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Il nuovo anno

Sei anni posson bastare, Avellino rivuole la sua Piazza Castello

Doveva riaprire in dodici mesi, dal gennaio 2012 è cominciata una vera e propria Odissea. Sul cantiere pende la spada di Damocle del sequestro e finché la Procura non darà il via libera non si potrà procedere alla riqualificazione superficiale che comunque necessiterà di 7/8 mesi di lavoro. Gli abitanti di Corso Umberto, i commercianti e i cittadini sono stanchi. Rivogliono la piazza, rivogliono la fondamentale direttrice nord/sud

«Una nota dolente», così l’Assessore ai Lavori pubblici, Costantino Preziosi, ha definito Piazza Castello. Nel corso del lungo excursus sulle opere pubbliche il responsabile di uno dei settori più importanti del Comune di Avellino ha passato in rassegna tutte le opere pubbliche in corso d’opera e proprio su quella che tanto interessa agli avellinesi ha tentennato.

Sulla Piazza, chiusa dal gennaio 2012, pende la spada di Damocle del sequestro ordinato nel 2014 dalla Procura della Repubblica di Avellino per il rischio di una contaminazione da piombo e arsenico. Da allora si è proceduto a passo di lumaca perché l’amministrazione comunale ha dovuto sospendere l’opera di riqualificazione e mettere in atto tutti i processi che tutelassero la salute dell’ambiente e del cittadino.

Nel febbraio del 2016, dopo aver ottenuto i via libera necessari permessi, il Settore Lavori pubblici è riuscito ad assegnare i lavori di messa in sicurezza ambientale, penultimo step prima che la piazza sia restituita alla Città. Arrivare all’impermeabilizzazione superficiale dell’area e, contemporaneamente, inserire di un sistema di drenaggio perimetrale sul monte idrogeologico è stato già un enorme risultato.

Allo stato attuale bisogna solo procedere alla messa in sicurezza superficiale. Altro non è che l’applicazione dei basoli che restituiranno la piazza alla città. Nel giugno di quest’anno, l’amministrazione era convinta che nel giro di qualche settimana l’iter si sarebbe definitivamente sbloccato e i lavori sarebbero potuti riprendere. Così non è stato.

Per consentire alla ditta Cogepa di pavimentare i cinquemila metri quatrati di area è necessario il dissequestro da parte della Procura. Da Palazzo di Città fanno sapere che l’iter è in corso da tempo e gli uffici dei Lavori Pubblici sono solo in attesa delle buone nuove per dare il via libera a lavori che, comunque, dureranno sette otto mesi.

Sarà ripristinata finalmente la direttrice sud/nord che snellirebbe non poco il traffico cittadino, sarà realizzata un’area parcheggio ma la maggior parte della superficie sarà destinata al verde pubblico. Per ridare alla piazza la sua dignità, però, manca il via libera dalla Procura. Gli abitanti di Corso Umberto, i commercianti e i cittadini tutti non aspettano altro. Avellino rivuole la sua Piazza Castello.

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