre vegliato sulla nostra comunità».

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