Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

L’intervista

«Teatro e Acs ostaggio di un presente incerto. Greco venga in Commissione Finanze»: Gesualdo e Partecipate, parla Bilotta

Il capogruppo dell’Udc e Presidente della Commissione Finanze critica fortemente l’Amministrazione sulla questione Gesualdo: «Impossibile un’altra variazione di bilancio se le cifre sono quelle individuate da Feola. Riaprire il massimo non significa avergli garantito un futuro». Sulla municipalizzata: «Ricapitalizzazione e business plan passino in Commissione»

Alberto Bilotta, capogruppo dell’Udc e Presidente della Commissione Finanze, la questione Gesualdo resta in cima all’agenda cittadina. Questa settimana è cominciata con l’ultimatum del Comitato di Gestione, con la lettera di dimissioni dall’incarico sventolata in faccia all’Amministrazione, ed ha visto l’approvazione della variazione di bilancio di 51mila euro per tenere aperto il Massimo cittadino. L’Assessore alla Cultura, Bruno Gambardella, conferma che la stagione si terrà. Per Caputo, invece, sarebbe tardivo cominciare la pianificazione della prossima stagione teatrale a metà ottobre. Lei da che parte sta?

«Mi sembra chiaro che l’Amministrazione stia prendendo tempo senza trovare una reale soluzione alla questione Gesualdo. La liquidazione, la cui mole era già stata definita dal Segretario Generale che aveva segnato un passivo di 1.2 milioni, resta ferma perché non si riesce ancora a capire se i crediti vantati nei confronti dell’Istituzione Teatro siano realmente dei debiti fuori bilancio. Le ricordo che per essere considerate tali queste cifre devono assolutamente rappresentare un reale arricchimento per l’ente. Bene, sarà difficile dimostrarlo perché non tutte le fatture analizzate dal Commissario Liquidatore potranno essere considerate tali. Intanto si continua a perdere tempo: questa faccenda va avanti da un anno e mezzo, quando Feola è stato nominato commissario dell’Istituzione. C’è stata la nomina di Pino Terracciano quale liquidatore, poi è arrivato Chiauzzi che si è preso un altro mese di tempo per definire una ricognizione già fatta. Le procedure di liquidazione dovevano cominciare tempo fa, in cassa c’è almeno un milione di euro che può essere utilizzato a tale scopo. Il problema, ovviamente, è come liquidare e la mia personale sensazione è che tutto sia legato all’incapacità di trovare una soluzione concreta per il cartellone».

E sulla scelta del partner istituzionale?

«Se il bando dovesse partire adesso ci vorrà almeno un mese per l’assegnazione dell’incarico. Quindi si partirà a novembre. Il Gesualdo è chiuso e non credo che lo rivedremo aperto prima del prossimo anno. Questo con grande disagio per i cittadini. In tutto questo l’Amministrazione si sta lanciando in una rincorsa per la riapertura del Teatro prima delle Amministrative. E, intanto, sfuma ogni tipo di ragionamento rispetto alla forma giuridica del soggetto che dovrà guidare il Carlo Gesualdo».

Il Comitato di Gestione, che attende per lunedì gli indirizzi programmatici, avrebbe trovato una formula di gestione, ovvero la creazione di un distretto capace di governare tutte le strutture a vocazione culturale del capoluogo. Ma gli stessi componenti dell’organismo lamentano un mancato ascolto da parte dell’Amministrazione…

«Il Comitato ha ragione. Il problema è a monte, così come in ogni vicenda che riguarda questa Amministrazione. Prima di nominare questo organismo sarebbe stato giusto definirne gli indirizzi programmatici, i compiti e gli obiettivi. Intanto l’Amministrazione guarda solo ed esclusivamente al cartellone per cercare una minima salvezza, ma sarebbe più utile chiudere la liquidazione e programmare una nuova forma giuridica, ovviamente passando per il Consiglio Comunale ed affidandosi ad uno studio di fattibilità. Guardo con interesse al distretto culturale ma bisogna comprendere come reperire le risorse necessarie al suo funzionamento, coinvolgendo anche i privati. Questi ultimi, e gli esempi sono innumerevoli, entrano in gioco solo davanti ad un ritorno economico o di immagine. Ma qui si preferisce non pianificare il futuro. Prima l’obiettivo era trovare un capro espiatorio rispetto alla discutibile gestione del Gesualdo, ora è quello di tenerlo aperto ad ogni costo per evitare tracolli alle elezioni. Intanto si continua a brancolare nel buio, le politiche culturali cittadini vengono oltremodo precarizzate. Si apre il Teatro, ma senza definire un futuro».

L’Assessore alle Finanze Iaverone ha annunciato la possibilità di provvedere ad una nuova variazione di bilancio, successiva alla definizione del quadro liquidatorio prevista per metà ottobre, al fine di far partire i lavori di programmazione della prossima stagione. Lei ha analizzato i conti dell’Ente: ci sarebbero le risorse per farlo?

«Se la debitoria dell’Istituzione è quella accertata dal Segretario Feola, ovvero di 1.2 milioni i euro, non credo sia possibile effettuare un’altra variazione di bilancio. Il comune dispone di poco più di un milione di euro tra vecchie e nuove risorse. Per questo il tutto resta bloccato in attesa del lavoro del liquidatore, ma è certo che non ci siano altri soldi all’infuori di questi. Sarebbe molto più sincero, e rispettoso, nei confronti della città spiegare come stanno realmente le cose. Ma le dirò di più, l’annuncio pubblico per la ricerca dei creditori che scadrà il prossimo 30 settembre non mette al riparo l’ente dalla contestazione di crediti, ovviamente certificati, successivi a quella scadenza. Più che parlare con il Comitato di Gestione, quindi, sarebbe meglio interfacciarsi con il liquidatore».

Resta in bilico anche la questione Azienda Città Servizi. È vero che vuol convocare l’Amministratore pro tempore Greco in Commissione Finanze?

«Sì, è giusto ascoltarlo per capire a che punto è la situazione. Ci sono persone che, così come le maestranze del Gesualdo, non percepiscono il proprio stipendio da mesi. Vogliamo capire le sue intenzioni rispetto alla società visto che, da quando è stato nominato, non si è mai interfacciato con noi. La documentazione riguardante la ricapitalizzazione di Acs ed il business plan arriveranno in Consiglio Comunale: sarebbe giusto, quindi, che gli stessi carteggi vengano analizzati dalla Commisione che presiedo. Vogliamo sapere se e come è stato organizzato il futuro della società. La situazione è simile a quella del Gesualdo: c’è una fase passata da chiudere e va programmato il futuro. Ma c’è un presente fatto di attese ed incertezza e che tocca direttamente i lavoratori. Vogliono comprendere che fine faranno».

Grazie Consigliere.

«A lei».

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.