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Promozione turistica. Quando ci daremo una possibilità?

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Non è sempre il forestiero che deve venire in Irpinia. Talvolta dovrebbe essere l’Irpinia ad andare dal forestiero. O meglio, a farsi conoscere fuori dai propri confini: promuoversi.

Quali sono le occasioni in cui l’ “azienda Irpinia” ha modo di tirarsi a lucido e mostrare le sue bellezze per invogliare tour operator, strutture ricettive e turisti a fare “incoming”?

Beh, una di queste occasioni è, senz’altro, il TTG di Rimini.

Cos’è?

Il TTG di Rimini è una delle più importanti fiere del turismo rivolta agli operatori del settore. Qui regioni, tour operator, agenzie, OLTA, strutture ricettive, fornitori di servizi si incontrano per “matchare” domanda ed offerta. La fiera quest’anno si è svolta dal 9 all’11 ottobre.

Ogni regione partecipa col proprio stand dove ogni provincia ha il suo spazio dedicato per organizzare appuntamenti, esporre il materiale informativo e promozionale e richiamare il pubblico.

Il tutto chiaramente non avviene a titolo gratuito: il contributo per lo stand varia a seconda della posizione, della grandezza e dell’investimento che si vuole fare nei materiali utilizzati per lo stand ( ed eventuali promoter, piccoli eventi, roll up, volantini etc...).

Non è detto che l’investimento economico sia direttamente proporzionale al risultato in termini di contatti e promozione, ma è chiaro che uno stand ben fatto parla da solo.

Così quest’anno mi ero chiesta se per caso ci fosse stata un’evoluzione dello spazio dedicato all’Irpinia, se il materiale informativo fosse stato aggiornato e se altri e più attori della filiera del turismo fossero stati coinvolti.

Con le mie belle 6 ore di viaggio (sappiamo quanto sia ben collegata Avellino tramite i treni) – caldo, furti, gente strana a parte – raggiungo Rimini. Mi muovo tra i padiglioni alla ricerca dell’Italia e poi, dopo aver superato la Puglia con le sue prelibatezze, la Basilicata con il bel faccione di Neri Marcorè e il Trentino con la sua insopportabile perfezione e bellezza, mi accingo a scoprire la Campania!

Guardo in alto cercando la scritta “Irpinia”... cerca e ricerca mi ripeto «Lara guarda bene te la sarai persa; forse sei stanca per il viaggio, forse non presti la dovuta attenzione»... Poi leggo: «Sant’Angelo dei Lombardi».

Non ho capito.

No, sul serio non ho capito. Un roll up che riporta la foto di Sant’Angelo e un mini banchetto 2x2 con gli stessi, noiosi, monotoni, vetusti depliant sull’Irpinia?

Questo è tutto?

Io non dico che doveva esserci una compagine di sommelier che, calice alla mano, ti prelevava all’ingresso della fiera e ti ubriacava di Fiano o Taurasi e racconti della tradizione, ma quantomeno uno spazio in scala che so 1:250.000 mi sarebbe bastato.

Niente da fare. I soldi non ci sono, le piccole e tenaci aziende di promozione si autofinanziano e da sole si pagano il loro spazio in fiera. Ecco tutto.

Benvenuti in Irpinia… Ehm no, scusate la zona non è segnalata.

Nota a piè di pagina: le luci di Salerno avevano uno stand a parte, separato dalla Campania, dove elogiavano l’accordo fatto con i mercatini di Natale del Trentino, quest’anno in trasferta a Salerno, per una co-partnership di grande valore. E noi dormiamo tra le vigne.

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Commenti

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in vino veritas scrive:

vorrei dire all’estensore dell’articolo, che la fase della comunicazione l’abbiamo già vissuta.
Per farsi un’idea potrebbe consultare i timbri sul passaporto dei presidenti degli Enti che hanno investito sul turismo in irpinia. Abbiamo avuto stands, hostess, brochure, pubblicazioni. Abbiamo fatto tutto.
Turisti?
Zero!
Sarebbe interessante sommare gli importi delle Delibere della Regione, della Provincia, della CCIAA e dell’EPT, degli ultimi 15 anni, per la promizione del territorio. Questa sarebbe un’inchiesta giornalistica dalle grandi sorprese. Sono certo che verrebbero fuori dati interessanti da mettere in relazione alle presenze nelle strutture alberghiere.

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Agostino Della Gatta - Irpinia Turismo scrive:

Come non condividere il tuo articolo!!!
Voglio solo chiarire qualche aspetto, visto che vi partecipo (come azienda privata: Irpinia Turismo) da qualche anno.
Sono anni che lo spazio riservato ad Avellino (1,25x50) è stato quasi sempre esclusivamente presenziato da Irpinia Turismo, che partecipa a proprie spese, previa domanda di partecipazione per avere gratuitamente almeno quello spazio.
Il materiale vetusto (non sempre) è quello che noi riusciamo a recuperare sul territorio, e qualche volta a stampare direttamente, e che a nostre spese portiamo in fiera in rappresentanza del "territorio". Unica eccezione la guida AVELLINO che stampa la Regione ma che risale a decenni, fatta eccezione per la copertina che si cambia in base alla fonte del finanziamento in corso.
Altro problema: l’IMMAGINE! Da anni c’era sempre e solo un’immagine, non sempre ben rappresentativa del nostro territorio, senza alcuna didascalia; lo scorso anno ho sollevato il problema ai responsabili facendo capire che forse noi riusciamo a capire di cosa si tratta, ma un turista di certo no, per cui era necessaria una didascalia che riportasse prima di tutto la scritta AVELLINO e poi in piccolo il luogo raffigurato. Il risultato, purtroppo, si vede nelle foto.
Stessa cosa dicasi per la Provincia di Benevento.
La Regione ogni anno spende milioni di EURO per la promozione turistica, ma Avellino e Benevento (vedasi l’ultimo Gran Tour) non sono mai interessate minimamente.
Per organizzare uno stand, o meglio una partecipazione collettiva, l’unica soluzione è avere uno stand non istituzionale che possa seriamente rappresentare l’Irpinia (al TTG, ma come pure alla BIT, alla BMT, alla BMTA, ecc. ecc.) così come stanno ben facendo altre realtà delle zone interne, in particolare gli amici del Cilento. Noi l’abbiamo fatto, ad esempio nel 2013 alla BTE, nel 2012 a Stoccarda e in tante altre occasioni; ma servono risorse.
Quando si lavora bene, poi si portano a casa anche i risultati.
Il guaio serio è da una parte il fatto di non avere un’adeguata classe politica che faccia valere i nostri diritti in Regione (se non quelli di pochi) e dall’altro la frenesia del protagonismo e dell’individualismo di tanti operatori pubblici e privati che ultimamente fanno più danni che bene.
Il iscorso sarebbe ancora troppo lungo, ma preferisco fermarmi qui.
Buon lavoro