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La manifestazione

«Passo dopo passo, qualsiasi sia il destino, onoriamo la maglia, difendiamo Avellino»

I direttivi Curva Sud di calcio e basket scendono in piazza per contestare la Sidigas e il suo Patron Gianandrea De Cesare. Corteo pacifico verso Palazzo di città. I tifosi chiedono che non venga dilapidato il patrimonio sportivo di questa provincia e chiedono alla Proprietà di cedere o, se la volontà è quella di continuare, di allestire due squadre dignitose. Peccato per le offese gratuite alla stampa locale

Tifosi dell’Avellino calcio e della Scandone uniti sotto un unico bandierone. Il popolo biancoverde chiede rispetto. E lo fa a gran voce sotto il sole rovente di Piazza Libertà. E’ il 27 luglio e i pensieri di ogni appassionato di sport dovrebbero essere rivolti solo al basket mercato e calcio mercato. E invece, ancora una volta, i tifosi sono costretti a studiare e districarsi tra procedure fallimentari, concordati in bianco, PEC di offerte, budget ridotto e la speranza di non veder finire quelli che dal sindaco gianluca Festa sono stati definiti i «monumenti della città», ovvero la Scandone con i suoi 71 anni di storia e l’Avellino, da poco risorto dalle ceneri della gestione Taccone.

Alle ore 10, Piazza Garibaldi è già pronta per il breve corteo diretto a Palazzo di Città. Da un lato gli Original Fans, il gruppo sorto nel 1999, e gli appassionati di basket, dall’altro il "Direttivo Curva Sud" e tanti tifosi provenienti dalla provincia. Stringono tra le mani uno striscione che recita "Passo dopo passo, qualsiasi sia il destino, onoriamo la maglia, difendiamo Avellino" e intonano cori. A squarciagola. Perché quelli di oggi rischiano seriamente di essere gli ultimi.

La Sidigas non naviga in buone acque e i tifosi chiedono al patron Gianandrea De Cesare di farsi da parte. Oppure, se ha ancora la forza di continuare nell’avventura sportiva, di non dilapidare il doppio patrimonio irpino e di allestire una squadra che possa competere in Lega Pro per quel che riguarda il calcio e in Serie B per il basket. In una parola, i tifosi di calcio e basket chiedono rispetto.

Davvero difficili da decifrare gli insulti agli organi di stampa locali, colpevoli di chissà che cosa, come se su questo barcone che naviga in pieno oceano senza una rotta ben definita, loro avessero un posto privilegiato. Ma tant’è, il libero arbitrio prevede anche questo.

Il corteo prosegue veloce lungo Piazza Libertà, Via Rifugio e Piazza del Popolo per poi fermarsi nella piazzetta antistante l’ingresso principale del Comune. Ad attendere i tifosi c’è il primo cittadino Gianluca Festa che si ferma a chiacchierare con i rappresentati dei due gruppi. «Farò di tutto per salvare la Serie C del calcio e la Serie B del basket»: giura. La mattinata termina con l’immagine commovente dei tifosi raccolti in gruppo con la torre dell’orologio sullo sfondo.

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