Orticaland - Le rubriche di Ortica

La cugina di Parascandolo

Nazionalismo da spiaggia

  • Art Magazine

In vacanza nella mia Itaca, ho avuto l’occasione di poter assistere (e per giunta ammollo nelle acque smeraldine della piccola baia urbana) all’esibizione delle Frecce Tricolori.

Doppio spettacolo, perché il giorno antecedente sono state effettuate le prove generali. Due (per due) ore circa di volteggi e prodezze con velivoli speciali in dotazione all’Areonautica (con una dimostrazione di recupero in mare), alla Guardia di Finanza (che si è prodotta in una simulazione di inseguimento in mare con due lance), all’Arma dei Carabinieri. Il tutto pattugliato dalla Guardia Costiera assieme con la Polizia di Stato (con due moto d’acqua, che parevano antilopi fuori savana).

Esibizione perfetta. Visibilità eccezionale. I nostri (perché li paghiamo noi Italiani) dieci Aermacchi blu hanno fatto apparizione per ultimi, sbucando dietro il campanile della chiesetta della Madonna dell’Altomare.

È stato tutto molto bello. Il rombo degli aviogetti - per normale reazione sensoriale - esaltava le emozioni.

Tuttavia, un occhio attento, in spiaggia - affollatissima come un lido romagnolo - poteva assistere ad uno spettacolo parallelo, di natura socio-antropologica.

Pochissimi sono stati i soggetti rimasti col naso all’insù per tutta la durata dell’esibizione. Era per lo più gente agée. Come la sottoscritta, scesa in spiaggia assieme con un potente binocolo, perché sono curiosa e ‘cecata’ come la signorina Carlo (cit. Marchesini).

Il fascino del patriottismo, l’emozione del sentimento di appartenenza nazionale, l’ammirazione per la bravura dei piloti è oggigiorno roba sentita davvero da pochi.

Infatti, ragazzi e ragazzini, bambini e zuvinott hanno tranquillamente continuato a giocare per fatti loro, anzi, hanno raddoppiato le attività di disturbo: pallonate, racchettate, mitra ad acqua, tuffi a cufaniello con colonne d’acqua ad inondare.(Cit. il grande antropologo pop, Tony Tammaro: “ ... per essere notato facevo ‘e tuffe a cufaniello...)

Insomma, bello spettacolo in aria, pessimo in terra/mare.

Non si tratta di mancanza di rispetto per i nostri colori patri, ma anche per tutto il lavoro, l’impegno, la competenza e la passione che i piloti dimostrano, oltre all’occasione di vedere fuori dello schermo televisivo le celeberrime Frecce.

La domanda, a questo punto, sorge spontanea: ma gli Italiani non sono quelli che si riempiono la bocca con le parole ‘nazionalismo’ e ‘sovranismo’?

Il sovranismo (da Trump a Višegrad) pare abbia infettato molto mondo occidentale. Ma in realtà, cos’è il sovranismo e come differisce da un sano patriottismo?

Ad Harvard hanno studiato la materia: chi è patriottico pensa “Noi siamo grandi”; chi è nazionalista/sovranista pensa, invece: “Siamo più grandi di ogni altro”.

Il primo insieme si fonda sull’orgoglio ed è considerato una virtù; il secondo gruppo si agglutina per l’odio verso gli altri. La Storia normalmente associa il nazionalismo al Nazismo.

I nostri ragazzi e ragazzini, bambini e zuvinott dovrebbero essere più patriottici, invece che farsi irretire dalle spire del nazionalismo, come sta accadendo a molti adulti italiani, i quali confondono con colpevole ignavia i due concetti.

Lascia il tuo commento

Comment
Moderato a priori

Questo forum è moderato a priori: il tuo contributo apparirà solo dopo essere stato approvato da un amministratore del sito.

Commenti

Non ci sono commenti all'articolo.