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Il punto

Tra un po’ comincia la rumba, questa Sidigas deve imparare a ballare a tempo: il diktat di Sacripanti è sacrosanto

Il primo vero esame è domani, contro la “demotivata” Caserta. Poi ci sarà il passaggio finale in casa della “motivatissima” Trento. Dopo questi quaranta minuti dovrà nascere una Scandone imbattibile

Pensare a migliorare se stessi, prima ancora di guardare la classifica, di giocare a fare calcoli e di capire chi questa Sidigas troverà sul lungo (speriamo) cammino dei playoff. Manca l’ultimo step per ambire alla perfezione o, comunque, provarla a sfiorare. È questo che Pino Sacripanti, coach dei biancoverdi, ha chiaramente affermato nella conferenza di presentazione del derby contro la Pasta Reggia Caserta. Il modo in cui è arrivata la vittoria contro Capo d’Orlando non ha di certo soddisfatto il tecnico di Avellino. Basta up and down, basta sprecare energie, basta ricorse, basta con le gare ancora aperte fino ad una manciata di secondi dalla fine.

Errori comunque veniali e tollerabili durante l’arco della regular season possono diventare fatali quando si gioca ogni tre giorni e il domani non esiste più. Tutti devono dare qualcosa in più, a prescindere dal minutaggio, a prescindere dalla partita. «Un canestrino, un passaggio, un blocco, un rimbalzo, una palla recuperata», questa è la richiesta di Sacripanti alla squadra. Tra un po’ parte la rumba e la sua truppa dovrà ballare insieme e tenendo il tempo. Il punto di forza della Scandone dello scorso anno (figlio dell’esperienza ma anche dovuto a rotazioni ben più corte rispetto a quelle di quest’anno) deve ritrovarsi anche in quella odierna.

Le rotazioni, croce e delizia di questa stagione. Per Sacripanti la chiave di volta è nel cambio tra “primo” e “secondo” quintetto. Si perde, appunto, il ritmo. A volte si entra con un piglio sbagliato, aggiungiamo noi. Spesso si perdono le misure e si subiscono quei parziali che, sistematicamente (Brindisi esclusa), cancellano quanto di buono costruito nei primi dieci minuti. L’elenco sarebbe infinito: quasi tutte le sconfitte subite in campionato hanno la loro genesi in quel “down” che diventa irrecuperabile nell’economia della partita.

Così, guardando alla panchina, Andrea Zerini e Levi Randolph dovranno condensare in campo le proprie motivazioni ed il proprio talento anche partendo a freddo. Ma lo stesso, anche se in maniera inversa, tocca ad Adonis Thomas sempre meno regolare nella prestazione, quindi meno decisivo, in quest’ultima parte di stagione. Una regola che, ovviamente, vale anche per i senatori, per i big, per i più scafati e per chi, come Retin Obasohan, è tornato ai margini del roster per meri motivi numerici.

Tra quindici giorni il viaggio, quello splendido viaggio chiamato Playoff Scudetto, ricomincia. Non si sa da dove, non si sa per quanto. L’unica costante dovrà essere la voglia di vincere e di emergere: una motivazione uguale e condivisa da tutti. Il primo vero esame è domani, contro la “demotivata” Caserta. Poi ci sarà il passaggio finale in casa della “motivatissima” Trento. Dopo questi quaranta minuti dovrà nascere l’”imbattibile” Sidigas.

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