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La cugina di Parascandolo

Sindrome da panda inverso

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Siccome che sono cecata...” (cit. Anna Marchesini) in vacanza vengo colpita dalla cosiddetta ‘sindrome da panda inverso’ (copyright mio), ovverosia, quelle occhiaie bianche causate dalle lenti. Mi decido sempre troppo tardi a togliere le lenti (da vista) in spiaggia. È necessario che mantenga gli occhiali), altrimenti come faccio ad osservare la gente per raccontarvela?

Anyway.

Qui, in varie località del Salento, Otranto compresa, Carlo Verdone sta girando un film. Uscirà nelle sale italiane il giorno di San Valentino. Narra di un viaggio di quattro amici-colleghi (Verdone, Foglietta, Tortora, Papaleo) in Puglia. Pare il titolo sia Si vive solo una volta, o una cosa simile.

Verdone si fece fotografare sul lungomare di Otranto lo scorso aprile, dopo aver perlustrato la costa, ed ora è qui, con la sua troupe. Tre grossi camion hanno parcheggiato a ridosso della spiaggia dei Gradoni, perché il set indoor è in un appartamento sfitto (anzi da vendere) vista spiaggia pubblica. On the road, invece, si gira sulla litoranea ed anche al faro nord di Otranto. Ho anche visto un set allestito in notturna in un lido vicino casa.

Ogni tanto si raggruma un gruppuscolo di curiosi sotto il balcone dell’appartamento, ma non trapela nulla: tapparelle rigorosamente abbassate.

Esse vengono tirate su solo al cambio scena, per carrucolare giù materiali, attrezzi e far fumare i tecnici. La gente aspetta un po’, poi rinuncia all’attesa. Ho sentito illuse lamentarsi perché non era stato organizzato un casting per comparse, ad Otranto. Una mamma si accorava perché la figlia l’aveva implorata di chiedere un autografo alla Foglietta, ‘perché quella, l’adora alla Foglietta. Solo a lei’. Brava la Foglietta (mi piace), per carità, ma evidentemente la figlia non ha mai conosciuto la già citata Anna Marchesini.

Dopo qualche giorno, il set è stato smontato. Amen.

Rumors giornalistici dicono che anche Aldo Giovanni&Giacomo stanno girando ad Otranto. Numerosi grossi camion di una famosa società di allestimenti si vedono parcheggiati al porto. Si ricomincia a sperare per un casting di comparse.

Sul giornale locale hanno informato che financo il venticinquesimo film di James Bond avrà qualche ambientazione salentina, oltre ad altre commedie italiane in uscita il prossimo inverno. Sono una settantina di produzioni cinematografico-televisive che annualmente hanno la Puglia quale scenografia.

Nelle tre settimane del mio ritorno ad Itaca (leggi: Otranto), si sono svolte tre sagre-eventi-fiere. L’Amministrazione si dà molto da fare ed è cosa giusta. Tuttavia, ho avuto modo di raccogliere il lamento di un bravo ragazzo, un produttore di prodotti caseari, il quale descriveva la disperazione di una Otranto invernale, dove non si batte chiodo e non si campa. Tutta la loro sopravvivenza annuale è legata a tre/quattro mesi di lavoro estivo. Egli ha dovuto rinunciare al punto vendita aziendale perché non guadagnava abbastanza per stipendiare un addetto.

Nonostante che in Puglia l’industria del turismo sia una realtà sviluppata e fiorente, ad Otranto sono numerosissime le case in vendita (prezzi esagerati, però). Il porticciolo non è affollato. Non sono molte le imbarcazioni da diporto attraccate. Alcuni pontili sono a ridosso del famoso castello aragonese dell’architetto Ciro Ciri e vanno tolte, dice la Soprintendenza.

A me Otranto piace esattamente così, frenata, anche un po’ rarefatta, quando qualsiasi rumore di sottofondo viene coperto o spazzato via dal vento. Fecero bene - a mio soggettivissimo parere - a rifiutare la colonizzazione vip di Briatore, il quale voleva ivi costruire un Billionaire Due.

Attorno al Castello al centro storico stanno rifacendo il verde. Tra pochi giorni ci sarà l’esibizione delle Frecce Tricolori e dall’alto deve essere tutto a posto. Il Castello di Avellino è una vera vergogna, invece.

A me, la mia Itaca, piace assai. Ed è strapulita nonostante l’impatto con il popolo di vacanzieri. Avellino, la mia odisseica nave quotidiana, ahimè, è sempre lercia, ed in questo periodo ancor di più.

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