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L’appuntamento di Natale al Black House Blues

"Stars in my hands". Vinyl Gianpy promette ’o rrevuoto

Il dj del popolo: «Lasciate i cappotti in macchina, armatevi di sorriso... Al resto ci penso io...»

E’ la festa per gli irpini che ritornano nella propria terra. E’ una tradizione che prosegue ormai da 7 anni. E’ una serata dal sapore di rock and roll. Una di quelle che non conosce regole. Conosce solo il divertimento. E’ la festa del popolo. E’ la festa di Gianpietro Verosimile, al secolo Vinyl Gianpy. E’ "Stars in my hands", l’evento promosso dal locale avellinese Black House Blues in programma la notte di Natale a partire dalle 23.30. Si balla tutta la notte con la musica del Dj del popolo. Le regole sono semplici: lasciare i giubbotti e i cappotti nelle proprie auto e armarsi di sorriso… Al resto ci pensa Vinyl Gianpy e il suo rock and roll.

Vinyl, insomma, tutto pronto per la serata evento della notte di Natale. Il tempo vola e siamo già alla settima edizione ma torniamo un po’ al primo anno. Come è nata l’idea di "Stars in my hands"?

«L’idea è del sottoscritto, il nome dell’evento l’ha coniato Vito Rago, proprietario storico del Bhb. Avevo in mente una festa per i ragazzi che studiavano o vivevano lontani da Avellino. E’ nata come una serata per soddisfare i primi aficionados di Vinyl Gianpy e, come tale, resta un tuffo nel passato. Una nottata in cui si riaccendono i ricordi».

Perché proprio il 25 dicembre?

«Perché, paradossalmente, la notte di Natale ad Avellino non c’erano eventi nei locali. La tradizione voleva serate in casa, tombolate e cose di questo genere. Ci sembrava la data adatta per dare una scossa alla città. Non ci sembrava giusto fermarci agli aperitivi canonici del 24 dicembre. I risultati ci hanno dato ragione. La prima edizione mi resterà sempre nel cuore. Dalla seconda in poi sono stati solo un susseguirsi di successi».

Sold out clamorosi con gente a ballare anche fuori dal locale nonostante il clima invernale…

«Dico sempre che è la serata della conquista della mattonella. E’ la folla che decide se puoi arrivare al bancone o se puoi accedere ai servizi igienici. Vengono amici da Caserta, da Sorrento, da Nola, da Calitri. Meglio lasciare i giubbotti in macchina, vestire a mezze maniche e armarsi di sorriso. Al resto ci penso io».

La gente torna a casa entusiasta dalle tue feste. Qual è il segreto?

«Faccio partecipare il mio popolo. Lo rendo partecipe. So come far montare la serata. Conosco i segreti per coinvolge la gente. Qualche anno fa abbiamo improvvisato la mangiata di mandarini all’unisono, un altro anno l’accensione delle stelle filanti fino ad arrivare ai cartelloni con le scritte».

Come è nata l’idea del messaggio da diffondere?

«Prima di un’esibizione in Sicilia. Ero in viaggio e mi sono messo a scarabocchiare un foglio. Da allora sono diventati un marchio di fabbrica. Alcuni cartelloni sono rimasti nella storia tipo "Tutto è precario ma una bella canzone è per sempre". Alcune scritte hanno un vero e proprio carattere sociale».

Ultimamente, in una delle tue serate, è spuntato "Buttate i telefonini e guardatevi in faccia". I social e la tecnologia ci hanno rovinato?

«Ormai si convive con tutto ciò che è tecnologico. Non sono io a dover giudicare. Però mi piange il cuore vedere gruppi interi persi nel proprio smartphone. Mi è capitato di vedere persone incollate ai telefonini senza parlarsi per venti minuti. Sarebbe bello organizzare una serata in cui i cellulari sono aboliti. Secondo me andrebbe bene. Queste cose le combatto e, nel mio piccolo, i risultati si vedono».

Parli dei pienoni alle tue feste?

«Non solo. E’ vero faccio divertire le persone che vengono alle feste ma provo anche a trasmettere loro degli insegnamenti. Mi sono inventato il "porta un vinile da casa" e posso dirti con orgoglio che c’è gente che si appassiona ai racconti che faccio. E’ bello sentire un disco o una canzone ma è anche bello scoprirne i segreti o i retroscena. La soddisfazione più grande è quando qualcuno mi ferma e mi dice che ha acquistato un disco dei Pink Floyd o degli Smashing Pumpkins grazie a me. E’ per questo motivo che mi chiamano il Dj del popolo. Per me è un orgoglio».

Ormai sei un personaggio in città e c’è anche chi ironizza sul fatto che ti si vede dovunque. Poi però dopo una tua serata si torna a casa sempre con uno spirito positivo. Cosa mi dici in merito?

«Tutto non è per sempre. Passano gli amori, passano le stagioni. Passerà anche Vinyl Gianpy. A me fa piacere, coinvolgere, far divertire e magari insegnare qualcosa. C’è chi partecipa alle mie serate per divertirsi, chi per rilassarsi, chi per godersi qualche chicca che non conosce. Poi c’è anche chi critica ma fa parte del gioco. E poi si sa: "Che fai, fai… ’A gente tenne sempre a che dice!"».

Per concludere, l’appuntamento è al Bhb, mercoledì 25 alle 23.30. Orario di chiusura?

«Si ballerà fino all’alba».

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