Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Il pregara

Un sogno lungo quaranta minuti: Sidigas, stendi anche Trento e prenditi il primato

Mors tua vita mea: Trento deve vincere per qualificarsi alle Final Eight, Avellino dovrà fare altrettanto per arrivare a Firenze come prima della classe. Servirà una partita solida per fronteggiare la pressione di Hogue e soci: bisognerà soffrire, ma il sogno è dietro l’angolo

Trento avrebbe fatto a meno di incontrare Avellino, e viceversa. I bianconeri costretti a vincere per qualificarsi alle Final Eight, lupi obbligati a violare il campo dell’Aquila per assicurarsi di girare al primo posto dopo il girone d’andata. Entrambe hanno da perdere, ma ovviamente il peso della sfida è tutto sulle spalle degli uomini di Buscaglia. Una sfida che, come l’anno scorso, si ripete all’ultima giornata d’andata (e si ripeterà nel turno conclusivo della stagione regolare) e diventando, quindi, decisiva: la finalista dello scorso anno non può mancare la kermesse di Firenze, la Sidigas è a quaranta minuti da un traguardo, quello di campione d’inverno, non platonico (in vista della Coppa Italia) e sicuramente storico.

Sassari-Milano-Krasnodar-Trento. Queste le tappe affrontate da Hogue e soci nell’ultima settimana passata in giro per l’Europa. Dopo un mese di dicembre ottimo (sette vittorie in otto gare tra campionato ed Eurocup), l’Aquila ha frenato il suo volo cedendo prima sul campo della Dinamo, poi su quello del Lokomotiv Kuban, inguaiando principalmente la sua rimonta verso le Final Eight. Per i bianconeri è una gara da dentro o fuori: Buscaglia ha predicato calma anche dalle nostre colonne, ma è chiaro che le pressioni sono principalmente su suoi ragazzi, che contro Avellino non possono sbagliare.

Il tecnico dell’Under 20 azzurra può contare su Jorge Gutierrez in cabina di regia: il messicano, centellinato nella sfida contro il Loko, è stato preservato proprio per il dentro o fuori contro la Scandone. Buscaglia si affida ai "soliti" Sutton ed Hogue, anelli di congiunzione di un progetto tecnico che nasce da lontano e vuole arrivare lontano. Come Ojars Silins, tornato in Italia dopo l’esperienza in Germania, da sempre indigesto ad Avellino, l’oriundo Forray, il dominante Shields o la batteria italiana capeggiata da Diego Flaccadori.

Una belva ferita, forse stanca dopo i lunghi trasbordi, ma che vuole rifarsi dopo una settimana di "down". La Sidigas arriva alla sfida dopo aver vinto, e ripreso fiato, sul campo di Oostende e prova a scrivere la sua storia. Mai, in massima serie, i lupi hanno chiuso in vetta la prima parte del campionato, mai hanno superato quota 11 vittorie nel girone d’andata.

La squadra, finalmente al completo, respira e regala ottimismo ed ha vissuto questi giorni lontano da casa-base, saggiando solo ieri i legni del PalaTrento. Bisognerà rispondere alle ondate bianconere con la solidità che la Scandone ha sfoggiato solo sette giorni fa, quando ha abbattuto una Virtus Bologna reduce da un filotto di vittorie. Se la gara di Champions ha detto che Avellino ha delle seconde linee capaci di fare la differenza, quella di Trento dovrà dire se questa squadra può confermarsi da primato. Un sogno lungo quaranta minuti.

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.