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Palazzo di Città

«Le Pec ci sono, ora parole di verità sull’Us Avellino. Il futuro acquirente aiuti la Scandone»: parla il Sindaco

Gianluca Festa, dopo le prime due manifestazioni di interesse per il club calcistico, passa la palla a Tribunale e De Cesare: «Il mio ruolo, quello di esortare gli interessati a palesarsi, si è concluso». Sul basket: «Continuiamo a non dormire sonni tranquilli ma, rispetto al calcio, c’è qualche giorno in più per lavorare»

Gianluca Festa passa la palla. Il Sindaco, a margine della conferenza stampa sul cartellone dell’estate avellinese, ha effettuato l’ormai solito punto in merito alla crisi dello sport in città. Dopo l’arrivo delle prime due manifestazioni di interesse per l’acquisizione delle quote di maggioranza dell’Unione Sportiva Avellino, firmate Angelo Antonio D’Agostino e Roberto Felleca, il primo cittadino auspica, non senza lasciare margine a qualche dubbio, il passaggio di proprietà, almeno, per quanto riguarda il club calcistico.

«Dopo l’arrivo delle prime due manifestazioni di interesse per l’acquisto dell’Avellino Calcio la questione passa tra le mani del Tribunale, dei commissari, del custode giudiziario e di Gianandrea De Cesare. – esordisce Festa - Il mio ruolo, peraltro istituzionale, era quello di esortare, affinché si facessero avanti, coloro che avessero avuto voglia di dare una mano alla comunità e ai colori biancoverdi. Ora tocca ai veri attori protagonisti. Se sono arrivate altre Pec? Che io sappia no, ma non ne escludo che ne possano arrivare altre. Sarebbe ottimale per creare una trattativa competitiva tra gli acquirenti, così da avere un’offerta quanto migliore possibile per provare a cedere il club. Spero che si possa cedere anche il basket».

Nulla si muove in merito al futuro della Scandone, rispetto alla quale, oltre al silenzio, si registrano voci che parlano di liquidazione della società cestistica da parte della proprietà Sidigas. Festa, guardando alla continuazione della vita del club, rilancia il solito appello. Chi dovesse acquistare il calcio sarà invitato a sponsorizzare anche il basket: «Quando sapremo chi, eventualmente, rileverà l’Avellino mi farò carico di chiedere una mano anche per il basket con una sponsorizzazione».

Intanto il tempo scorre, sia in un senso che nell’altro. Per l’Us Avellino il termine entro il quale provare a chiudere la trattiva è il prossimo 31 luglio (scadenza nella quale la società dovrà aver messo sotto contratto i cardini dell’area tecnico-sportiva, ndr), per lasciare mano libera al futuribile proprietario, per la Scandone, al momento una scatola vuota, il giorno X è il 2 settembre, giorno entro il quale bisognerà completare l’iscrizione in B (della squadra, per ora, non se ne sa nulla): « C’è un urgenza per l’Us Avellino, per la Scandone continuiamo a non dormire sonni tranquilli ma c’è qualche giorno in più per lavorare. Mi auguro che nelle prossime ore arrivino parole di verità. L’Avellino si può cedere? Vediamo a chi. L’Avellino non si può cedere? Toccherà a De Cesare effettuare i primi ingaggi, - conclude Festa - ovvero quello dell’allenatore e dal direttore sportivo, oltre a qualche atleta».

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Commenti

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jerry scrive:

Vabbè, pur di non sconfessare una scelta sbagliata, il sindaco continua a dire cazzate ed a sperare in qualcosa di impossibile.
Gianluca farebbe molta più bella figura dicendo che ha agito con impulsività ed ignoranza in relazione ai regolamenti ed alla situazione economica del club.
Dire che c’e tempo è un’altra cazzata.
Fra un mese dovrebbe esserci il ritiro, ma la squadra chi la fa e chi viene a giocarci ?
Il sindaco ci ha affossato

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antonio scrive:

Parliamo di Scandone. L’Avellino calcio ha più volte cambiato ragione sociale senza per questo essere abbandonato dai tifosi. Non si capisce perché la stessa cosa non poteva avvenire per la Scandone accettando la allettante proposta della Federazione: sarebbero stati azzerati tutti i debiti e chiunque avesse avuta una discreta disponibilità economica poteva ripartire assicurando la continuazione di una storia gloriosa. Perché si è voluta mantenere in piedi una società pienissima di debiti? Per renderla non facilmente acquisibile? Perché il futuro compratore deve essere una persona amica? A pensare si fa peccato, ma spesso si indovina...La ragione dichiarata dal sindaco non risponde a nessuna logica né aziendale né affettiva. Chi vuol bene ad un figlio deve lasciarlo andare via perché deve costruire il suo avvenire: chi vuole tenerlo con se gli rovina il suo futuro pensando egoisticamente alle proprie esigenze.
Ecco perché dubito delle parole del sindaco sulla Scandone.