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Le reazioni

«La rivoluzione I.I.A. è targata “Resistenza Operaia”, lo dice la storia. Brinderemo quando lavoreremo in 300»: parola di Battista, voce “critica e costruttiva”

La realizzazione dei primi otto autobus consegnati alla città di Messina non permette ancora di dormire sonni tranquilli. E sono tanti a pensarla come l’operaio irpino: «Mi auguro che sia uno spot elettorale in vista delle prossime Politiche. Spero che presto anche chi è ancora in regime di cassa integrazione venga richiamato a lavorare. Piano nazionale trasporti, la soluzione è tutta qui e ovviamente tocca alla politica»

Dall’incubo vissuto dopo la fuga della Fiat dall’Irpinia al sogno targato Industria Italiana Autobus di acqua sotto i ponti della Valle Ufita ne è passata a tonnellate. Il 2017, dopo anni di incertezze e lentezze burocratiche, sta riservando belle sorprese. Dai primi ingressi in fabbrica, al ritrovato odore di saldature, qualcosa si sta muovendo e, come per miracolo, il cuore di quel sito industriale dato troppo presto per morto ha ricominciato a pulsare.

Oggi gli operai reinseriti a pieno regime sono più di un centinaio e presto aumenteranno di numero fino ad arrivare alla tanto sospirata saturazione. I primi otto autobus completamente realizzati in provincia di Avellino e venduti alla città di Messina sono l’esempio lampante che lo stabilimento irpino ha seriamente ripreso a lavorare. Fiducia e speranza albergano nell’animo dei dipendenti ma non è ancora il momento di tirare un sospiro di sollievo definitivo.

Ne è convinto Giulio Battista, insieme a tanti voce «critica e costruttiva» che in questi anni ha combattuto per il raggiungimento di un obiettivo preciso: la riapertura dello stabilimento. «Fa molto piacere apprendere che il sito industriale di Flumeri abbia sfornato i primi autobus - dice - la speranza è che questa sia una ripartenza reale e non fittizia. Mi spiego meglio, spero che questo non sia uno spot elettorale in vista delle prossime politiche, ma che sia qualcosa di concreto per tutto il territorio. Anzi, mi meraviglia il fatto che non ci siano ancora politici che abbiano sventolato la loro bandiera. Dopo tanto tempo al loro fianco ho imparato a capire i loro comportamenti».

L’aspetto che più sta a cuore a Battista è il reinserimento di tutta la forza lavoro: «E’ questo il punto più grosso da risolvere. Ci sono ancora troppi dipendenti in cassa integrazione e le rotazioni tra dipendenti che dovevano essere fatte non sempre sono state rispettate. I soliti lavorano, altri soliti sono a casa ad aspettare e mi dispiace che le RSU più rappresentanti non evidenzino questo aspetto. Spero di essere contraddetto quanto prima, ma al momento questo è lo stato delle cose».

E’ fuori discussione, e questo lo ammette anche Battista, che in Valle Ufita si sia verificata una vera e propria rivoluzione, quello che Battista non condivide è chi si intesta la paternità di tale rivoluzione. «Sono convinto di quello che dico - continua - quanto di buono si è ottenuto lo si deve a “Resistenza Operaia” (movimento spontaneo di lavoratori sorto negli anni della vertenza, ndr). C’è chi ha girato le televisioni, chi era sempre sui giornali e chi si è limitato a fare proclami. Noi, in silenzio, abbiamo bussato ad ogni porta, abbiamo “rotto le scatole” a chiunque. E anche se oggi il merito se lo prende qualcun’altra, la storia della vertenza parla chiaro».

Ora tocca alla politica e all’imprenditore far sì che anni di battaglia e di impegno non vengano vanificati. «Il Piano Nazionale dei trasporti deve essere realizzato - conclude - e di questo se ne devono fare carico i politici a livello locale, regionale e nazionale. Non vogliamo che si ripetano le stesse scene vissute con Fiat, vorremmo avere un po’ di tranquillità lavorativa. All’imprenditore chiedo di accelerare il reinserimento di tutti i trecento dipendenti. Solo allora potremmo dire che la battaglia è vinta».

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Commenti

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scrive:

Qui sono tutti bravi a parlare ma di concreto non si fa altro che criticare lazienda.
Sul carro dei vincitori non è salito ancora nessuno ne la Curcio ne altri.
Se siamo arrivati fin qui è solo merito di tutti!!!

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gianni scrive:

Quanta ipocrisia

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manu scrive:

Ma resistenza operaia non è quella che voleva per forza la fiat? Non è quella che ib ogni dove ctitica del rosso e ha già ottenuto il rientro de i suoi adepti?
Caro battista continua per la tua strada ma per onestà intellettuale dovresti rinunciare alla cassa integrazione, dimettiti r fai spazio a chi ha bisogno

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Riccardo scrive:

Con quanta supponenza ci si arroga il merito di una battaglia che ha visto tutti protagonisti
Finora nemmeno chi veramente ha lottato si è permesso di usare questo tono di arrogante presunzione
La coerenza è un particolare non da poco nella vita delle persone, ecco perché lei signor battista non merita tutra questa attenzione su questa vertenza