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L’analisi

Una faccia più raccomandabile di questa?

Nell’intercettazione telefonica tra Ciriaco De Mita e Mario Pagano, il giudice di Roccapiemonte finito agli arresti domiciliari per corruzione nel dicembre scorso, l’ex Premier chiede all’interlocutore suo amico di ricevere una persona che ha bisogno di una “cortesia semplice”, aggiungendo, con la consueta ironia, che "la faccia non è molto raccomandabile". Ecco, vediamo in poche righe perché, numeri, fatti e date alla mano, nella realtà, dal punto di vista di De Mita, facce più raccomandabili di Bilotta non ce ne dovrebbero essere al mondo

La notizia l’avete già letta direttamente sul Fatto Quotidiano o su altri organi di informazione, a cominciare da Orticalab, che l’hanno rilanciata. Nell’intercettazione telefonica tra Ciriaco De Mita e Mario Pagano, il giudice di Roccapiemonte finito agli arresti domiciliari per corruzione nel dicembre scorso, l’ex Premier chiede all’interlocutore suo amico di ricevere una persona che ha bisogno di una “cortesia semplice”.

“Si chiama Gerardo Bilotta (erroneamente trascritto come Gerardo Bigotta, ndr)”, dice De Mita. Che subito aggiunge: “La faccia non è molto raccomandabile, ma te lo garantisco io”.

Ora, chi conosce un po’ Ciriaco sa che non gli manca il senso dell’umorismo. E che gli piace condire di bonaria ironia le battute sugli amici più fidati. Insomma, certamente scherzava quando ha presentato il fedelissimo Gerardo come un tipo dalla faccia “non molto raccomandabile”. Anche perché, nella realtà, dal punto di vista di De Mita facce più raccomandabili di Bilotta non ce ne dovrebbero essere al mondo. E tra poche righe vi diremo perché.

Intanto, e in breve, completiamo il dato di cronaca. La notizia dell’intercettazione non è nuova. Risale ai giorni dell’arresto del giudice Pagano. E’ tornata a galla perché la Procura di Avellino - che ha in corso un’inchiesta sullo scandalo Aias / “Noi con Loro”, nella quale sono indagati tra gli altri Gerardo Bilotta e la moglie di De Mita, Annamaria Scarinzi – ha chiesto alla Procura di Napoli, titolare a sua volta dell’inchiesta sul giudice Pagano, gli atti di quella intercettazione.

Scontato il motivo: visto il singolare intreccio di circostanze e protagonisti delle succitate cronache, gli inquirenti di Avellino vogliono capire se la “cortesia semplice” che Bilotta doveva chiedere all’amico di Ciriaco, il giudice Pagano appunto, abbia qualcosa a che fare con la vicenda Aias - “Noi con Loro”.

Al riguardo, infatti, torna utile ricordare che: 1) Bilotta è stato presidente Aias fino alle dimissioni (“per motivi personali”) intervenute il 15 dicembre 2017, due settimane dopo il suo interrogatorio in Procura; 2) Annamaria Scarinzi è tuttora presidente in carica di “Noi con Loro”; 3) il rapporto formale tra Aias e “Noi con Loro”, ad oggi persistente, consiste in un contratto di fitto di centinaia di migliaia di euro l’anno a beneficio della Onlus di Lady De Mita, per una struttura che il Comune di Avellino le ha concesso in comodato d’uso.

Ma sul nuovo fronte di indagine aperto dalla Procura torneremo se e quando vi saranno ulteriori sviluppi.

Nell’ottica di De Mita, dicevamo, niente al mondo potrebbe essere più raccomandabile della faccia di Gerardo Bilotta. E’ una certezza di affidabilità che viene da lontano. E che si rinsalda – per stare alla vicenda Aias - “Noi con Loro”, ai tempi in cui Bilotta è consigliere comunale di Avellino in rappresentanza dell’ex Premier.

Rinfreschiamoci la memoria attingendo alla ricostruzione dei fatti già rassegnata da Orticalab nell’edizione del 19 dicembre scorso.

Dunque, corre l’anno 1995. All’epoca vige ancora l’originaria convenzione sottoscritta sette anni prima tra il sindaco pro-tempore, Enzo Venezia, e la presidente di “Noi con Loro”, Annamaria Scarinzi. Il documento contiene, all’articolo 14, una clausola vincolante: la struttura concessa in comodato d’uso alla Onlus non può essere ceduta in fitto nemmeno in minima parte.

Il 7 marzo di quell’anno accade qualcosa la cui stranezza si capirà soltanto dopo. Il sindaco in carica, Angelo Romano, convoca in seduta straordinaria e urgente il Consiglio comunale. Siamo praticamente alla fine del mandato amministrativo e la decisione del capo dell’Amministrazione appare del tutto singolare.

Cosa mai può essere accaduto di tanto importante e grave, infatti, da indurre il sindaco a scomodarsi fuori tempo massimo? Qualcuno, scherzandoci un po’ su, insinua il sospetto che si voglia dichiarare guerra alla vicina Mercogliano per non meglio specificati motivi.

