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L’augurio

Non dimentichiamo gli ultimi. Non deludiamo i giovani: nel ricordo di don Tonino Bello, rendiamo giustizia al Natale

Chi vive il Natale si ricorda che è stato insignito di una missione: essere costruttore di pace ed essere annunciatore e profeta della giustizia. Il primo passo verso la giustizia è la memoria: Natale ci ricorda e ci invita a fare memoria per superare la confusione che impera nelle nostre teste. Solo se il Natale ci scomoda un po’, mutuando gli auguri del beato don Tonino, è realmente Natale. E come lui ci diceva: «Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza»

Festeggiamo a Natale o viviamo il Natale? Se ci limitiamo a festeggiarlo, allora possiamo accomodarci a tavola, possiamo toglierci l’orologio dal polso e lasciare che il tempo scorra tra una pietanza e una tombolata.

Se, invece, viviamo il Natale, non staremo tanto comodi e tranquilli. Il Natale è una festa al limite, da tutti i punti di vista. È la festa dell’incontro tra l’Umano e il Divino; è la festa che vede protagonisti i poveri; è la festa che vede una famiglia scappare in un paese straniero (l’Egitto) per sfuggire alla morte; è la festa della speranza, che delle tre virtù, è quella che più sta sulla frontiera, sia geografica, sia esistenziale.

Chi vive il Natale si ricorda che è stato insignito di una missione: essere costruttore di pace ed essere annunciatore/profeta della giustizia. Il primo passo verso la giustizia è la memoria: Natale ci ricorda e ci invita a fare memoria. Solo la memoria ci permetterà di superare la confusione che impera nelle nostre teste e nelle nostre case; solo la memoria ci permetterà di accogliere l’altro, chiunque esso sia. Memoria serve per ricordare che siamo frutto di una promessa e siamo generatori di promesse. Gli auguri che ci facciamo sono promesse di bene, di pace, di amore, di accoglienza. Non scambiamoci, allora, a cuor leggero gli auguri, se sappiamo che le promesse non vogliamo mantenerle. Ricordiamoci dei poveri, i primi che hanno incrociato lo sguardo del Figlio di Dio, restando così impresso in modo indelebile in loro per l’eternità. Non uccidiamo i nostri poveri, relegandoli nel dimenticatoio.

Oltre ad essere costruttori di giustizia, facendo memoria, il Natale ci invita a volgere lo sguardo sul presente e ci proietta al futuro. Non deludiamo i giovani, non illudiamoli con false speranze, aiutiamoli a vivere il presente e a progettare insieme un futuro, qui, non altrove. Un modo concreto e attuale è un serio impegno per l’edilizia scolastica nella nostra terra. Non giochiamo col futuro dei nostri giovani, altrimenti ci condanniamo all’oblio.

Solo se il Natale ci scomoda un po’, mutuando gli auguri di don Tonino Bello, è realmente Natale. Come don Tonino diceva: «Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza. Auguri»

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Agostino scrive:

Parole sagge e Sante, hai colto nel segno con definizioni semplici ma significative questo periodo di Avvento. Se questi giorni di "attesa" hanno portato in noi un cambiamento affidandoci a Colui che viene per salvarci abbiamo centrato l’insegnamento, è auspicabile che questo messaggio diventi parte integrante della nostra esistenza.