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Un Governo di legislatura per fermare Salvini: un errore pericolosissimo

Va prendendo corpo, a quanto pare, l’ipotesi di un patto di legislatura sull’asse Pd – Movimento Cinque Stelle, per dare al Paese un governo in chiave europeista, la cui legittimazione andrebbe ricercata nello schema che ha determinato l’elezione di Ursula von der Leyen alla Presidenza della Commissione europea. Questa è la linea dettata da Grillo ai suoi, questa è la linea che progressivamente va emergendo tra le fila del Pd, dopo l’apertura di Renzi per un governo istituzionale e di scopo, destinato a durare solo i pochi mesi necessari a mettere il Paese in sicurezza, alla quale si è fermamente opposto il segretario nazionale Nicola Zingaretti. Lo scontro sembrava destinato a risolversi con la definitiva implosione del partito, con Renzi pronto a dar vita a gruppi parlamentari autonomi, ma lo scenario è radicalmente mutato quando lo stesso Renzi ha raddrizzato il tiro, aprendo ad un governo che governi fino al 2023, trovando immediatamente sponda in molti ed autorevoli riferimenti del segretario, da Prodi a Bettini.

Ovviamente nulla è scontato, tutte le opzioni sono ancora sul tavolo ma ci pare di poter dire che lo spazio politico per costruire un patto di legislatura si sia determinato. Un patto di necessità, per dirla con Umberto Del Basso de Caro, senza il quale non ci sarebbe alternativa al voto anticipato, non ci sarebbe alternativa a consegnare l’Italia nelle mani di Salvini. Il quale, qualora quel patto dovesse prendere corpo e sostanza, si vedrebbe completamente fuori dai giochi perché, si sa, certi treni passano una volta sola.

Si tratterebbe di una soluzione possibile, facilmente percorribile, ma strategicamente sbagliata per un verso, e pericolosa, molto pericolosa, per altro.

Innanzitutto non c’è scritto da nessuna parte che un Governo di legislatura su base programmatica sia destinato a reggere a prescindere. Una soluzione del genere non scioglierebbe certo i nodi interni al Pd, così come non garantirebbe la coesione della maggioranza, viste e considerate le distanze tra le diverse forze politiche che dovrebbero comporla, visto e considerato che un bel programma lo si scrive in tre giorni ma poi, alla prova dei fatti, tutto si complica. In seconda battuta, se l’alternativa a questa Destra, a prescindere da Salvini, va costruita sul terreno culturale, essa non può trovare genesi in un accordo di governo, in un patto concepito nel Palazzo. Il tutto si tradurrebbe in un accordo di conservazione, costruito sulla legittimazione di classi dirigenti e leadership ormai estranee al sentire del Paese, anche di quel Paese che non si riconosce in questa Destra, in un accordo che finirebbe con l’inibire l’emergere ogni alternativa sociale, di qualsiasi nuova prospettiva. E si badi, magari un governo di legislatura condannerà Salvini all’oblio, ma la storia insegna che al peggio non c’è mai fine.

Si tratterebbe, e chiudiamo, di una soluzione molto pericolosa per il Paese, per la semplice e banale considerazione che dinanzi ad una fuga dalle urne, dinanzi a quella che la narrazione della Bestia già va imponendosi come l’alleanza dei disperati, a Salvini non resterebbe che il suo popolo, non resterebbe che la piazza, non resterebbe che la spallata plebiscitaria. A quel punto si aprirebbero scenari inquietanti, tali, potenzialmente, da mettere in discussione la pace sociale e, con essa, la tenuta dell’ordine democratico, dunque delle istituzioni. Questo è un rischio che proprio non possiamo consentirci.

Forse ha ragione Franco Genzale, quando scrive, come ha scritto, che questa Destra è come la febbre, perché passi deve sfogare. Forse, dunque, sarebbe meglio andare al voto, non ad Ottobre perché vorrebbe dire danneggiare il Paese, ma a febbraio. Un tempo sufficiente per seminare, quantomeno, il seme dell’alternativa da costruire in trincea, ovvero all’opposizione, dentro ma soprattutto fuori dal Palazzo. Una scelta coraggiosa e necessaria nell’interesse del Paese, che però aprirebbe una fase completamente nuova nella vicenda politica del Paese, a nuovi equilibri, a nuove leadership, a nuove classi dirigenti. Chi dà le carte, evidentemente, ha tutt’altro interesse.

