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L’incontro

Politiche, Il veto dei sindaci del Collegio Ariano/Alta Irpinia: «De Mita non sarà mai il nostro candidato». Pronto un documento per Renzi

Amministratori e militanti non solo del Pd insieme a Morra De Sanctis per contrastare le candidature calate dall’alto e non rispettose del territorio. Forti le critiche rispetto alla possibile deroga concessa a Rosetta D’Amelio: «O Roma ci capisce o troveremo un’alternativa»

Tantissimi gli amministratori e militanti non solo del Partito Democratico ritrovatisi a Morra De Sanctis per una riunione che segna pesantemente il dibattito in corso per la definizione delle candidature in provincia di Avellino in vista delle Politiche del 4 marzo. “Buona politica e protagonismo dei territori” è il titolo dell’incontro che si è tenuto presso il ristorante Cigno Blu.

Nessuna candidatura avanzata formalmente ma un documento (che è stato firmato da tutti i sindaci e, prima di essere inviato a Roma, sarà fatto firmare da altri sindaci) molto chiaro indirizzato al Segretario Nazionale del Partito Democratico, Matteo Renzi, con il quale si pone sostanzialmente il veto a candidature calate dall’alto e non rispettose della volontà e delle esigenze dei territori.

L’obiettivo, manco a dirlo, è quello di scongiurare la candidatura di Giuseppe De Mita nel Collegio Ariano/Alta Irpinia, anche se nello stesso documento si critica aspramente anche l’ipotesi di una deroga per il Presidente del Consiglio Regionale Rosetta D’Amelio.

Impossibile sintetizzare tutti gli interventi. Quelli più significativi sono stati, senza dubbio, quello di Gerardo Capozza, architetto dell’iniziativa che ha negato l’intenzione di una autocandidatura ma la cui discesa in campo è stata più volte evocata nel corso del dibattito.

Quindi il sindaco di Calitri, Di Maio che ha chiaramente negato di avere rapporti con "Liberi e Uguali", ovvero la sinistra riconducibile al Consigliere regionale Francesco Todisco e al Parlamentare Giancarlo Giordano. Poi via via tutti gli altri: da Oreste Ciasullo a Giuseppe De Mita, ex sindaco di Nusco, da Rosanna Repole a Mario Rizzi, dal sindaco di San Nicola Baronia fino a diversi riferimenti di amministrazioni della Baronia, dell’Ufita e dell’Alta Irpinia.

Il messaggio che è risuonato con maggiore vigore è il seguente: «O Roma capisce e ci ascolta o in un modo o nell’altro troveremo l’alternativa. Andare a chiedere i voti per i candidati che si annunciano per quello che ci riguarda è impossibile».

DI SEGUITO IL DOCUMENTO

Il 12 e 13 gennaio il Pd ha riunito al Lingotto d Torino mille amministratori di tutta Italia per discutere sul tema della “energia locale a servizio del paese”, con l’obiettivo di promuovere “proposte per riorganizzare le istituzioni locali, per rafforzare gli investimenti, per continuare a migliorare le città italiane e i piccoli comuni”.

Con quella che correttamente è stata ribattezzata “la carica dei territori” il PD sceglie di dar voce a chi sta in trincea: Sindaci, presidenti, consiglieri, assessori. Il partito cerca, finalmente, un contributo prezioso dalla prima linea, alimentando così quel circuito virtuoso di “crescita dal basso” troppo spesso rimasto solo sulla carta.

Ebbene utilizzando lo stesso metodo e perseguendo il medesimo obiettivo una nutrita rappresentanza di sindaci ed amministratori locali si è riunita oggi in assemblea a Morra De Sanctis, portando in dote l’esperienza maturata sul campo in vista di un importante appuntamento elettorale che determinerà gli assetti futuri del Partito.

All’esito della discussione sono venute diverse proposte unanimemente condivise dai partecipanti.

Innanzitutto, seguendo il solco già tracciato a livello nazionale, anche in Irpinia il partito democratico non può tener conto di quanto suggerito dai territori e dai loro protagonisti istituzionali che chiedono a gran voce un ricambio della rappresentanza ai diversi livelli in linea con quanto da tempo sostiene il segretario nazionale Matteo Renzi.

Un partito inclusivo ha la necessità di aprirsi all’esterno, mediante il coinvolgimento diretto delle associazioni, degli intellettuali, della cosiddetta società civile. Un partito plurale deve avere la capacità di parlare un linguaggio comprensibile a tutti, in particolare a quei giovani del ’99 ricordati dal presidente della Repubblica che per la prima volta saranno chiamati ad esprimere il voto.

Affinché questi obiettivi siano utilmente perseguiti, però, è necessario che il Partito Democratico selezioni con molta accortezza la sua classe dirigente e, in particolare, i candidati alle elezioni che si terranno il 4 marzo.

Proprio per questo Sindaci e amministratori irpini ribadiscono la loro contrarietà alla riproposizione di vecchi schemi, con candidature che – al di fuori degli uscenti – non favoriscono alcuna novità.

Non si comprende infatti quale apporto innovativo possa fornire chi ha addirittura contribuito ad alimentare spaccature e lacerazioni all’interno del Partito Democratico, con il triste e disgraziato epilogo del commissariamento del provinciale di Avellino.

E’ difficile parlare di rinnovamento se ci è stato già premiato dagli elettori grazie ad un formidabile sforzo dei territori e dei loro rappresentanti, piuttosto che esercitare il ruolo per il quale si è stati votati chiede di partecipare per l’ennesima volta ad una competizione politica addirittura invocando “deroghe”.

