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Palazzo di Città

Pd, il caso Avellino arriva al Nazareno: sul tavolo di Guerini ci sono le dimissioni di Foti

Il sindaco è convinto che questa esperienza amministrativa sia arrivata al termine, ma un pomeriggio denso di pressioni lo ha spinto a contattare i vertici nazionali del Partito Democratico: il vice segretario nazionale lo avrebbe convocato a Roma per un faccia a faccia

Ci avevamo visto giusto. Paolo Foti è ormai consapevole che questa esperienza amministrativa è conclusa e da 48 ore ha in tasca la lettera di dimissioni dalla carica di sindaco di Avellino. Già ieri mattina, dopo le dichiarazioni che hanno di fatto confermato la sua volontà, il sindaco ha avuto un rapido faccia a faccia con i suoi assessori nel quale ha spiegato le sue ragioni e la sua fermezza nel voler chiudere questo percorso amministrativo.

Nello scorso pomeriggio, l’attuale primo cittadino del capoluogo, è stato sottoposto ad innumerevoli pressioni arrivate dai riferimenti del Partito Democratico provinciale, e non solo, che sostengono questo percorso amministrativo.

Il tira e molla è durato fino alla tarda serata di ieri, durante la quale Paolo Foti ha tentato di avere un contatto con il vice segretario nazionale del Partito Democratico, Lorenzo Guerini per manifestargli le sue intenzioni. Lo stesso Guerini avrebbe, quindi, convocato il Sindaco di Avellino al Nazareno per un faccia a faccia che si potrebbe tenersi nella giornata di oggi, forse proprio in mattinata.

In attesa del vertice romano, ed alla luce delle pressioni registratesi nella giornata di ieri attorno alla figura del sindaco, quanto mai deciso a rassegnare le sue dimissioni (che, a quanto pare, avrebbe dovuto protocollare nella mattinata odierna) vengono definitivamente a galla tutti gli interessi che sottostanno a questa Amministrazione: se da un lato è ormai chiaro al sindaco, così come ai suoi sponsor politici, che questo percorso amministrativo è su binario morto, dall’altro ci sono troppe partite ancora aperte e dalla posta in palio enorme che vanno salvaguardate. Dall’urbanistica alla necessità di salvaguardare il peso politico del capoluogo rispetto agli enti di servizio, a partire dall’Alto Calore Servizi.

Sullo sfondo, tuttavia, resta lo spettro delle inchieste giudiziarie, a cominciare da quelle sulla gestione finanziaria del Comune, che ben presto potrebbero avere pesantissime ricadute proprio su Palazzo di Città.

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Commenti

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scrive:

E’ n’ata tarantella. Foti va trovanno p’a seconda vota l’aiuto e l’appoggio re lo partito co la lettera re le dimissioni rint’a la sacca. Tanto non se dimette e si pure se dimettesse, po e ritira. Ambrosone, ca nisciuno la vole tranne de luca, se votta annanzi e rice ca non e’ disponibile a fa lo capogruppo. De stefano ha fatto li cunti senza lo tavernaro e non ha capito ca se nadda i. De luca ca non conta chiu’ nienti fa lo padre re la patria e sotta sotta mastea e mbroglia ogni cosa. Lo partito non ce sta. Damelio s’e’ acconzata quatt’ova rinto a lo piatto. Famiglietti non conta nienti e se crere renzi. Paris non se vere e non se sente. E lo riesto re lo pd? Cani sciuoviti, scaozacani e cani re massaria. Che tarantella. Viva lo pd

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New York scrive:

Ma sto film dell’incontro con Guerini che poi diventa incontro con Tartaglione, che poi diventa incontro con Paris e che poi non porta a niente non l’abbiamo già visto???????