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Quel "bischero" di Ermini

L’onorevole David Ermini, Commissario provinciale del Partito democratico irpino, ha detto al nostro Vincenzo Di Vaio che la squadra che il Pd presenterà alla cittadinanza avellinese per le amministrative della prossima primavera prenderà forma dai circoli territoriali. Il Commissario, per farla breve, parte dal presupposto che i suddetti circoli non dovranno più essere espressione di consorterie e correnti, ma dovranno svolgere, in qualche misura, il ruolo di circoli circoscrizionali, punti di ascolto e di confronto tra i cittadini e per i cittadini: «È da questo cambio di registro - dice - che parte il cammino verso le Amministrative, da qui potrà nascere la squadra che rappresenterà il Partito Democratico alle elezioni comunali».

Ermini, l’onorevole Ermini, è persona di sicuro spessore, amabile e disponibile, non certamente un bischero. Tuttavia, anche queste sue ultime dichiarazioni dimostrano in maniera inequivocabile che una delle principali virtù di cui dispone il Nostro è proprio quella di saper indossare alla perfezione i panni del bischero quando la situazione lo richiede.

A prescindere dalla banale considerazione che ogni ragionamento sul futuro della città che volesse prescindere dal risultato delle elezioni politiche di marzo non avrebbe alcun senso, è del tutto evidente che nel momento in cui il Commissario affida la costruzione della squadra per le prossime amministrative al confronto tra i vari circoli cittadini sta dicendo, semplicemente, che le liste verranno costruite con gli stessi metodi e le stesse logiche di sempre. Detta altrimenti, le liste di Foti senza Foti.

I circoli di cui parla, che dal suo punto di vista non dovranno più essere espressione di riferimenti e consorterie ma dovranno trasformarsi in luoghi di ascolto e dibattito a servizio dei cittadini, sono, al netto di marginalissime eccezioni, finti. La stragrande maggioranza dei tesserati avellinesi non sono militanti ma clienti che in quei circoli non ci hanno mai messo piede se non per sottoscrivere una tessera a spese del riferimento a cui fanno capo o di qualche suo sponsor politico, sono gli stessi clienti, per rimanere ad un’immagine rimasta scolpita nella memoria di tanti, che facevano la fila a via Tagliamento per votare all’ultimo congresso celebratosi, gli stessi che, ormai da quasi un ventennio, garantiscono fiumi di preferenze agli stessi riferimenti che puntualmente ritroviamo in Assise comunale.

Lo schema delineato da Ermini garantisce la assoluta continuità, è l’unico schema che garantirebbe uno spazio a tutti congelando sul nascere ogni ipotesi di cambiamento, è lo schema di sempre. Solo uno tsunami a queste politiche potrà minare la tenuta di quel disegno.

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