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Verso il congresso

Pd, “Il Coraggio di cambiare” consegna 585 tessere on line. Petitto: «Non rispondiamo a 4 attori non protagonisti di un film dell’orrore»

Il circolo di Festa e Petitto apre ai tesserati via web e chiude al Direttorio. Petitto avverte: «Se non saranno accolte da via Tagliamento partiranno i ricorsi e non solo. La commissione provinciale è illegittima». E’ bagarre: congresso provinciale sempre più lontano.

Congresso provinciale sempre più a rischio e nuovo colpo di scena nell’intricata vicenda del tesseramento del Pd. Tra sabato e lunedì, il circolo avellinese «Il Coraggio di cambiare», che fa capo a Gianluca Festa e Livio Petitto, ha confermato circa 585 tessere sottoscritte via web.

Proprio mentre alcuni circoli provinciali, su impulso della commissione per il congresso, aprivano i battenti (la due giorni si è conclusa ieri sera), per chiudere l’iter per le 503 adesioni via web già approvate da Roma, la sezione avellinese – rimasta chiusa in segno di protesta – si era portata decisamente avanti con il lavoro nei giorni immediatamente precedenti. Circa 190 di quelle tessere apparterebbero al novero delle 503 di cui sopra; tutte le altre, esulerebbero da questo conto e rientrerebbero invece nel calderone delle altre (1.800 secondo le stime) su su cui resta ancora un forte alone di mistero. Ci sarebbero, a testimoniarlo, cedolini di pagamento, bollettini e documenti di riconoscimento.Tutto materiale che potrebbe essere consegnato a via Tagliamento già oggi, visto che la riunione della commissione per il congresso prevista ieri sera è slittata.

A confermare questi numeri è Livio Petitto, che accusa senza mezzi termini il Direttorio provinciale di via Tagliamento e la commissione per il congresso: «Distribuiamo le tessere agli iscritti – premette – quando lo riteniamo opportuno, non certo su comando di una commissione messa lì da chi non rappresenta nessuno. La commissione provinciale – afferma Petitto a scanso di equivoci – per me è un organo illegittimo, che si si sta occupando di cose che non competono. Avrebbe dovuto prendere atto delle iscrizioni on line. Ma la sua stessa composizione – è l’affondo al Direttorio - è stata un atto di arroganza da parte di quattro attori non protagonisti di un film dell’orrore».

Anche l’intervento di Petitto, insomma, getta nuova benzina sul fuoco dopo lo scambio di battute al vetriolo tra l’esponente della commissione provinciale per il tesseramento in quota Del Basso De Caro, Chiara Maffei, e il deluchiano Franco Russo, referente del circolo di San Tommaso «Libertà è partecipazione».

Petitto è netto: «Se ci saranno problemi - avverte - chiederemo conto agli organi superiori. Ed è anche evidente che chi ha versato la quota si tutelerà con un ricorso e non solo».

Nella guerra tra bande del Pd irpino, però, c’è un minimo comune denominatore. Le regole dettate dal commissario nazionale Tramontana sembrano diverse per tutti. Se Russo sostiene che il tesseramento on line era stato dichiarato bloccato per il 2016, Petitto ha tutta un’altra versione: «Tramontana non ha mai detto che non si potevano fare. Inoltre, avevamo chiesto ed ottenuto da Tramontana più tessere cartacee ma i soliti protagonisti dello stesso film dell’orrore l’hanno impedito. Altrimenti – conclude Petitto – avremmo realizzato molte più iscrizioni, visto il nostro indiscutibile radicamento sul territorio».

Il partito, insomma, è una polveriera. I casi che rischiano di farla saltare sono molteplici. Per esempio la questione legata alla mancata partecipazione del presidente della commissione di garanzia del Pd, Vistocco, alle riunioni dell’organismo per il congresso.

Nel frattempo, secondo indiscrezioni, da Roma starebbe arrivando un nuovo orientamento per i circoli: potrebbero rimanere aperti fino all’inizio del congresso per garantire il ritiro delle 503 tessere on line. Nella due giorni appena conclusasi, infatti, ciò non è avvenuto. Ad Atripalda, uno dei tre circoli con la più alta percentuale di iscritti via web, solo una cinquantina di persone si sono recate fisicamente al ritiro. Per lo più esponenti vicini al sindaco Paolo Spagnuolo. Altri iscritti on line, riconducibili all’area Festa, sarebbero stati respinti.

In questo marasma, è evidente che l’attuale composizione dell’anagrafe degli iscritti non ha ancora i crismi dell’ufficialità. I colpi di scena si susseguono uno dietro l’altro, e l’assenza di regole certe – o i manato rispetto dei regolamenti – sposta ogni giorno l’asse del possibile congresso provinciale. L’ipotesi che comincia a farsi largo con concretezza sempre maggiore, dunque, è che il congresso irpino non si faccia affatto e che la resa dei conti tra gli esponenti provinciali andrà in scena solo il 30 aprile, nelle primarie nazionali.

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Commenti

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expd scrive:

ancora co questa gente !!!! tutta la città sa !!!!! sappiamo tutto !!!!!!

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scrive scrive:

La cosa piu’ illogica e’ che il politico non invita il cittadino ad iscriversi ...stando alle chiacchiere