Questo sito utilizza cookie tecnici, di terze parti e di profilazione. Per maggiori informazioni e per disabilitare i cookie consulta la cookie policy. Continuando a navigare il sito acconsentirai all’utilizzo dei cookie.

Da Palazzo di città

Preziosi, Arace e i Popolari si chiamano fuori, il Pd e Cipriano ci vanno coi piedi di piombo: ecco le reazioni all’apertura di Ciampi

La scelta, da parte del Sindaco, di ritirare le linee programmatiche non convince tutti e spacca il fronte delle opposizioni. Da "Si Può" e "La Svolta inizia da Te" piovono parole di fuoco, Giordano chiude la porta al Sindaco. Più cauti Petitto e "Mai Più", ma i dubbi restano

A rompere il silenzio, dopo il ritiro delle linee programmatiche da parte di Vincenzo Ciampi, sono Nadia Arace e Dino Preziosi. I due consiglieri comunali respingono con forza l’apertura del Sindaco e, anzi, condannano fortemente la disponibilità, da parte del resto dell’Aula, di provare a rimettere insieme i cocci di un’esperienza amministrativa nata sotto la peggiore delle stelle aprendo un tavolo di concertazione sul programma che segnerà l’avvio, con due mesi di ritardo, dell’Amministrazione Ciampi.

«Mi sento offeso come consigliere comunale - esordisce Dino Preziosi - e come cittadino avellinese. Dopo tre mesi dalle elezioni, il Sindaco ha ritirato le linee programmatiche senza alcun motivo, quando noi in tempi non sospetti gli avevamo detto di venire in Aula e, alla luce del sole, fare un programma condiviso per la città e stabilire i tempi per l’attuazione. Non lo ha mai voluto fare».

Secondo il capogruppo di "La Svolta inizia da Te" il dietrofront di Ciampi è successivo alle polemiche scatenatesi nel primo pomeriggio, dopo la pubblicazione del suo post su Facebook: «Vedendo che il Consiglio aveva presentato una mozione iniziale sul suo ultimo post, si è reso conto che le cose non stavano andando per il verso giusto e ha fatto un passo indietro. Ma un Sindaco che ritira le linee programmatiche sfiducia se stesso. Non sono convinto che entro lunedì i gruppi gli porteranno le linee programmatiche. Tra l’altro gliele avevamo inviate - ricorda Preziosi - e lui le aveva rigettate. Non penso che gliele ripresenteranno».

Nadia Arace sottolinea «il peso politico della scelta di Ciampi che rende inutile il prosieguo dei lavori e paralizza, ancora una volta, la macchina amministrativa. Il suo è il segno di debolezza legato all’assenza dei numeri e contribuisce a riaprire il mercato per trovare un accordo disperato con le altre forze politiche. L’unico dato certo - continua la consigliera - è che la città, a quasi tre mesi dal voto, è ancora senza un governo, senza un mandato chiaro da dare al sindaco. Noi non siamo disposti a dare il nostro contributo condividendo le linee perché il contributo si dà in aula e il sindaco deve imparare a rispettare le istituzioni. Stanno continuando a prendere in giro la città e non governare perché di fatto dimostrano di non voler governare. Il documento sugli indirizzi programmatici poteva essere un’occasione per aprire una fase di lavoro. Noi svolgeremo sempre il lavoro in Aula».

Poi la stoccata al resto dell’Assise da parte della capogruppo di Si Può: «Come si passa dalla possibile mozione di sfiducia all’accordo programmatico? Chiedetelo ai consiglieri comunali che il Sindaco incontra, ogni sera, nei pub o nei bar di questa città».

Dal Partito Democratico, invece, Livio Petitto smentisce le voci relative ad una mozione di sfiducia ricordando che «All’ordine del giorno avevamo gli indirizzi dell’amministrazione. Ritirando le linee programmatiche, il sindaco ha compiuto un gesto politico di una gravità assoluta e penso che non ci siano precedenti. Le linee programmatiche rappresentano il primo atto di un sindaco, noi ci arriviamo con due mesi di ritardo ingiustificati e poi vengono anche ritirate».

Nessuna apertura "a prescindere" da parte della componente dem: «Prendiamo atto del ritiro e dell’apertura, ma da qui a parlare di governo di salute pubblica ce ne passa. Penso che non ci siano i presupposti. Noi avanzeremo le nostre proposte, se Ciampi dovesse decidere di prendere il considerazione lo farà. Noi ci siamo candidati per avanzare proposte e risollevare le sorti di questa città. Faremo una sintesi tutta politica e poi il sindaco valuterà».

