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Il punto

Umiliati dal fallimento e abbandonati, la tragica realtà dei lavoratori El.Ital.

Un anno fa fu segnato il destino dei 74 dipendenti. Dopo la drammatica decisione del tribunale nulla è cambiato. Campano di ammortizzatori sociali che termineranno nel febbraio 2019 e sperano di recuperare i rispettivi TFR. Si sentono vittime di profonde ingiustizie e sabato 13 si sono dati appuntamento davanti allo stabilimento. Non sono stati invitati i sindacati, a cui attribuiscono una buona fetta di responsabilità nella disfatta

Esattamente un anno fa, quando ormai il fallimento dell’El.Ital. Spa, azienda leader nel campo del fotovoltaico, sembrava essere imminente ci chiedevamo quale sarebbe stato il destino dei circa 70 lavoratori “naufraghi”. Scrivevamo “Raschieranno il fondo del barile degli ammortizzatori sociali finché è possibile”. Una previsione nera che avrebbe potuto essere smentita.

Ma purtroppo l’imprenditore, per ragioni sue personali, aveva tirato i remi in barca, il mondo della politica disinteressato visto che le elezioni erano ancora troppo lontane. E quindi i dipendenti di Pianodardine sono rimasti in balia delle onde fino a quando la barca è affondata. Il 3 marzo 2017 è arrivata la notizia del fallimento e da allora di questa vicenda non se n’è saputo assolutamente più nulla.

Come un anno fa ce lo siamo chiesti anche ora, che fine hanno fatto i lavoratori dell’El.Ital. Spa. ora che l’azienda è nelle mani di una curatela fallimentare? Come preventivato vivono in regime di Naspi, la nuova indennità di disoccupazione entrata in vigore nel gennaio 2017. Percepiscono circa 800 euro al mese con un calo del 3% ogni mese. E godranno dell’ammortizzatore sociale fino al febbraio 2019. Quelli che avranno maturato i requisiti per andare in pensione potranno ritenersi fortunati, per gli altri, invece, una vita da reinventare. Molti di questi, poi, sono impegnati anche nel recupero del TFR. E chissà se ce la faranno?

Quale futuro per loro? Dire incerto significa essere ottimisti. Il futuro per quei dipendenti è nero. L’azienda è chiusa e non riaprirà più. A un gruppo di lavoratori è stata anche rifiutata dal tribunale la richiesta di ispezione all’interno per verificare quale sia lo stato dell’arte. La curatela, che ha apposto i sigilli assicura che non si sono mai verificati movimenti strani e che all’interno tutto è rimasto come il primo giorno.

I lavoratori, però, non vogliono darsi per vinti e, a questo proposito, hanno deciso di incontrarsi per per fare il punto della situazione. Si sono dati appuntamento alle 9:30 di sabato 13 gennaio lungo la strada d’accesso allo stabilimento. Gli organizzatori contano di radunare una trentina di persone ed hanno scientemente tenuto da parte le sigle sindacali a cui attribuiscono una buona fetta di responsabilità nella disfatta El.Ital.

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