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Lo scenario

Una sola lista e un’autostrada per conquistare Avellino al ballottaggio: Cinque Stelle, i nomi in campo e la strategia

Tra pochi giorni la certificazione a Roma della compagine ufficiale con i consiglieri ed il candidato sindaco. Movimento a caccia di competenze più che di figure altisonanti. Per la carica apicale, in netto calo le quotazioni di Mario Tomasone e Giuseppe De Mita. Si dissolvono insieme alla candidatura di Carlo Sibilia. Spunta invece Carmen Bochicchio, ma senza piena condivisione

Una sola lista e cinque giorni per ufficializzarla. L’autostrada a Cinque Stelle porta dritta al Comune di Avellino. In perfetto stile pentastellato, il Movimento schiererà una lista unica per conquistare il più alto scranno di Piazza del Popolo. Una prima bozza è stata inviata già da tempo a Roma. Contiene i nomi degli attivisti che si sono impegnati di più sul progetto Avellino negli ultimi mesi. Quella ufficiale, però, sarà spedita ai vertici nazionali tra 5 giorni, cioè subito dopo il 20 marzo. Conterrà le ultime e decisive integrazioni per la pattuglia dei consiglieri comunali. Soprattutto esponenti della società civile, competenze più che nomi, da votare alla causa del Movimento. E conterrà il nome del candidato a sindaco.

Al momento, quelle che circolano sono soltanto indiscrezioni. La corsa di Mario Tomasone, ingegnere e fratello di Ugo Tomasone, oggi assessore all’Urbanistica del Comune di Avellino con il Pd, appare destinata a sgonfiarsi progressivamente. Allo stesso modo, l’ipotesi che porta a Giuseppe De Mita, nipote ribelle di Ciriaco De Mita, da non confondere con l’omonimo ormai ex parlamentare da poco confluito in Area Popolare, semplicemente non esiste. Per contro, una parte del Movimento avellinese avrebbe avanzato il nome di una donna, Carmen Bochicchio. Giornalista, già membro dello staff del parlamentare Carlo Sibilia, potrebbe essere disponibile. Questo, però, non significa che la scelta sia stata già operata. Tutt’altro. A volerla sarebbe una fetta minoritaria di grillini. Per finire, la candidature di Carlo Sibilia, che pure più di un anno fa aveva dichiarato a «Orticalab» di aver sempre sognato di fare il sindaco di Avellino, appare definitivamente tramontata.

Come già avvenuto nelle elezioni politiche da poco conclusesi, il Movimento Cinque Stelle presenterà con largo anticipo la squadra dei possibili assessori. Anche qui, sul modello dell’ultima tornata, si cercano esponenti “esterni”, ma con un profilo assolutamente complementare alla linea pentastellata. Soprattutto dotati di specifiche conoscenze. La sfida del Movimento sarà anche questa: sfatare, se ancora ce ne fosse bisogno, il luogo comune che vede i suoi esponenti inesperti o inadeguati rispetto alla risoluzione dei problemi.

Dal punto di vista della strategia elettorale, non c’è alcun dubbio sul fatto che l’obiettivo sia arrivare al ballottaggio. Se Sibilia e compagni riuscissero a far incassare alla propria squadra quello stesso 44 per cento che il Movimento ha raggiunto alle politiche in Irpinia, scatterebbe automatica la vittoria al primo turno.

Ma è fin troppo chiaro che, salvo nuovi e clamorosi colpi di scena, quella percentuale bulgara si ridurrà sensibilmente. Le logiche che muovono una competizione elettorale cittadina, infatti, sono ben altre rispetto al semplice voto di rottura o di opinione. Sebbene anche in città sia palpabile la smania di cambiamento dei cittadini, quanto mai delusi dall’ennesima amministrazione di centrosinistra, i portatori di voto e i faccendieri, soprattutto sulla sponda del Pd, avranno il loro peso.

Per questo, la strategia è arrivare al ballottaggio. In questo modo, come accaduto altrove, per esempio a Roma e Torino, la vittoria sarà alla portata grazie al consenso degli elettori che hanno votato i partiti esclusi. In questa logica, i 3 parlamentari eletti solo in bassa Irpinia (Carlo Sibilia, Michele Gubitosa e Maria Pallini) senza dimenticare il deputato di Ariano, Generoso Maraia, ed il senatore Ugo Grassi, rappresenteranno un innegabile valore aggiunto rispetto ai poli di centrodestra e centrosinistra.

La sfida è già iniziata. Sull’onda lunga della strabordante vittoria conseguita alle poltiche, i Cinque Stelle hanno l’opportunità storica di spazzare via, anche in città, una classe dirigente immobile da decenni. Per farlo, però, dovrannoa azzeccare le ultime mosse e non commettere clamorosi autogol nel finale.

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Commenti

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corpo x scrive:

Basta che ci liberate dai soliti Enze è company. Avellino va liberata

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scrive:

DEFINIRE GIUSEPPE DE MITA DI VINCENZO NIPOTE RIBELLE E’ UN FALSO DTORICO: DUE VOLTE DA SINDACO DI NUSCO HA CONSEGNATO UBBIDIENTE LE CHIAVI DEL PAESE ALLO ZIO.