La ragione è decisamente, e solo apparentemente, molto più banale. Si deve modificare l’articolo 14 della originaria convenzione con “Noi con Loro”. In breve, si deve consentire a “Noi con Loro” di cedere in fitto parte della struttura.

A chi? Al Centro di riabilitazione Aias, che nella sede di contrada Baccanico di fatto e abusivamente già si era trasferita un anno prima. Insomma, nella seduta consiliare del 7 marzo 1995, con un solo colpo si prendono in pieno due obiettivi: si sana un abuso gravissimo commesso da “Noi con Loro” e, giusto per dare una punizione esemplare alla Onlus trasgressiva di Annamaria Scarinzi, la si premia concedendole la facoltà di fittare, per allora e per sempre, parte della struttura comunale.

E’ un affare che in 22 anni ha fruttato qualcosa come otto milioni di euro: un costo stratosferico fuori mercato, al quale si vanno ad aggiungere gli 80mila euro l’anno che il generosissimo Comune di Avellino elargisce a “Noi con Loro” a titolo di contributo.

E volete sapere, Signore e Signori avellinesi e irpini, chi si batté con tutte le sue forze in Consiglio comunale, la sera di quel 7 marzo 1995, affinché “Noi con Loro” vincesse al SuperEnalotto? Non ci crederete: fu un tale con “la faccia poco raccomandabile” , di nome Gerardo Bilotta, demitiano di “diamante”, che sarebbe un giorno diventato presidente della fallimentare Aias.

Ovvero della stessa Aias che dal 2002 ha operato senza autorizzazione sindacale, quindi abusivamente e con l’aggravante di un abusivo accreditamento provvisorio, ovvero soldi della Regione concessi dall’Asl e che non potevano essere concessi.

La medesima Aias che per anni non ha versato i contributi ai suoi dipendenti e non si capisce dove quei soldi siano finiti.

Ancora la stessa Aias che da sei mesi non paga i lavoratori peraltro già sottopagati in tempi di vacche grasse (grasse, ma per chi?).

L’Aias che è miracolosamente sopravvissuta ai controlli (ma sono mai stati fatti?) dell’Asl a costante direzione generale sempre di una stessa parte politica, e indovinate di quale parte.

L’Aias, giusto per chiudere (per oggi) l’elenco, sul cui stato di palese illegittimità d’accreditamento provvisorio la Regione Campania ancora non si pronuncia, probabilmente a causa della “mosceria” burocratica, fornendo un esempio di certo non coerente con la rivoluzionaria linea di rigore più volte ribadita dal Governatore – Commissario De Luca.

P.S.

Le coincidenze, o giù di lì, delle date talvolta – per pura casualità – si fanno leggere come segnali premonitori di probabili sciagure. Il 7 marzo 1995, il demitiano Gerardo Bilotta, pur tra le vibrate proteste dell’opposizione, orientò il consiglio comunale di Avellino a modificare la convenzione che avrebbe fatto incassare a “Noi con Loro” una montagna di soldi. Il 15 marzo 44 a.C. Giulio Cesare morì per mano dei congiurati. Il 4 marzo 2018 si voterà per le elezioni politiche. Giorno più, giorno meno, “fusse che fussero” anche le “Idi di Marzo” irpine?

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Commenti

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Guiseppe scrive:

E ROSETTA D’AMELIO non c’era e se c’era dormiva... sia all’ASL, dove tra un mandato Istituzionale e l’altro lavora(!), che in Regione dove prima è stata ASSESSORE , poi CONSIGLIERE di MINORANZA e ora PRESIDENTE DEL CONSIGLIO .... mi raccomando votatela!!!

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scrive:

Erano tutti insieme a spartire posti, chiamate dirette e appalti alle menti super dotate...tipo 1+1=3...tra Asl, azienda ospedaliera e appalti circostanti! Dovrebbero o pagare, ma pagheremo sempre noii!!!!

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Pino scrive:

Tutto ha un inizio e tutto ha una fine! Dopo uno "sputtanamento" così palese, questi attuali "personaggetti" ex PERSONAGGI, iniziano a provare cosa significa sentire "bruciore" al deretano.

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Cierre scrive:

Tra i tanti soldi stanziati in favore di Noi con Loro come non ricordare quelli della Regione Campania dati alla biblioteca di quell’ente proprio quando il nipotino era vicepresidente ? Non furono dati alla storica biblioteca benedettina di Mercogliano ...ma evidentemente Noi con Loro aveva protezioni superiori

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carmine scrive:

Gente che ha sistemato 3 o 4 figli .Asl ,biblioteca,alto calore,Banca,Comune.Mamma mia che voltastomaco

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sabino scrive:

L’unica arma che abbiamo è il voto, per una volta usiamola davvero. A partire dalla cosiddetta Cirietta. Ricordiamolo tutti: il voto!

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antonio scrive:

Faccia poco raccomandabile che Ciriaco onoro’ con un sonoro schiaffo un tempo ormai lontano...