Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

L’intervista

Un "Venerdì per il Futuro" dell’Irpinia: la ricetta di prof. De Feo, "sindaco di Greenopoly"

Il 15 marzo 2019 passerà alla storia come il “Venerdì per il futuro”, iniziativa planetaria nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, che ha ispirato decine di migliaia di studenti di ogni parti del mondo, uniti nella battaglia per chiedere ai governi della Terra politiche finalmente efficaci per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Con il Professore Giovanni De Feo, padre del progetto Greenopoly, recentemente premiato da Legambiente come ambientalista dell’anno, abbiamo provato a capirne di più, con un occhio di riguardo alla nostra Irpinia

Il 15 marzo 2019 passerà alla storia come il “Venerdì per il futuro”, iniziativa planetaria nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, che ha ispirato decine di migliaia di studenti di ogni parti del mondo, uniti nella battaglia per chiedere ai governi della Terra politiche finalmente efficaci per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. Al Movimento studentesco mondiale, che nel corso dei mesi scorsi ha dato luogo ad iniziative ad ogni latitudine, oggi si uniscono associazioni ambientaliste di tutto il mondo. Con il Professore Giovanni De Feo, padre del progetto Greenopoly, recentemente premiato da Legambiente come ambientalista dell’anno, abbiamo provato a capirne di più, con un occhio di riguardo alla nostra Irpinia

Professore De Feo, partiamo dal senso di questa mobilitazione

«Il senso è tutto nelle parole della piccola Greta, una sognatrice pratica: com’è possibile che persone che tra 40 o 50 anni non ci saranno più, oggi condizionano la mia vita futura? Ci stanno rubando il futuro. Il punto è tutto qui, la situazione del clima globale è estremamente preoccupante, abbiamo vent’anni prima che la temperatura media della Terra si alzi di altri due gradi, abbiamo due decenni per evitare, per esempio, che città vicine al mare, pensiamo a Venezia, vengano sommerse. Possiamo farcela, ma dobbiamo accettare fino in fondo la sfida di uno sviluppo sostenibile, sviluppo che faccia leva sull’utilizzo di risorse presenti senza compromettere il soddisfacimento dei bisogni delle future generazioni. Quindi forza Greta».

Avellino e l’Irpina sono parte di questo mondo, proviamo a fare il punto su alcune questioni che ci riguardano. Partiamo dai continui sforamenti dei livelli di pm10 nella città di Avellino

«Le cause sono molteplici, come in ogni ricetta ci sono diversi ingredienti. Iniziamo con il riscaldamento. Stufe e camini a biomassa sono molto inquinanti e andrebbero sostituiti, se possibile con caldaie a condensazione. Poi, il traffico veicolare. Sicuramente i mezzi pubblici di nuova generazione e l’utilizzo ridotto delle auto, aiuterebbero a ridurre le polveri. Anche se, come abbiamo visto di recente con i risultati negativi delle giornate ecologiche, queste precauzioni non risolvono il problema fino in fondo. E qui arriviamo all’ingrediente principale della nostra ricetta: la conformazione del territorio. Come ben spiegato dall’Osservatorio di Montevergine, abbiamo un problema di dispersione degli inquinanti a causa di un particolare fenomeno: l’inversione termica in quota. A causa di esso, gli strati di aria che cercano di portare gli agenti inquinanti verso l’alto, vengono tappati e bloccati da strati di aria più caldi, creando così una cappa. Non dimentichiamoci, però, anche dell’ingrediente - attività industriali - che pure ha la sua parte. Oggi si parla molto della Novolegno, che sembra avviarsi verso la stessa sorte dell’Irisbus. Quando parliamo di questo settore dobbiamo tener presente che se le famiglie non hanno lavoro e sostentamento, l’impatto sull’ambiente sarà ancora più grave».

Pochi giorni fa è arrivata la notizia dell’ampliamento dell’impianto di compostaggio di Teora. Quanto siamo lontani dal traguardo?

«L’ampliamento di Teora è una buonissima notizia ma non è abbastanza, c’è ancora molto da lavorare per chiudere il ciclo. In Irpinia, certo, ma soprattutto in Campania. Vi spiego il motivo con un po’ di dati: noi campani produciamo 2,5 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, di cui circa mezzo milione viene mandato fuori regione perché non riusciamo a smaltirlo e questo ha un costo. Ad esempio, per smaltire una tonnellata in Campania spendiamo 80€, per mandarla a smaltire a Padova, come oggi spesso accade, spendiamo 280€. Ovviamente a pagare l’aumento sono i cittadini».

Tra elezioni Europee ed amministrative ci aspetta un periodo pieno di schede elettorali, ma cosa può fare la politica per l’ambiente?

«Molto, moltissimo. A patto però che si avvalga della competenza dei tecnici, soprattutto negli assessorati più delicati, per stare al livello amministrativo, che non possono essere gestiti da persone improvvisate o sprovvedute. La politica può fare molto, in bene e in male. Il mix ideale è fatto dall’entusiasmo dei giovani come Greta e da gente del settore che ben conosce la materia e le sue leggi. Altrimenti in mano a chi mettiamo la vita nei nostri figli? Sulle politiche ambientali si gioca il futuro del mondo, anche delle nostre comunità e dei nostri territori. È tempo che la politica, a tutti i livelli, si faccia carico di questa consapevolezza».

In redazione stiamo usando le borracce che ci ha regalato Legambiente per non comprare bottiglie di plastica e produrre ulteriori rifiuti, l’acqua irpina è proprio buona ma ne gettiamo tanta…

«Sì, è buonissima e voi fate benissimo a berla. L’acqua è la grande ricchezza di questa terra, questa è la terra dell’acqua ed è sull’acqua che dovrebbe costruire il proprio avvenire. Al di là degli sprechi, dei problemi relativi alla gestione del ciclo integrato delle acque, pochi sanno, per esempio, che il più grande acquedotto romano è quello Augusteo. Lungo circa 100km, parte da Serino e arriva a Capo Miseno, dove Alberto Angela, solo qualche giorno fa, ha aperto la sua trasmissione. L’Irpinia è ricca di risorse e di bellezze, paesaggistiche e storiche da mostrare al mondo e l’acqua rappresenta la trama identitaria di questa provincia. Abbiamo molte risorse turistiche da sfruttare, tutto sta ad accettare la sfida»

In questi giorni abbiamo assistito alla discussione sul tempio della cremazione che dovrebbe sorgere Pratola Serra, ci tolga una curiosità, ma questo impianti inquinano?

«Come ogni cosa, se fatta nel rispetto dei limiti delle emissioni, no, non inquinano. Tutto sta a rimanere entro le soglie di inquinamento previste dalla legge. Ogni produzione ha un suo impatto, anche l’agricoltura ha bisogno di concimare, l’importante è rispettare i limiti. Non è un problema di colpevoli o innocenti, è la modernità che ci porta ad avere in ogni caso un impatto sull’ambiente, però possiamo farlo nel modo più intelligente. Il limite ce lo dobbiamo dare noi. Una società è un insieme di individui che condivide interessi generali comuni, tra questi interessi generali comuni c’è la lotta al cambiamento climatico. La posta in palio è l’avvenire di Greta e dei nostri figli, l’avvenire dell’umanità».

Grazie professore

«Grazie a voi»

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.