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Verso i giochi

Nove tedofori speciali, orgoglio di un’Irpinia che ama lo sport. Universiade 2019, Avellino aspetta la fiaccola

Il 22 giugno l’arrivo in campania con la prima tappa proprio lungo le strade della città che vedrà l’esibizione del pugile Tommasone, l’ex pugile Cardamone, l’arciere Trunfio, il karateka Ferrara, il campione di pesistica in carrozzina Colantuono, il nuotatore Romano, il campione di taekwondo Pilunni, l’ex nazionale goalball Vitale, e l’ex bandiera biancoverde De Napoli. Ognuno di loro ci ha trasmetto le personali sensazioni: «Lo sport e il rispetto sono le vere essenze della vita»

Poco meno di un mese ad Universiade 2019. La Campania aspetta in trepidante attesa l’arrivo degli atleti, previsto per l’ultima settimana di giugno, e l’inizio dei giochi che prenderanno il via il 3 luglio con la cerimonia inaugurale prevista allo Stadio “San Paolo”. L’Universiade, di fatto, è già cominciata. Lo scorso 4 giugno, infatti, da Torino, la sede della prima Universiade è partita la fiaccola olimpica. Il 6 giugno è arrivata a Losanna, il 10 a Milano, l’11 ad Assisi, il 12 a Roma-Città del Vaticano, il 18 a Matera.

Il 22 giugno la fiaccola varcherà i confini della Campania. La prima tappa sarà quella di Avellino. Pr poi proseguire verso Beneventi, Caserta, Salerno e arrivare a Napoli il 2 luglio. I nove tedofori che correranno per 2400 metri lungo le strade cittadine sono tutti atleti che si sono distinti in varie discipline. Sono stati segnalati, rispettando un equilibrio tra le varie zone della provincia di Avellino, con grande cura dal Coni territoriale, nella persona del delegato provinciale, Giuseppe Saviano.

Si tratta di Carmine Tommasone, campione intercontinentale, italiano, componente della squadra nazionale di pugilato alle Olimpiadi di Rio, Agostino Cardamone, campione del mondo di pugilato pesi medi, campione europeo, collare d’oro Coni, premio fair play, Natalia Trunfio, campionessa del mondo di tiro con l’arco, Cristian Ferrara, campione europeo di karatè a Sochi, Giuseppe Colantuono, vice campione italiano e medaglia di bronzo word cup pesistica in carrozzina, Riccardo Romano, più volte campione italiano e medaglia agli europei di nuoto pinnato, Erminio Pilunni, campione taekwondo, Giuseppe Vitale, ex nazionale goalball, referente nazionale Fispic e Nando De Napoli, ex calciatore italiano, unico irpino a disputare un mondiale con la maglia degli azzurri.

Percorrere 240 metri con una fiaccola olimpica, oltre a generare un’emozione che solo uno sportivo può comprendere, è una grande responsabilità. E’ per questo motivo che abbiamo raccolto le impressioni degli atleti che il 22 giugno si troveranno in Piazza Libertà per mostrare la fiaccola e presentare ufficialmente Universiade 2019.

Il pensiero di Carmine Tommasone: «E’ un’emozione bellissima. Sono contentissimo di essere stato uno degli atleti scelti dal Coni. È un vanto per me, anche perché non capita a tutti gli atleti. Le Universiadi sono una piccola Olimpiade per la Campania e sono convinto che saremo all’altezza dell’evento. È importante perché la Campania ha tanti atleti di qualità. Bisogna, anche attraverso le Universiadi, incentivare i giovani allo sport. Cambiare la mentalità, fare sport dovrà essere una moda. Per me è l’essenza della vita e va praticato in tutte le età. Dobbiamo entrare in questa mentalità, questo evento le promuoverà. Servono strutture sportive aperte per tutti, gli atleti vanno supportati. Lo sport in generale va valorizzato. Per quanto mi riguarda è stato un anno molto importante per me, ho nuovi progetti in cantiere per settembre anche per Avellino. C’è molto da lavorare».

Il pensiero di Agostino Cardamone: «Per me è un onore e un onore e piacere portare la fiaccola olimpica. Penso anche che sia un giusto premio a chi ha dato tanto allo sport. Quella fiaccola è un simbolo di pace e per me che sono stato uno sportivo del fair play è un orgoglio ancora più grande. Resto dell’idea che in città si sarebbe potuto organizzare qualcosa in più ma allo stesso tempo sono convinto che questa sarà un’occasione per la nostra Provincia. Universiadi e Olimpiadi valorizzano tanti altri sport che vengono spesso e volentieri offuscati dal calcio, ma sono dell’avviso che tutti gli sport vadano supportati per stimolano tanti talenti. I giovani hanno bisogno di continuità negli allenamenti e delle strutture sportive. Non è pensabile che le condizioni attuali ricordino per certi versi quelle in cui ci allenavamo noi che quando andavamo fuori venivamo considerati "quelli del Vietnam"».