«Le linee programmatiche fanno parte dell’obbligo e del dovere di un’Amministrazione e del Sindaco». Nicola Giordano di Avellino è Popolare boccia l’apertura di Ciampi: «Questo è un Governo monocolore e il sindaco ha l’obbligo della sua proposta e di farla discutere in consiglio. Laddove ci fosse qualche integrazione, la sede è quella del Consiglio Comunale. Il Sindaco fugge per l’ennesima volta dall’Assise, ha paura di confrontarsi e soprattutto ha paura dei suoi numeri che sono insufficienti per gestire una città».

«Il Sindaco sta continuando a far perdere tempo alla città. Anche questa volta ritira un documento che doveva essere discusso, bloccando la macchina amministrativa. - questo il commento di Luca Cipriano - L’Aula, nelle prossime ore, valuterà il da farsi. Ovvero se fornire, ancora una volta, una indicazione pragmatica su come aiutare Avellino. Mai Più lo ha già fatto, ma la cosa, come ben sanno tutti, non è stata tenuta in conto da Ciampi».

Il capogruppo di Mai Più chiede chiarezza e lancia un ultimatum a Ciampi: «Il Sindaco ha pochi giorni per tornare in Consiglio Comunale e farci capire dove vuole andare. L’atto di ritirare le linee programmatiche, comunque, resta anomalo ed il fatto che le voglia condividere con tutte le forze politiche è un sintomo di forte debolezza. Vogliamo chiarezza in tempi certi. Dopodiché non saremo disposti neanche più ad ascoltare le parole di Ciampi»

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Comment

hannoammazzatokenny scrive:

...e insomma dopo tre mesi non abbiamo neppure un programma....andiamo bene...

Comment

bunny scrive:

Ma scusate...Li avete votati e osannati!

Comment

Osservatore scrive:

Insomma il pupo diretto dal puparo prende per i fondelli per l’ennesima volta il consiglio comunale e i cittadini. Ma una coscienza ce l’ha ?
Senza vergogna

Comment

hannoammazzatokenny scrive:

Ciao bunny, a meno che non eri tra i poveri candidati illusi e trombati con loro, come fai a dimenticarti che il pd ha sulla coscienza tutto il malcostume, le clientele e il disastro che investono la nostra città..? se ci pensiamo bene, c’era poco da scegliere...e se dovessi nutrire ancora qualche dubbio vatti a leggere le interviste sull’alto calore, valuta lo stato in cui versa quell’ente e gli altri dove hanno imperversato questi saccheggiatori negli ultimi decenni...oppure dai uno sguardo a quello che succede anche adesso (che valgono zero su un piano elettorale) per le elezioni provinciali...inoltre al ballottaggio, per quando fosse chiaro a tutti che il sindaco fosse un individuo privo di spessore e personalità, nessuno poteva aspettarsi una tale approssimazione, peraltro generalizzata e diffusa in tutti i componenti di giunta e consiglio...se vogliamo neppure a livello nazionale era ben chiaro lo stile del movimento...ora è evidente che sono prigionieri di un universo parallelo, quello dei social..dove sono tutti bravi, competenti, onesti e fattivi...perché li le cose basta digitarle...e si rivolgono ad un pubblico essenzialmente dello stesso tipo (che vive davanti allo schermo, ben lontano dalla vita reale...gente che crede che abbiano revocato la concessione a Benetton o chiuso l’ilva perche inquinava per intenderci...)...ma al ballottaggio chi poteva predire tutto questo?!

Comment

Riccardo scrive:

L’unico dato certo che le opposizioni (in realtà maggioranza) non hanno mai voluto collaborare. La collaborazione è sempre stata fittizia per scopi di facciata, scopi squisitamente di propaganda elettore. Senza spazio nella giunta e nei posti che contano pensate che avrebbero dato fiducia al sindaco e ai suoi 5 consiglieri? L’arte del compromesso non ha trovato favorevole I 5 stelle e ci ritroviamo in questo immobilismo perché in tanti già sono orientati alle prossime elezioni. Molti di loro si sono curati bene a fare interviste giornaliere per prendere sempre più visibilità. Molti hanno raccontato svariate storie dalle svariate sfumature, ma l’unica storia che si può raccontare che da questa storia non ne uscite né vincitori né vinti, la sola a perdere è la città. Abbiate il coraggio in caso di dimissioni di non candidarvi più