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L’intervista

«Utilizzando i fondi europei il dissesto sarebbe meno doloroso. Ma il prossimo sindaco dovrà avere capacità progettuale»: parla l’avvocato Saveriano

Il professionista avellinese, riferimento di Mai Più ed Ossigeno, sarà tra i moderatori dell’incontro "Conti in rosso, comuni al verde" di venerdì: «Manca una visione dall’epoca della "Città Giardino", con noi alla guida del Comune ci sarà un "Ufficio Finanziamenti" che supporterà anche i privati»

“Conti in rosso, comuni al verde. Come progettare ed ottenere finanziamenti regionali ed europei”: Stefano Saveriano, avvocato tributarista, questo è il titolo dell’incontro, organizzato da Ossigeno, think tank di Mai Più al quale parteciperanno Armando Fizzarotti (esperto in finanziamenti europei e responsabile del Noesis European Development) e Gianni Berardino (European Project Financing dell’Università di Urbino). Perché avete sentito l’esigenza di analizzare questo tema?

«E’ un tema di attualità. Ogni giorno, dalla Tav fino alla Lioni-Grottaminarda, si dibatte in merito ad argomenti che riguardano i finanziamenti europei e regionali. L’intenzione, per quanto concerne l’appuntamento di venerdì, è quella di spiegare alle persone cosa siano questi argomenti e creare una discussione, supportati da due esperti del settore, attorno a questi strumenti. I finanziamenti rappresentano l’unico strumento a disposizione per privati ed enti pubblici ma, per essere chiari, non rispondo alle logiche proprie della Cassa del Mezzogiorno: sono flussi di denaro che rappresentano solo l’ultimo passaggio di una visione prospettica. Una visione che, ad Avellino, manca da oltre 15 anni. Ci muoviamo ancora seguendo le logiche della Città Giardino, scontando i finanziamenti provenienti da quella stagione. Ovvero, quelli della Metropolitana Leggera e del Tunnel: opere superate e devastate dagli anni e dalla politica, un esempio di come si può anche restare prigionieri dei finanziamenti. Siamo costretti a mettere in funzione la Metropolitana Leggera e ad aprire il Tunnel perché, altrimenti, rischieremmo di restituire quei finanziamenti. Il segno tangibile che le Amministrazioni degli ultimi 15 anni sono state più che carenti in merito a questo argomento».

Cosa proporrebbe Mai Più per superare l’impasse che lei ha sottolineato?

«L’idea è quella di creare un “Ufficio Finanziamenti”, un soggetto stabile che operi in questo campo sia per il Comune che rivestendo il ruolo di sportello per la cittadinanza. Avellino è indietro rispetto a queste tematiche, tant’è che tanti comuni della Provincia hanno superato il capoluogo, rivolgendosi ad altri enti. Credo che questa sia un’idea che ogni buona Amministrazione, a prescindere dal nostro risultato elettorale, debba portare avanti: i finanziamenti se costruiti “bene” riescono a coinvolgere anche i privati e a creare sviluppo sul territorio. Ma parliamo di flussi di denaro atti a concretizzare idee innovative, capaci di cambiare in meglio il modo di vivere. I finanziamenti non sono una fonte da sfruttare per avere potere o moneta circolante, sono utili solo se soddisfano, tramite un’idea o una visione, quelle che sono le necessità dei territori».

Quali sono le leve da muovere per migliorare la città?

«Bisogna valorizzare le peculiarità: ambiente, enogastronomia, acqua, ricettività. Avellino è una città morta che può risollevarsi solo muovendo queste leve. Implementare l’Ufficio Finanziamenti servirebbe anche a coinvolgere i privati e a valorizzare i nostri giovani, quelli specializzati in questo campo. Il capoluogo deve essere il volano dell’intera Provincia e ritrovare un ruolo centrale proprio nella gestione di questo tipo di politiche. Affinché tutto funzioni, ovviamente, c’è bisogno di fare rete e diventare il perno di un territorio, quello della fascia interna, che unisce due mari e che può rappresentare, per questo, un attrattore turistico. L’idea dell’Irpinia industrializzata non funziona più, bisogna valorizzare quelli che sono i nostri asset».

Come si sposa questo discorso rispetto al contesto? Il Comune di Avellino vive delle difficoltà economiche importanti, entro fine mese si saprà se sarà dichiarato il default dell’ente o se sarà definita la procedura di pre-dissesto…

«Il dissesto potrebbe essere limitante, sopratutto se si guarda alle spese, ma non comporterebbero il blocco totale dell’Amministrazione. I finanziamenti europei e regionali non sarebbero in pericolo: all’ente basterebbe progettare per poter intercettare fondi. Il problema più grande, forse, è proprio questo: servirà un’idea di futuro. Questi finanziamenti, mai come in questi anni, stanno arrivando in maniera continua ed importante. L’Est Europa, per fare un esempio, ha fatto passi da gigante in merito a sviluppo ed innovazione proprio perché riesce ad utilizzare al meglio i fondi europei. Noi, invece, siamo la Cenerentola d’Europa. L’accesso ai finanziamenti, venendo alla sua domanda, potrà rendere meno doloroso l’eventuale dissesto e potrebbe garantire servizi ed utilità ai cittadini. È questa la strada da percorrere: chi guiderà la città avrà un compito non facile, ma dovrà avere una lungimirante capacità progettuale».

Grazie avvocato.

«A lei».

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Commenti

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Giovanni Drogo scrive:

Caro Avvocato non basta saper solo progettare... perché l’Art. 125 comma 3, Lett. 6 del Regolamento (UE) N° 1303/ 2013 recante disposizioni comuni per l’utilizzo dei Fondi europei stabilisce che l’’Autorità di Gestione ovvero la regione Campania prima di selezionare progetti presentati dai comuni (beneficiari) accerta che questi ultimi abbiano la capacità amministrativa, finanziaria e operativa prima di approvare un progetto...per cui non penso che il comune di Avellino avrà tale capacita finanziaria in caso di pre-dissesto o di default. Pertanto solo se il pre-disssesto o il default assicureranno adeguate coperture di finanziarie il Comune di Avellino avrà quella capacità da lei auspicata per poter soddisfare le disposizioni dell’Art. 125 (3) Lett. d.