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Il commento

Tira una brutta aria

De Gennaro ed il roster (o parte di esso) sono arrivati alla rottura finale. Nei prossimi giorni si deciderà se epurare qualcuno o se optare per il cambio in panchina. Per un allenatore che scarica i suoi in conferenza stampa, c’è un gruppo che troppe poche volte ha onorato la canotta della Scandone. Serve una scossa o la salvezza diventa un miraggio

Una squadra senza voglia, senza stimoli, senza orgoglio. Praticamente senza vita, senza voglia di lottare e che, così facendo, non potrà che guardare negli occhi il fantasma della retrocessione diretta. Al PalaDelMauro va in scena l’ennesima pagina nera del campionato della Scandone: una Spoon River al contrario, dove al nome dell’avversario corrisponde la vagonata di punti subita da Avellino.

La prestazione espressa contro Sant’Antimo è indecorosa, praticamente incommentabile. I biancoverdi non sono mai scesi in campo: qualcosa si è intravisto nei primi 8 minuti di gioco, poi la Psa ha preso il sopravvento schiacciando, senza appello, i lupi. Che, dopo la vittoria di Cassino, e con Formia ed altre a distanza non potranno far altro che provare ad allontanare lo spettro di Scauri, ultima in classifica ma in vantaggio negli scontri diretti.

Ma qualcosa, già lesionato, s’è rotto. Ed è il rapporto tra il tecnico e la squadra. Gianluca De Gennaro ed i suoi ragazzi non sono sulla stessa lunghezza d’onda. Non è facile, da ambo le parti, trovare un punto d’accordo quando le cose vanno, quasi sempre, male. Non è facile uscire dal guado quando, a campionato entrato nel suo rettilineo finale, si sconvolge l’intero roster mettendo sotto pressione i pochi punti di equilibrio creati.

Il muro contro muro che vede la dirigenza irpina, rappresentata da Gennaro Canonico, nelle vesti di mediatore dovrà terminare, in qualche modo, entro in qualche ore. Il rischio è perdere di vista l’obiettivo finale, quello della salvezza. Un obiettivo che, oggettivamente, la Scandone non sta meritando di conseguire. Serve una scossa: via il tecnico (che ha già messo sul banco le proprie dimissioni) o via qualche giocatore. Non si sa se all’interno dello spogliatoio esista una fronda ostile al coach ma il rendimento discendente di alcuni effettivi arrivato contestualmente alle operazioni in entrata, puzza e non poco.

Se l’allenatore, almeno in sala stampa, non ha usato parole al miele per i suoi, anzi, li ha platealmente accusati di atteggiamenti poco rispettosi, incrinando definitivamente il rapporto con parte dello spogliatoio; dall’altro persiste una mancanza di rispetto nei confronti della canotta della Scandone. Che va sudata, rispettata ed onorata, a prescindere dalla situazione finanziaria del club che, tra l’altro, mai ha influito sulla vita quotidiana del roster 2019/20 (costruito, peraltro, con un budget "assicurato" fino a fine stagione). Se c’è qualcuno che rema contro, che non è convinto, che non vuol lottare si faccia da parte. Qui tira una brutta aria...

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