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Valorizzami questo: se una scrittrice femminista parla di donne nere, non giovani e sovrappeso

Di Lorella Zanardo sappiamo che è una scrittrice femminista, autrice del documentario Il corpo delle donne. E meno male. Perché stando al suo tweet non l’avremmo mai detto. Trascriviamo: In Usa Oprah Winfrey sarà forse candidata a Presidente. Cosa farebbe in Italia una donna nera, non giovane, sovrappeso? Sapremmo valorizzarla? O sarebbe bersaglio di discriminazioni nel Paese del patriarcato duro a morire? Intanto – per stare allo stesso livello - una donna così descritta in Italia è stata Ministro degli Esteri e poi non è che per sottolineare la nostra arretratezza in termini di parità di genere, si riduce tutto allo stereotipo estetico. Ognuna di noi è misura di tutte le sue cose, del suo girovita e della sua intelligenza, cara Lorella impara da Oprah

Di Lorella Zanardo sappiamo – secondo Wikipedia – che è una scrittrice femminista italiana, autrice del video documentario Il corpo delle donne. E meno male. Perché stando al tweet dedicato ad Oprah Winfrey non l’avremmo mai detto. Vi risparmiamo gli hashtag, ma trascriviamo il cinguettio: In Usa Oprah Winfrey sarà forse candidata a Presidente. Cosa farebbe in Italia una donna nera, non giovane, sovrappeso? Sapremmo valorizzarla? O sarebbe bersaglio di discriminazioni nel Paese del patriarcato duro a morire?

Ecco. Fine. Vediamo invece cosa sappiamo di Oprah Winfrey: la prima donna non bianca a ritirare il premio alla carriera Cecil B. DeMille assegnato durante la cerimonia dei Golden Globes di qualche giorno fa. Conduttrice celebre in tutto il globo, attrice, produttrice, proprietaria di un canale televisivo, di una rete satellitare e di una casa editrice, al fianco di Obama nella campagna del 2007, impegnata nella lotta alla povertà, ha fondato una scuola per ragazze indigenti in Sudafrica. Si vocifera su una sua possibile candidatura alla Casa Bianca nel 2020. Ma la politica ci interessa meno.

Oprah non avrà certamente letto il tweet di Super Lorella che nel tentativo di affermare quanto faccia schifo l’Italia in termini di parità di genere ha non solo discriminato la Winfrey ma in un certo senso anche me che rientro nel #teamsovrappeso e mi sento valorizzata la maggior parte delle volte giusto da un vestito nero che mi fa sembrare più magra. (Che poi ad avercelo il décolleté e il sorriso di Oprah a sessantaquattro anni, ma questa è storia personale).

Se vogliamo scendere al livello del tweet potremmo dire che in questo paese una donna nera, non giovane e sovrappeso è stata Ministro dell’Integrazione del Governo Letta, che poi le destre abbiano fatto il lavoro delle destre sminuendola, è un altro discorso. Potremmo continuare con Angela Merkel, poco conta che sia il politico più potente d’Europa, perché è vecchia e grassa, però è bianca.

Il punto è sempre lo stesso: ridurre le donne ai parametri estetici, agli stereotipi, se poi lo fa l’autrice di un’opera contro la mercificazione dei corpi femminili, abbiamo davvero toccato il fondo e iniziato a scavare. Bisognerebbe sentirsi almeno in imbarazzo a veicolare messaggi ormai logori: non dico nascondere la testa sotto la sabbia, ma almeno ammettere di non essere in grado di superare le imposizioni e le strutture in cui le donne continueranno ad essere ingabbiate, loro malgrado proprio dalle donne femministe, perché è più facile arrivare all’obiettivo se si va avanti ad usare metri di giudizio o paragoni infelici ma alla portata di tutti.

Ognuna di noi è misura di tutte le sue cose, del suo girovita e della sua intelligenza. Ce lo ha detto proprio Oprah Winfrey nei suoi dieci minuti di discorso – che evidentemente la Zanardo non ha ascoltato - sul palco di un’edizione dei Golden Globes dedicata alle donne dopo lo scandalo delle molestie sessuali a Hollywood che ha coinvolto il produttore Harvey Weinstein.

Di fronte ad una platea tutta vestita di nero in segno di protesta per l’iniziativa Time’s Up nata contro gli abusi, la disparità di genere e le molestie sessuali ha parlato dei neri e delle donne, di come alcune cose sono cambiate negli anni e di come tante altre devono cambiare. Ha parlato di Sidney Poitier (il primo attore nero a vincere l’Oscar), di Rosa Parks e di Recy Taylor (che negli anni Quaranta fu rapita e violentata da sei uomini) e ha terminato il suo discorso dicendo «all’orizzonte c’è un nuovo giorno» e «quando l’alba finalmente arriverà, sarà per merito di donne eccezionali, alcune delle quali sono in questa stanza, e di alcuni uomini fenomenali, che lottano duramente per diventare i leader che ci porteranno verso un tempo in cui nessuno debba più trovarsi a dire “Me Too”».

Capito Lorella? Quindi ora, valorizzaci questo…

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