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Il punto

Scandone pronta al "Patto Salvezza": chi non ci crede si faccia da parte

De Gennaro non si dimetterà, il discorso epurazioni resta in sospeso: coach e roster proveranno a ricucire in campo. I senatori hanno promosso un confronto interno: chi non se la sente può cambiare aria sin da subito. Intanto il mercato è di nuovo bloccato

In casa Scandone è il giorno del confronto definitivo. L’ultimo dopo quelli andati in scena a margine del tonfo interno contro Sant’Antimo e che, oltre a segnare uno dei punti più bassi della stagione dei biancoverdi, ha visto andare in scena la rottura tra Gianluca De Gennaro e parte dello spogliatoio. Una rottura apparente, a quanto pare, che potrebbe essere sanata oggi quando l’allenatore ritroverà, in campo, la sua truppa in vista della sfida di domenica contro Nardò.

Quel che pare certo è che Gianluca De Gennaro non si dimetterà. Incassata la vicinanza dei dirigenti del club e del Sindaco Gianluca Festa (che, ospite dei colleghi di Radio Punto Nuovo, lo ha definito “intoccabile”), il tecnico biancoverde avrebbe provato, mettendo sul tavolo il suo incarico, a fare da “argine” rispetto al momento dei suoi. Pur non lesinando loro qualche pesante critica.

La squadra, dall’altra parte, ha continuato a confrontarsi sino alla prima serata di domenica restando, senza allenatore, nello spogliatoio. Un colloquio “interno” di circa un’ora e mezza nella quale i “senior” avrebbero chiesto a tutti di condividere l’impegno di portare Avellino alla salvezza. A prescindere dai minutaggi, dai rimproveri e dal carico di lavoro settimanale. Il confronto interno, però, resta aperto anche in attesa del ritorno in Irpinia di Bruno Ondo Mengue, reduce dagli impegni in nazionale: i giocatori più esperti sono pronti a trainare il resto del gruppo e a rimettersi, nuovamente, in discussione.

Questo, però, si andrà a scontrare con le scelte tecniche di De Gennaro. Il mercato ha lasciato qualche segno, la cos come la gestione delle rotazioni. Ma, a sette giornate dalla fine e con Scauri praticamente alle calcagna, in casa Scandone nessuno può e deve sentirsi intoccabile ma solo utile al progetto tecnico che si propone di conservare la Serie B. Chi non se la sente, questo il messaggio che arriva dai senatori e dal tecnico, può alzare la mano e chiamarsi fuori.

Oggi, quindi, tecnico e giocatori proveranno a scrivere un patto, speriamo, d’acciaio. Quello che dovrà tenere Avellino lontano dall’ultimo posto in classifica e ridurre qualche muso lungo. La prova del nove c’è subito: si chiama Frata Nardò ed arriverà al PalaDelMauro già domenica. Davanti all’ennesima prova scialba o, peggio, all’ennesima sconfitta non ci sarebbe alibi o confronto che tenga: la frittata sarebbe, in gran parte, fatta.

E, a proposito di frittate, ecco che è comparso un altro, nuovo, lodo ai danni della Scandone. E’ intestato a Luigi Continolo, già procuratore italiano di Hamady N’Diaye: la richiesta di pagamento, inoltrata al club lo scorso 27 gennaio, non è stata soddisfatta. Nei giorni scorsi, quindi, la Commissione Vertenze Arbitrali della Fip ha provveduto ad inviare la richiesta di messa in mora del club trasmettendo gli atti anche all’Ufficio Tesseramenti per gli adempimenti conseguenziali. Ovvero per il blocco del mercato.

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Mario45* scrive:

Non capisco 3 cose che brevemente dico:1 a che cosa serve andare sul mercato quando non puoi tesserare un giocatore che ti fa 30 punti come c ’è in tutte le squadre di alta classifica, 2 finora si lamentava la scarsa rotazione perché i giocatori erano contati ora che abbiamo a mio avviso il giusto numero di giocatori e che bisogna dare il giusto tempo per inserirli ha sentito già dalla settimana scorsa e prima della partita che ci sarebbe stato qualche taglio. 3 e finisco, chi è questo grande strategico che ha messo in giro questa voce perché il risultato si è visto in campo i giocatori erano preoccupati e nervosi ed ho contato almeno 15 palle perse per deconcentrazione e passaggi sbagliati a cui bisogna aggiungere i tiri liberi fuori, finisco per consigliare che in questo momento c ’è bisogno di tutti i giocatori ed ognuno deve dare il suo mattoncino per costruire, i 30 punti di un campione si possono fare anche con 3 giocatori da 10 punti. Il compito dei dirigenti e staff è quello far comunicare sia fuori incampo tutto quello che è gestibile.