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L’intervista

Riapre i battenti il Black House Blues: nuova vita, vecchi ricordi

Ci siamo fatti raccontare dal direttore artistico Paolo Spagnuolo quali saranno le novità nella programmazione dello storico locale avellinese che riapre le porte tra grandi certezze e diverse sorprese, tutte dedicate al rock...

C’è grande attesa per la serata di venerdì 11 ottobre che segna l’inizio di una nuova storia per il locale di Via Annarumma: il Black House Blues quest’anno compie ventitré anni e si porta dietro un ruolo da protagonista nella scena musicale e culturale di Avellino.

Nato nel 1996, ha accolto persona di qualunque età, a qualunque ora della notte, tutti gli avventori hanno però sempre avuto una cosa in comune e cioè una forte passione per il rock.

La maggior parte di quelli che varcano la soglia del Black House Blues hanno dei ricordi legati ad ogni angolo, dettaglio o particolare del locale. Entrarci è sempre un tuffo nel proprio passato, ma non quello malinconico, anzi, quello fatto di serate sfrenate dove si respira rock, si beve rock e si suda rock.

Oggi il Black House è pronto a riaprire le porte e a riaccendere gli amplificatori, cambiano i gestori ma ogni autunno, che sia freddo o piovoso, quello spazio è lì pronto a riaccoglierci. A tenere vivo il covo del rock saranno Davide Laucella e Kelly Ribeiro Bernardo, la direzione artistica invece è stata affidata al giornalista, studioso di cinema e saggista, Paolo Spagnuolo: per capire cosa accadrà nella nuova stagione del Black House Blues, quali sorprese e quali novità ci attendono, abbiamo fatto una chiacchierata proprio con lui.

Ciao Paolo, come mai hai accettato questa nuova sfida?

«Ciao Francesco, innanzitutto Davide è un amico, mi ha chiesto un supporto per questa nuova esperienza ed io ho accettato di buon grado. In passato ho già avuto esperienze del genere, in più il mio essere presente nel mondo cinematografico e saggistico mi porta ad avere molti contatti anche nel panorama musicale. Ad esempio nell’ultimo fine settimana ho incontrato Nicola Manzan di “Bologna Violenta”, che gestisce anche un’etichetta musicale, con lui abbiamo buttato giù un paio d’idee per il pubblico avellinese».

Che Black House Blues sarà rispetto al passato?

«L’obiettivo è di proporre nuove cose, preferibilmente inedite, le cover band saranno poche e rare, non avremo limiti di genere purché appartengano all’orbita del rock. Non vogliamo comunque stravolgere un locale storico come il Black House Blues. Vogliamo evitare serate di riempimento e puntare tutto sulla qualità, questo è certo».

Ci porterai anche un po’ della tua passione per il cinema?

«Il Black House Blues non è propriamente un locale da cineforum, però sicuramente si potranno proiettare film o documentari musicali, e perché no, i grandi concerti live della storia della musica. Se ci saranno delle proiezioni saranno sicuramente dedicate all’ascolto della musica e ad un approfondimento in questo senso».

Puoi darci qualche anticipazione sui prossimi appuntamenti?

«Per la serata inaugurale dell’ 11 ottobre ci saranno Tony Borlotti e i suoi Flauers accompagnati da Vinyl Gianpy, che sarà presente anche nella tradizionale serata di Natale con Stars in My Hands: abbiamo ripristinato la tradizione con questi due appuntamenti. Mentre ad Halloween ci saranno i Superslots Terrible Smashers, formazione di garage punk. In cartellone sono previsti anche i The Devils con il loro sound dissacrante, Tav Falco che festeggerà in Irpinia i quarant’anni di carriera e ci saranno i Ronin, gruppo il cui talento è riconosciuto a livello internazionale».

Grazie Paolo, non vediamo l’ora di tornare al Black House Blues

«Grazie, vi aspetto tutti».

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