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L’intervista

«Universiade 2019 dimostrerà al mondo intero quanta competenza c’è in Campania e quant’è bella la nostra terra»: cuore irpino e passione infinita, parla l’architetto Genovese

Il direttore game services dell’evento ripercorre le tappe salienti che hanno portato il comitato a fronteggiare i ritardi, far partire i lavori e completare i 70 cantieri in tempo record: «Professionalità diffuse, competenza e lavoro di squadra, abbiamo trasformato le strutture sportive di tutta la regione». Ora la sfida alle amministrazioni: «Sappiatele gestire perché vi verrà lasciata un’eredità importante». Sull’Irpinia: «Ho impegnato tutto il prossimo stipendio per regalare bottiglie di vino ai miei nuovi colleghi. Ci conoscono anche in Canada e in Nuova Zelanda. Le nostre potenzialità sono enormi»

Lo scorso 5 giugno, presso la Sala Grasso di Palazzo Caracciolo si è svolta la cerimonia di presentazione di Universiade 2019, l’evento sportivo più importante dell’anno che si svolgerà dal 3 a al 14 luglio in tutte le province della Campania. L’importanza della manifestazione è stata spiegata alla perfezione dalla mascotte di Universiade 2019, Massimiliano Rosolino, Ambassador Napoli 2019 e da Vincenzo Maria Genovese, avellinese doc, nominato direttore game services dell’evento. E’ con lui che ci siamo riservati una chiacchierata più approfondita sulla manifestazione.

Genovese ci può spiegare in che consiste il ruolo di Direttore Games Services?

«Il mio ruolo è quello di assicurare il servizio ai giochi. A parte l’organizzazione della gara, le mie aree funzionali gestisce tutto il resto, quindi oltre alla parte sportiva anche quella dei villaggi. Al momento posso contare sulla collaborazione di 200 risorse. Nel giro di qualche giorno mi troverò a coordinare 2647 persone. Sarà un lavoro incredibile ma fondamentale affinché sia all’interno dei villaggi degli atleti che nelle strutture dove si svolgeranno le gare vada tutto per il verso giusto».

Architetto, facciamo un passo indietro nel tempo e proviamo a rivivere la sua esperienza professionale in Universiade 2019…

«La mia collaborazione comincia qualche anno fa. Ho curato le fasi progettuali di alcuni impianti che sono stati rinnovati e fin da subito ho collaborato con il sistema di organizzazione del Comitato. La storia organizzativa di Universiade 2019 è abbastanza nota. E’ stato nominato un commissario (Luisa Latella, attuale prefetto di Catanzaro, ndr), ma è dalla nomina del secondo (l’ingegnere irpino Gianluca Basile), avvenuta nell’estate del 2018 che è iniziata la vera fase di organizzazione del comitato. Sono stati finalmente appaltati i lavori, che sono cominciati con enormi ritardi sulla tabella di marcia. Ed Avellino è un esempio su tutti».

Si riferisce al Paladelmauro?

«In effetti sì. I lavori all’impianto sportivo che ospita le partite della Sidigas Scandone Avellino dovevano iniziare nel giugno del 2018. Sono cominciati molto dopo, quando il campionato agonistico era già in corso creando qualche disagio alla squadra che per un po’ di tempo ha dovuto trasferirsi in un altro Palasport per gli allenamenti (Pala Acone di Pratola Serra, ndr). Inoltre il ritardo ci ha costretto a modificare il tipo di intervento. Originariamente era previsto il cubo con pannelli led a cui però abbiamo dovuto rinunciare. Ad ogni modo, al Paladelmauro, che ospiterà le partite di basket, come allo stadio Partenio-Lombardi, che vedrà gli atleti impegnati nel rito con l’arco, i lavori sono cominciati e sono stati completati. Merito sempre del lavoro del Comitato».

Quando parla di Comitato si riferisce ad un cospicuo gruppo di persone?

«Il ritardo iniziale ha travolto anche noi inizialmente. Il Comitato organizzatore ha ufficialmente avviato le proprie attività nel dicembre 2018. Quando abbiamo cominciato eravamo in cinque. Essere pochi ha rappresentato la nostra arma in più. Abbiamo fatto gruppo, abbiamo fatto squadra e quando altre persone si sono inserite hanno trovato un insieme di persone affiatato e forte. In questo momento, con grande orgoglio sono 400. Non lavoriamo 24 ore al giorno ma poco ci manca. Stiamo conducendo ritmi forsennati, ognuno per le proprie competenze. Personalmente da irpino, da campano, lavorare per la mia terra ha rappresentato uno stimolo in più. Oggi, a pochi giorni dall’evento, posso dire che la Regione Campania deve essere orgogliosa delle persone che hanno fatto in modo che Universiade 2019 diventasse realtà. I settanta cantieri sono terminati e dopo i giochi potranno essere utilizzati nel modo migliore aiutando a valorizzare ancora di più il marchio Campania».

Quindi Universiade 2019 non sarà un evento che comincerà il 3 luglio e si completerà il 14?

«Per ora ti posso dire che nell’organizzazione di biglietti in ingresso e in uscita degli atleti, ne abbiamo preparati 9000 in entrata. Arriveranno tra il 27 e il 28 giugno. E solo 4000 in uscita. Vuol dire che almeno 5000 atleti, dopo i giochi, ne approfitteranno per restare in Campania, spendere sul nostro territorio le proprie vacanze e apprezzare le nostre bellezza».