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Crescenzo Fabrizio scrive:

E chi farebbe la Finanziaria per andare al voto a febbraio? Un governo Cottarelli con i voti del Pd e del M5S? A febbraio sarebbe perfino inutile votare, la Lega vincerebbe da sola. Un governo di legislatura avrebbe da fare 4 finanziarie, una di correzione e tre (auspicabilmente) di sviluppo. Se Sal Vino deve sfondare, meglio che lo faccia dopo che la possibile alternativa abbia mostrato tutta la sua pochezza e non invece per mancanza di coraggio

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armando scrive:

La valutazione di Marco parla ad una metà del popolo italiano ritenendo che le votazioni siano comunque la soluzione alla crisi attuale forse perché pensa che non siano affidabili politici di appartenenza così diversa
io penso che l’altra metà del popolo italiano affiderebbe volentieri ad una figura terza e prestigiosa quale draghi il prosieguo della legislatura e non per fare un dispetto a Salvini o per rinunciare all’ennesima sfida Ma semplicemente perché non scommettere almeno un soldo sulla non volontà di andare alle urne da parte degli attuali parlamentari? Che sia questo il motore per fare tutti un pasto indietro e poi tre in avanti per dare un calcio robusto a questa crisi da cui vorremmo uscire

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Bruno scrive:

Ma, non l’aveva proposto Renzi???Sara’ questa la soluzione a meno che non convincano Draghi a rinunciare alle ferie. Quando, poi, potremo
Liberarci di improvvisatori che da un quarto di secolo tormentano il popolo con illusioni da mascalzoni??

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armando scrive:

Va bene anche la presenza di improvvisatori e saltimbanchi perché stai tranquillo ci saranno sempre per un altro quarto di secolo anche se si vota una volta all’anno. Scommetto invece sul passo indietro di tutti i potenziali alleati di un patto di legislatura mossi proprio dal desiderio di non perdere la posizione attuale
Occorre però una spinta decisa e autorevole che da una parte tenga buoni i poco di buono e consenta al contempo di mettere Insieme pochi obiettivi perseguibili
Visione europea credibile per gli europei e i mercati che faccia scendere lo spread investire le risorse Europe in infrastrutture e valorizzazione dei beni Made in Italy una politica del lavoro che venga dagli investimenti la riforma della giustizia che era già in dirittura di arrivo e non dimentichiamoci della sanità che al suo interno ha grossi margini di miglioramento con le risorse attuali se solo la politica ,in questo caso ,stesse un po’ da parte. Il pugno di ferro non potrà mai dare efficienza ad un sistema che richiede una visione e capacità e competenze per concretizzarla

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scrive:

Ma e’ normale svegliarsi la mattina e torturare gli italiani ad andare a votare pure a Ferragosto?Non abbiamo forse diritto a un po’ di ferie e di leggerezza anche noi?E invece no!Scenari apocalittici si stagliano all’orizzonte: aumento dell’Iva, blocco dei concorsi, caos in ogni settore...e i giornalisti che parlano di governo balneare in grado di traghettarci ma dove???Tra poco saremi noi i poveri migranti sui barconi!!!

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scrive:

Ma e’ normale svegliarsi la mattina e torturare gli italiani ad andare a votare pure a Ferragosto?Non abbiamo forse diritto a un po’ di ferie e di leggerezza anche noi?E invece no!Scenari apocalittici si stagliano all’orizzonte: aumento dell’Iva, blocco dei concorsi, caos in ogni settore...e i giornalisti che parlano di governo balneare in grado di traghettarci ma dove???Tra poco saremi noi i poveri migranti sui barconi!!!

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stanislao di lucia scrive:

Non servirà un governo di contenimento(contenere salvini),serve un governo per fare le cose,con idee da mettere in campo nell’interesse del paese

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ENRICO scrive:

Sicuramente di politica non ne capisco e non comprendo le dinamiche , ma penso che il popolo italiano all’ultime politiche ha dato un indicazione premiando i cinque stelle ma non ha indicato quale sarebbe dovuto essere il governo; per assurdo i 5s potevano stare all’opposizione o alleata con il PD. Allora non ci vedo niente di male se oggi si facesse un altra alleanza e penso che chi sta al governo, in particolare Salvini, non ha il diritto di affermare che un’altra alleanza sia contro la volontà del popolo. Non si può andare appresso i sondaggi altrimenti si dovrebbe andare al voto ogni giorno. Infine spero che gli elettori del sud rinsaviscano e capissero che la lega è contro il Sud perchè è nel suo DNA ed ha una base sostanzialmente scissionista e anti meridionalista mentre i suoi Leader solo per convenienza appaiono moderati. In realtà la lega ha capito che non più fare quello che si era prefissa, in particolare la madre di tutto cioè l’autonomia differenziata che se passasse consentirebbe al nord di gestire le sue cose in autonomia, per assurdo, anche la fla tax differenziata.

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antonio scrive:

Se uno pensa che Salvini sia un pericolo per la democrazia, allora ogni mezzo è lecito per fermarlo. Anche un governo che sembra impossibile sulla carta. Ma riflettiamo: la base m5s è fatta ormai solo da voti provenienti da sinistra e rifare un governo di legislatura che cerchi sul serio di amministrare dovrebbe essere più semplice di quello messo su con la Lega. Quello che Bersani tentò di fare un tempo fa.
Salvini una volta al governo, si eleggerà il nuovo presidente della Repubblica, piazzera’ i suoi dovunque e hai voglia a sperare di mandarlo via. I suoi modelli sono Putin, Erdogan che le opposizioni sanno come zittirle.