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Il caso

«Stipendi in ritardo e ore non conteggiate, valutiamo le vie legali»: Asl, riesplode la protesta dei medici di continuità assistenziale

A farsi portavoce della protesta, ancora una volta, è Marcello Famiglietti. «Lo stipendio di luglio, che andava regolato entro il 27 agosto – riferisce – non è ancora arrivato». Quindi la discrepanza, che riguarderebbe diverse figure, tra le ore lavorate e quelle retribuite. Famiglietti, in costante contatto con i colleghi, riferisce di un episodio: «Un collega, proprio per questo motivo, ha già presentato un’ingiunzione di pagamento all’Azienda tramite un proprio legale. Io stesso – dice – ho già fatto presente all’Asl che non mi sono state conteggiare 46 ore. Che per me – ricorda – valgono quasi 1.000 euro»

Riesplode la protesta dei camici bianchi del’Asl per i ritardi sul pagamento degli stipendi. Ma non solo. Decine di medici della continuità assistenziale, impiegati nelle carceri o come guardie mediche, sarebbero pronti ad adire le vie legali anche e soprattutto per un altro aspetto: in molti lamentano errori nel conteggio delle ore di lavoro che vengono retribuite.

A farsi portavoce della protesta, ancora una volta, è Marcello Famiglietti. «Lo stipendio di luglio, che andava regolato entro il 27 agosto – riferisce – non è ancora arrivato». Quindi la discrepanza, che riguarderebbe diverse figure, tra le ore lavorate e quelle retribuite. Famiglietti, in costante contatto con i colleghi, riferisce di un episodio: «Un collega, proprio per questo motivo, ha già presentato un’ingiunzione di pagamento all’Azienda tramite un proprio legale. Io stesso – dice – ho già fatto presente all’Asl che non mi sono state conteggiare 46 ore. Che per me – ricorda – valgono quasi 1.000 euro».

Ancora una volta insomma, dopo il caso degli stipendi gonfiati, che aveva portato ad alcune sostituzioni all’interno dell’ufficio incaricato di effettuare i pagamenti, si registrano proteste e lamentele. Famiglietti assicura di essere soltanto il portavoce di decine di colleghi che vivono questa condizione di disagio. «Tanto i ritardi quanto le ore non conteggiate rappresentano problemi ormai diffusi. Una cosa del genere – accusa – non si era mai vista. Anche per questo, stiamo valutando le opportune iniziative legali. Molti di noi hanno già consultato l’avvocato».

Se i ritardi sembrano ingiustificati, in particolare per un’azienda pubblica così importante, le ore non conteggiare lo sono ancor di più. Ovviamente, ciascun camice bianco ha un cartellino e mette per iscritto le ore che svolge. In genere, sebbene in ritardo, gli stipendi vengono saldati mensilmente. Ma la tensione tra i camici bianchi è comunque forte. I medici chiedono quindi che le disfunzioni registrate negli ultimi mesi vengano risolte in maniera definitiva.

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