L’impresa poi diventa addirittura impossibile nel momento in cui si dovesse scegliere di premiare con la candidatura chi ha sposato improbabili alleanze – mai concordate con nessuno né a livello locale, né tantomeno a livello provinciale – con forze politiche che hanno metodicamente mortificato il Pd con il risultato di regalare amministrazioni in precedenza a guida Pd, enti sovracomunali e di gestione.

Inoltre è doveroso segnalare che anche nella scelta delle candidature di coalizione si stia andando nella direzione di prediligere rappresentanti che sono passati in maniera disinvolta da uno schieramento all’altro, che hanno addirittura osteggiato progetti di rinnovamento portati avanti dal PD e che, in ogni caso, hanno determinato rotture che non si saneranno di certo con una campagna elettorale e che metteranno a serio rischio il risultato del Partito Democratico.

È necessario, dunque, valutare presenze e candidature nuove da affiancare agli uscenti, facendo ricadere la scelta su amministratori che lavorano per il territorio, al fine di suscitare entusiasmo e interesse verso una campagna elettorale che comunque si presenta difficile per il PD.

Ancor più necessario in Irpinia è stabilire in modo corretto il rapporto con gli alleati di oggi ma non di ieri e chissà se di domani, ai quali sarebbe auspicabile non cedere collegi.

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Commenti

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scrive:

Lodevole iniziativa, spero che siano sempre di più sindaci e non solo, rappresentanti a vario titolo del nostro territorio a far sentire la loro voce in questa direzione. Non si può assolutamente votare persone che non rappresentano gli interessi e i bisogni reali di queste martoriate comunità. Non si può premiare altresì chi il PD lo ha da sempre osteggiato. Non si può dare in pasto una popolazione a lupi famelici di clientelismo

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Baldovino scrive:

Non ho capito quanti sindaci del territorio riconducibili all’alleanza di centrosinistra (Pd - Insieme - Popolari) hanno firmato questo documento. In foto vedo solo un ex sindaco che ha straperso le elezioni, una quasi ex sindaco e ben poco. Sono sicuro che Renzi, dopo aver ricevuto il documento, trascorrerà notti insonni a meditare su di esso. Nota positiva: location prestigiosa e consona ad un dibattito di tale livello.

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antonio scrive:

Chissà perché la stessa levata di scudi non c’è stata contro il Vincenzo De Luca salernitano allorché si alleo’ con De Mita senior...

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ermanno salvatore scrive:

Ho vissuto la mia infanzia in un paesino della Baronia, la cui popolazione era formata, per lo più, da agricoltori la cui giornata nei campi cominciava all’alba e finiva col calar delle tenebre. Durante le campagne elettorali, benchè stanchi e spossati dal duro lavoro della terra, si recavano a sentire i comizi di qualsiasi politico, per avere, poi, il piacere di dare il voto al partito che più si avvicinava alla propria ideologia. Civiltà contadina; scarpe grosse e cervello fino. La convinzione politica era più importante del meritato riposo dopo una interminabile giornata! Oggi lo scenario è il seguente: un Paese avvitato su se stesso e in declino...senza più dignità!!

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Angelo scrive:

Il Progetto Pilota tanto decantato è nato dall’iniziativa di uno che da Sindaco aveva messo insieme diversi comuni con Morra De Sanctis capofila di quel progetto. Quel Gerardo Capozza, sindaco dell’epoca, grazie alle sue conoscenze romane aveva dato il via a quell’perazione. Altri poi grazie a sindaci compiacenti lo hanno messo in mano a De Mita, ma ad oggi il risultato è stato solo un fallimento. Oggi si vuole candidare quel Giuseppe De Mita che alla Provincia di Avellino non fu neppure eletto, quello che da vice presidente della Regione con delega al turismo non ha fatto nulla per l’irpinia. Per non parlare della sanità gestita in questi anni da uomini demitiani che hanno solo saputo creare deficit, come anche per l’alto Calore dove i demitiani vollero creare due società per aumentare le poltrone....e i risultati li conosciamo tutti!! Oggi Capozza è uno dei più stretti collaboratori del Presidente del Consiglio Gentiloni, ha sempre dimostrato grandi capacità amministrative. Secondo me potrebbe essere un candidato valido per rilanciare una provincia dove ci sono politici come D’Amelio, Paris e Famiglietti che a parte le solite passerelle politiche, per l’irpinia hanno fatto ben poco.

P.S. su Aias e Noi Con Loro poi sarà la magistratura a far capire che danno queste persone hanno fatto alla nostra provincia....sprechi di soldi per interessi privati!!!

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Massimiliano scrive:

Buona Politica e protagonismo del territorio (non dei territori). Il significato del termine politica, nella sua accezione più nobile, è "arte di amministrare la società civile". Partendo dal suo significato è doveroso costruire una classe dirigente che non può essere inventata o calata dall’alto. Il laboratorio atto a tale costruzione è rappresentato dalle sezioni comunali di partito che individuano i degni rappresentanti e futuri amministratori della società. Questo sistema è stato da anni invertito. Finché non verrà ristabilito tale ordine, il territorio sarà sempre vittima di protagonismi.

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rosario . scrive:

Sono d’accordo su quasi tutto il contenuto del documento. Però ci vuole un certo coraggio ad essere d’accordo sugli uscenti.

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lina scrive:

I presenti erano: Mario Rizzi ex demitiano di ferro e uomo di fiducia di ciriaco, Rosanna repole nata e cresciuta da de Mita, Rodolfo salzarulo candidato è sostenuto al primo mandato da sindaco da de mita, Belmonte ex demitiano di ferro. Ora tutti contro de mita perché non li caca più. Credibilità sotto zero. Andate a casa!

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Franco scrive:

Cara Lina quei signori che tu hai citato hanno il demerito ( per me il merito!) di aver contraddetto la CIRIETTA e per questo sono stati messi alla berlina.....