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L’intervista

«Prima l’unità del partito, poi sarà il Pd a convocare i tavoli e a dettare la linea. La legge del divide et impera è vecchia come il mondo…»

L’ex Senatore De Luca frena sul tavolo di Centrosinistra convocato dall’associazione Controvento su indicazione degli ex deputati Giordano e De Mita: «Non è immaginabile che il Pd si adegui alla linea dettata da altri. Tutti dobbiamo capire che le nostre divisioni diventano gli alibi di quanti non hanno altro interesse se non quello di soddisfare le proprie ambizioni personali. Dentro o fuori il partito»

Enzo De Luca, sotto il cielo di Avellino regna sovrana la confusione. Tra riferimenti senza partito che invocano la centralità del partito, ex parlamentari che affidano ad un’associazione il compito di convocare un tavolo di Centrosinistra e candidati alla fascia tricolore già da mesi in campagna elettorale che chiedono le primarie, sarebbe forse opportuno mettere un minimo di ordine. Non crede?

«Direttore, ognuno è libero di muoversi come crede ma è chiaro che la priorità del Pd, all’indomani delle primarie del tre marzo, è quella di ritrovarsi. Fra poco più meno di tre mesi si terranno le elezioni amministrative, che in Irpinia coinvolgono 46 Comuni, a partire dal capoluogo, e le elezioni europee. Un passaggio cruciale, per l’Italia e per i nostri territori, rispetto al quale chi è del Pd, chi avverte il peso dell’appartenenza politica, culturale ed istituzionale al Partito democratico, ha il dovere di assumere sulle proprie spalle la responsabilità dell’unità del partito senza la quale, banalmente, non può esistere il Centrosinistra. Ed è chiaro, per stare alla città, che questo è il punto di partenza ineludibile per aprire qualsiasi ragionamento in termini di proposta politica e di eventuali alleanze. Il che vuol dire, per essere chiari, che si parte dall’unità del Pd, quindi da una linea politica che il Pd e solo il Pd può tracciare per poi verificare le condizioni per eventuali alleanze all’interno del perimetro del Centrosinistra, anche con forze di natura civica dietro le quali, però, non si celino trasformismi. Solo in ultima analisi si potrà aprire il confronto sul candidato apicale. Questo è l’unico metodo possibile, ad Avellino come altrove e non c’è più un minuto da perdere: l’unica ossessione che dovremmo avere è quella di evitare di regalare a questa destra il governo dei territori. Se tutti avessimo a cuore questo obiettivo già ci saremmo dovuti ritrovare»

Si, ma come si fa l’unità del Pd?

«Mi scusi, ma Lei come me è abituato a leggere i giornali. Mi risulta che tutti i riferimenti del partito, nessuno escluso, si dicano convinti della necessità di ricercare l’unità. Se questo è, alla luce delle sconfitte subite nel corso di questi ultimi dodici mesi, dalle politiche sino alle provinciali passando per la città, non si comprende cosa stia aspettando, Giuseppe Di Guglielmo, ad assumere l’iniziativa. Poi è chiaro, chi dovesse sottrarsi alla responsabilità dell’unità avrà fatto la sua scelta ponendosi fuori dal partito, affermando il primato delle proprie ambizioni e dei propri interessi su quelli del Pd e del Centrosinistra. Avrà scelto, dunque, di mettersi fuori dal partito».

Torniamo al tavolo convocato dall’associazione Controvento su indicazione di Giancarlo Giordano e Giuseppe De Mita. Mi pare di poter dire che in quell’iniziativa c’è la negazione della linea che Lei ha appena indicato

si parte dall’unità del Pd, quindi da una linea politica che il Pd e solo il Pd può tracciare per poi verificare le condizioni per eventuali alleanze. Il candidato apicale è l'ultimo passo

«Io parto da un presupposto ovvio. Il Pd ha il dovere di ritrovarsi e, quindi, di dettare la linea. Il Pd non ha altra strada se non quella della vocazione maggioritaria, in Italia come sui territori, che è cosa diversa dalla pretesa di autosufficienza. Solo su iniziativa del Pd si può fare il Centrosinistra, questo è un fatto non un’opinione. Poi, se capita quel che capita è perché il Pd continua a non avere una linea, continua ad apparire diviso e lacerato. E Lei, direttore, sa che la legge del divide et impera è vecchia come il mondo…»

Dunque?

«Dunque mi pare del tutto evidente che se, come detto, non può esistere Centrosinistra senza Pd allora non è immaginabile che il Pd si adegui alla linea dettata da altri. Tutti dobbiamo capire che le nostre divisioni diventano gli alibi di quanti non hanno altro interesse se non quello di soddisfare le proprie ambizioni personali. Dentro o fuori il partito. Con tutta l’umiltà di questo mondo credo di aver dimostrato, in tutti questi anni, cos’è il senso di appartenenza: basta divisioni, basta rancori. Ritroviamoci sulla via dell’unità, dimostriamo di aver imparato la lezione del passato, diciamo basta, una volta e per tutte, ai ricatti dei trasformisti per ripartire dal monito di Guido Dorso»

Cosa vorrebbe dire al segretario provinciale?

«Si muova. La priorità è l’unità del partito, poi sarà il Pd a convocare tavoli»

Grazie

«A Lei...»

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Commenti

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ma quale unita' scrive:

Lo volete capire che ve ne dovete anda’...

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stefano scrive:

Controvento non ha convocato un tavolo dei partiti, ma un’assemblea aperta del popolo di centrosinistra, al quale tutti sono invitati. Anche Enzo de Luca.

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scrive:

Il cittadino De Luca parla ancora.....

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pino scrive:

Direttò, niente niente si volesse candidà a sinnico?

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alberto scrive:

Per dirla all’avellinese......che stordo