Secondo lei che ruolo giocherà la provincia di Avellino?

«Posso dire di essermi impegnato tutto il prossimo stipendio perché ho promesso a tante persone bottiglie dei nostri vini migliori. Mi sto interfacciando con tantissime persone e non potete immaginare l’orgoglio nell’apprendere che l’Irpinia comincia ad essere conosciuta nel mondo come terra di vini. Colleghi canadesi e neo zelandesi mi hanno stupito. Bevendolo tutti i giorni, non ci rendiamo conto della fortuna che ha la nostra terra nel produrre dei vini incredibile. Tutto questo dovrebbe far riflettere e capire che in provincia di Avellino, in Campania, abbiamo risorse enogastronomiche, turistiche e umane incredibili. Le persone di Avellino e della Campania che stanno lavorando stanno dando un contributo eccellente e a detta dei delegati internazionali non hanno mai visto tanta competenza».

Nella conferenza che si è tenuta a Palazzo Caracciolo sia lei che il campione olimpico Massimiliano Rosolino avete sottolineato l’importanza di poter disporre di strutture sportive nuove di zecca…

«La prima legasi è innanzitutto la professionalizzazione delle risorse umane, non lo dimentichiamo mai. La seconda legasi è la qualità degli impianti sportivi. Erano più di 30 anni che non si effettuavano lavori sulle strutture sportive, gli ultimi risalgono al 1990. Abbiamo aperto cantieri in luoghi abbandonati dove c’erano strutture che non erano nemmeno più classificate come sportive. E’ il caso del PalaCasoria o del PalaVesuvio, giusto per citarne un paio. Dietro c’erano storie di abbandono e altro. La stessa Piscina Scandone oggi è diventata una delle piscine più belle d’Europa. Lasciare questi impianti al territorio è vanto. La raccomandazione/preoccupazione riguarda la futura gestione successiva. Strutture simili necessitano di gestioni professionali. L’invito va a tutte le amministrazioni affinché non dilapidino un patrimonio incredibile che Universiade 2019 lascia loro. Mi permetto di consigliare di abbandonare il sistema provinciale della gestione».

Quali sono gli impianti che più la inorgogliscono per il lavoro svolto?

«Uno degli impianti dove c’è stato un intervento risolutivo con grandissimo impatto per il territorio è il PalaTrincone di Pozzuoli. Era attivo ma non aveva manutenzione. Con una spesa moderatamente contenuta l’abbiamo rinnovato in maniera eccellete. Ospiterà uno sport complesso come il tennis da tavolo. Un altri impianto molto bello è il PalaVesuvio. Ma metto la Piscina Scandone al primo posto. Lì siamo riusciti a svolgere un lavoro di eccellenza pura».

E che mi dice dei tre stadi, “San Paolo” di Napoli, “Arechi” di Salerno e “Ciro Vigorito” di Benevento?

«L’impatto sarà fortissimo per tutti coloro che ne usufruiranno. Come comitato abbiamo effettuato un test presso lo Stadio “Arechi” di Salerno in occasione dello spareggio playout tra Salernitana e Venezia e posso dire che l’impatto visivo è molto gradevole. Il “San Paolo” è completamente cambiato e se ne accorgeranno tutti presto. Ora si che è un impianto degno di ospitare una Champions League. Infine il “Vigorito” di Benevento resta per me uno degli stadi migliori a sud di Roma. Sia per lo stato di manutenzione che per come viene gestito dalla società sportiva».

Prezzi irrisori per assistere agli eventi che vanno dai tre euro per le gare di qualificazione ai cinque euro per le finali. Una decisione che testimonia la volontà di non fare cassa ma attirare quanta più gente è possibile…

«Non si pensa minimamente di fare cassa con gli spettatori e la politica dei prezzi più che popolari lo dimostra appieno. Addirittura le associazioni avranno accesso a titolo gratuito. Ci aspettiamo una bella risposta, magari non avremo grandi numeri per il calcio ma mi aspetto grandissime risposte per tanti altri sport come il taekwondo, tutti gli sport acquatici, il tennis da tavolo, la pallavolo, il basket. Oltre agli sportivi contiamo anche sul fattore curiosità. Immagino che pochissime persone abbiano mai assistito ad una gara di tiro con l’arco. Perché non andare al Partenio-Lombardi per godersi lo spettacolo. Non vogliamo spettatori, bensì cuori che manifestino la propria passione».

Architetto, chiudiamo con lei. Quali sensazioni la accompagneranno nei giorni che mancano alla cerimonia di apertura dei giochi?

«Vivo uno stato di adrenalina continua. Siamo consapevoli che non abbiamo lavorato solo per la provincia o per la regione. Abbiamo lavorato per il mondo intero. E sapere che parte di questo lavoro è svolto da irpini mi rallegra il cuore. Non sono il solo, la squadra di irpini è tanta. Non faccio nomi per non rischiare di dimenticare qualcuno ma stiamo dimostrando che la nostra terra è piena di professionalità dal livello elevato. Questa attività sta aprendo tantissime altre strade che faranno in modo di far proseguire l’immagine positiva del nostro cuore biancoverde».

Grazie architetto, in bocca al lupo…

«Prego, viva il lupo».

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