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L’iniziativa

«Nei partiti non si parla più. Officina 20.20 non diventerà una lista o una corrente, sarà la voce degli amministratori»: la prova di forza di Petracca

Il consigliere regionale, davanti a 150 amministratori e circa 40 sindaci, presenta la nuova associazione: «Questo è un luogo di discussione, un’agorà capace di sintetizzare tutte le richieste che arrivano dalle nostre comunità». Poi rivendica lo strappo con De Mita: «Mi sono mosso in modo coerente»

«La nascita di questa associazione risponde alla necessità che gli amministratori locali mi hanno evidenziato. L’urgenza è legata all’assenza totale della discussione all’interno dei partiti, sia nel Centrosinistra che nel Centrodestra. Non si parla più, se non sotto elezioni, mentre i territori languono e le discussioni su temi diventano sempre più sporadiche. Ho raccolto tutte queste istanze, da qui parte Officina 20.20». Maurizio Petracca, consigliere regionale, presenta al Viva Hotel l’associazione Officina 20.20. Lo fa alla presenza di 150 amministratori e circa quaranta sindaci, provenienti principalmente dall’Irpinia (i sindaci di Atripalda, Monteforte, Aiello del Sabato, Sperone, Fontanarosa, Contrada, Bonito, Capriglia, Calabritto, Taurasi, Lacedonia, Ospedaletto d’Alpinolo, Torella dei Lombardi, Quindici, Casalbore, Aquilonia, Summonte, Villanova del Battista, Vallesaccarda, Castel Baronia, Tufo, Senerchia, Monteverde, Sant’Angelo a Scala, Cairano, Montefusco, Montecalvo, Castelfranci, Sorbo Serpico, Andretta, San Martino Valle Caudina, Serino, oltre ai vicesindaci di Bisaccia, Montefalcione e di Torre Le Nocelle e al Presidente del Consiglio Comunale di Solofra) e dal Sannio (i sindaci di San Lorenzello e Pesco Sannita insieme al Presidente del Consiglio di Dugenta). Tra i presenti spicca anche Antonia De Mita, figlia dell’ex premier, che ha lasciato la sala dopo un paio di interventi.

Nessuna ambizione di «diventare un partito o una corrente. Questo - spiega Petracca - è un luogo di discussione. Bisogna superare una lacuna evidente, che è quella dell’assenza di dialogo nei partiti. Lo facciamo facendoci carico di importanti responsabilità creando un’agorà capace di registrare e sintetizzare tutte le richieste che arrivano dalle nostre comunità per dar vita ad una idea progettuale complessiva per la nostra terra». Tre le leve che verranno mosse: «Solidarietà tra comuni ed Amministrazioni, orizzontalità della proposta ed omogeneità della stessa per essere pronti ad intercettare le risorse europee».

Anche per quanto riguarda le Regionali del 2020, il consigliere regionale è chiaro: «Credo ciecamente nei partiti ed Officina 20.20 non diventerà un partito, né una lista. Il nostro ruolo è quello di mettere insieme le esigenze del territorio. Lo abbiamo sempre fatto, in Regione mi sono sempre fatto trovare pronto, ma ci siamo limitati a parlare in modo individuale. Adesso - sottolinea Petracca - bisognerà confrontarsi e parlare ad una sola voce. Siamo già cresciuti e continueremo a crescere. L’officina è un luogo di lavoro e di dialogo, metterà insieme tutte le energie che guardano al progresso delle nostre comunità. Il “20.20” non riguarda la scadenza elettorale, ma la partenza della nuova programmazione europea. Si aprirà, infatti, un nuovo ciclo e dovremo farci trovare pronti». Infine un passaggio sull’altro progetto centrista, quello lanciato da Ciriaco De Mita: «Non punto a svuotare nessuno. Questa sera in sala sono presenti tantissimi sindaci che non erano legati a quell’epoca e a quella storia. Io ho fatto una scelta diversa di fronte a condizioni particolari che si sono create in città. Ho continuato sulla mia linea che era quella della coerenza mentre altri hanno deciso di fare diversamente».

Prima di Petracca, che ha concluso l’assemblea di presentazione della nuova associazione, la parola è andata ad alcuni dei sindaci presenti in sala. A rompere il ghiaccio ci ha pensato Marco Santo Alaia, primo cittadino di Sperone: «Officina 20.20 assolve ad una funzione necessaria, quella di colmare un vuoto politico e di idee. Manca una rete che faccia sentire i sindaci protagonisti nella guida dei territori, puntiamo a crearla superando i campanili ed i confini».

Per Luigi De Angelis (Cairano) «non servono nuovi partiti o nuove sigle per migliorare lo stato di cose attuali. Serve un nuovo rapporto con i cittadini. Questa associazione ha un potenziale straordinario, quello di riuscire a coniugare rappresentanza e partecipazione. Vogliamo creare una trasversalità positiva, soprattutto in Alta Irpinia, per superare la miope guida del Progetto Pilota». Il microfono passa anche dalle mani del sindaco di Vallesaccarda Franco Archidiacono («Dovremo dar vita ad un protocollo amministrativo che sia il modello da seguire per tutte le aree interne del Paese), quello di Casalbone Raffaele Fabiano («Agganciamoci all’Alta Capacità e troviamo, insieme, uno spunto di progresso»), quello di Contrada Pasquale De Santis e quello di Summonte Pasquale Giuditta: «Dobbiamo ragionare con gli amministratori e con i cittadini in modo innovativo, senza usare vecchi linguaggi e vecchi simboli. Si parta da quello che manca, in primis dai Servizi, si guardi alla vera vocazione, quella agricola, della nostra terra. Ma basta con i capo corrente».

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Commenti

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scrive:

Politicamente parlando è finito. Potrà essere ricandidato solo da un partito senza identità quale il PD

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cittadino scrive:

Ma chi ti vota torna allla libera professione non hai fatto nulla per la città

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Pippo scrive:

Dopo una campagna elettorale che ha puntato solo all’accaparramento di voti con centinaia di candidati a perdere ..... I partiti ora vogliono dialogare e con chi ?

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Mario scrive:

Vorrei sapere qual è lo scopo reale di queste "associazioni"