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L’appuntamento

«Via da Euro ed Ue, stop all’immigrazione. Superemo il 3%, Casapound unico riferimento per le fasce deboli»: Di Stefano chiama Avellino

Il candidato premier del movimento di ultradestra nel capoluogo per illustrare il suo programma elettorale: «Nessuna alleanza con il centro destra prima del voto, lo faremo quando sposeranno le nostre proposte in Parlamento». Casapound correrà alle Amministrative di Avellino, il leader risponde alle polemiche dei giorni scorsi: «Sinistra radicale strumentale e poco democratica»

«Supereremo lo sbarramento del 3%, Casapound è l’unico movimento che porta avanti temi molto cari agli elettori, ovvero l’uscita dall’Euro e l’uscita dall’Unione Europea. Temi clamorosamente abbandonati sia da Matteo Salvini che dal Movimento 5 Stelle. Nei fatti, quindi, siamo gli unici a raccogliere la protesta contro un’Europa che ci soffoca e ci schiaccia. Da questo arriveranno parecchi consensi, i cittadini non digeriscono l’alleanza di Salvini e Meloni con Silvio Berlusconi che, come al solito, si è rimesso in pista e fa il bello ed il cattivo tempo. Ci sono tanti voti in uscita sia dal centro-destra che dai 5 Stelle che possiamo raccogliere». Simone Di Stefano, candidato premier di Casapound in vista ad Avellino, ostenta fiducia rispetto al risultato elettorale della sua compagine e lancia la sfida all’intero universo partitico italiano.

Il leader del movimento di ultradestra ha incontrato militanti e simpatizzanti irpini presso il circolo “Il Manipolo” di Avellino per presentare il suo programma di governo e per tracciare i confini entro i quali Casapound si muoverà: fuoriuscita da Euro ed Unione Europea, stop all’immigrazione, contrasto alla globalizzazione, allo strapotere dei mercati e del capitale.

«Ci candidiamo, democraticamente, alle elezioni prendendo i voti dei cittadini ed eleggiamo i nostri consiglieri comunali. Siamo in linea con le regole di questa democrazia e, anzi, la difendiamo. All’interno della Costituzione ci sono dei punti fondamentali che possono salvare questa nazione. Punti che – sottolinea Di Stefano - qualcuno ha dimenticato perché la Costituzione è sventolata solo quando si dice che Casapound non ha diritto di parola. All’interno della Carta Costituzionale ci sono dei passaggi fondamentali che vanno contro l’Unione Europea, contro la globalizzazione, contro lo strapotere dei mercati e del capitale».

IL PRIMO PROVVEDIMENTO DA PREMIER - «Uscire dall’Euro e dall’Ue. Solo così potremmo rinascere come nazione. Tutte le belle parole che sentiamo nei programmi elettorali, con pensioni innalzate a mille euro e tasse abbassate, non potranno essere realizzate se non torniamo sovrani della nostra moneta e del nostro bilancio. Da Bruxelles non arriveranno mai permessi di questo tipo. Chi fa promesse di questo tipo, senza premettere un’uscita da Euro ed Unione Europea, sta truffando gli elettori».

L’ALLEANZA CON IL CENTRODESTRA - «Non ci sarà in campagna elettorale. Semmai il centro-destra dovesse vincere le Politiche, cosa impossibile per tutti con questa legge elettorale, e noi dovessimo arrivare in Parlamento potremmo appoggiare un Esecutivo di tipo sovranista capace di proporci l’uscita dall’Euro ed il blocco dell’immigrazione. Il voto a Casapound non è un voto buttato, potremmo appoggiare, esternamente, Berlusconi, Salvini e Meloni in Parlamento solo davanti a provvedimenti di questo tipo. Ma, credetemi, non ci sarà nessun governo. Ci sarà, così come Silvio Berlusconi fa trasparire, un governo tecnico. Nessuno vincerà le elezioni, andremo verso un Monti-bis con tutte le sciagure che quella esperienza ha portato».

CASAPOUND CORRERA’ ALLE COMUNALI? - «Sicuramente sì. Il movimento ha deciso di candidarsi sempre e di partecipare alla vita democratica della nazione. Ci saremo anche alle Amministrative di Avellino».

LA POLEMICA SUI PARCHEGGI DI PIAZZALE DELLA RESISTENZA - «La ritengo una questione abbastanza sciocca. Il passato fa parte del passato, noi vogliamo guardare al futuro per far sì che questa nazione possa trovare un momento di pacificazione. La guerra civile è finita settant’anni fa e non si può pensare che un militante di Casapound non possa parcheggiare nel piazzale dedicato alla Resistenza. Allora un ex partigiano non potrebbe usufruire del Trattamento di Fine Rapporto o del contributo pensionistico perché sono stati istituiti da Mussolini? Guardiamo avanti. Siamo una nazione, superiamo queste cose».

“POTERE AL POPOLO” AVEVA CHIESTO L’ANNULLAMENTO DELLA MANIFESTAZIONE - «Non è molto democratico. Mi rendo conto che in campagna elettorale ci sia la necessità di sottolineare temi da vetero-guerra civile per avere delle argomentazioni. La sinistra, soprattutto quella radicale, dovrebbe spiegarci perché non parla più ai precari, ai lavoratori a chi si trova l’azienda chiusa per la delocalizzazione. Si parla solo di antifascismo, dei diritti degli altri e degli stranieri. La sinistra radicale ha abbandonato una piazza che Casapound le vuole contendere».

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