Il pensiero di Natalia Trunfio: «Partendo dal fatto che non me lo aspettavo, nel momento in cui mi hanno chiamato sono stata molto sorpresa e lusingata. È un onore rappresentare il mio sport in un’occasione così speciale e essere parte attiva nel passaggio della fiaccola».

Il pensiero di Cristian Ferrara: «Sono molto contento per la chiamata che ho ricevuto dal Coni di Avellino. Sarà un’esperienza che mi arricchirà ulteriormente. Non era scontato che venissi scelto io. Non nascondo l’emozione e sono anche lusingato per i complimenti che sto ricevendo. Sono di Avellino e mi alleno a Boscoreale. Faccio tanti sacrifici per potermi allenare e non vedo l’ora che arrivi il 22 giugno per poter sfilare lungo le strade della città. Mi fa piacere di essere insieme a tanti sportivi. Ne cito uno su tutti, Carmine Tommasone, che per me è sempre stato un esempio. Ai miei coetanei dico di non mollare e di essere tenaci, sempre, fino alla fine».

Il pensiero di Peppe Colantuoni: «E’ la prima volta che vengo coinvolto e chiaramente per me è motivo d’orgoglio rappresentare la Federazione per cui gareggio. E’ un vanto e mi dà la possibilità di farmi conoscere e promuovere uno sport che non è tanto conosciuto. Un ottimo segnale per lo sport paralimpico che in Italia non viene troppo praticato. Avere la fiaccola in mano sarà un’emozione nuova e lo farò con tanta fierezza. Non mi aspettavo di ricevere la telefonata e quella giornata non me la perderei per niente al mondo».

Il pensiero di Riccardo Romano: «Qualche giorno fa ho ricevuto questa bellissima notizia. Sono molto contento di essere tra i nove atleti che porteranno in giro la fiaccola delle Universiadi. Per me sarà un onore. In questo modo viene ripagato il lavoro che ho svolto sempre con passione. La fiaccola rappresenta per me lo stimolo a fare sempre meglio ed è una motivazione in più per andare avanti. Il consiglio che do ai miei coetanei è di non mollare mai. Se si coltiva una passione non bisogna fermarsi al primo ostacolo perché prima o poi si verrà sempre ripagati».

Il pensiero di Erminio Pilunni: «Quando ho saputo di essere uno dei nove atleti selezionati ho provato una grande emozione. E’ il sogno di tutti gli atleti e per me si sta per realizzare. Sarà un’emozione davvero forte. Sono soddisfatto del mio percorso sportivo che va avanti e devo ringraziare il Maestro Gianluca D’Alessandro che mi ha seguito fin da quando ero piccolo. Ai ragazzi della mia età consiglio di andare in palestra e seguire i propri obiettivi senza abbattersi. Lo sport aiuta a stare bene con se stessi e fisicamente. Avere degli obiettivi è importante, rappresenta anche una chiave per il proprio futuro».

Il pensiero di Giuseppe Vitale: «Ho avuto la fortuna di fare il tedoforo in occasione delle Olimpiadi invernali Torino 2006. Quindi non è la prima volta ma è come se lo fosse. Lo sport è un linguaggio universale che utilizziamo per lanciare un messaggio. Ognuno di noi ha dei limiti, il vero record è superarli con l’allenamento e l’impegno. Nel caso dello sport paralimpico la valenza è doppia. Sono grato al Coni, nella persona del Prof. Giuseppe Saviano che non ha mai fatto demagogia nello sport per disabili. Ci ha sempre creduto perché lui al centro mette sempre l’essere umano che si deve dar da fare e non si deve lamentare. Questa è la nostra luce di speranza. Ho partecipato alle paralimpiadi nel 1992, ma la medaglia più importante è portare il messaggio alle nuove generazioni vedenti e non vedenti».

Il pensiero di Nando De Napoli: «Sono sincero quando dico di essere orgogliosi di rappresentare Avellino alle Universiadi marciando con la fiaccola lungo le strade della città. Sono felicissimo di essere diventato anche il simbolo dello sport per quel che riguarda la provincia di Avellino. Sono irpino e sono orgoglioso di esserlo e non posso dimenticare si essere arrivato al mondiale del 1986 con la maglia biancoverde. Non vedo l’ora di partecipare a questo evento. Sarà anche la mia occasione personale per ringraziare tutti i cittadini».

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