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L’opinione

Moro, Cirillo e le domande che il Pd irpino farebbe bene a porsi

Lungi da me l’idea di allontanarmi dal coro degli estimatori -veri e da tanto al chilo-, conservo il dubbio che, per l’ennesima volta, la Storia la si voglia scrivere con la penna del vincitore. Ecco qualche personale annotazione, qualcuna incrocia anche la storia ed il presente di questa provincia

Ieri, nel giorno dell’anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell’uccisione della sua scorta, mentre tutti i massa media erano impegnati in una sorta di corsa affannosa all’apologia del grande politico democristiano, ho avvertito la necessità di offrire la mia personalissima visione della vicenda.

Lungi da me l’idea di allontanarmi dal coro degli estimatori -veri e da tanto al chilo-, conservo il dubbio che, per l’ennesima volta, la Storia la si voglia scrivere con la penna del vincitore. Di quelli, cioè, che dettarono la linea di condotta sulla c.d. fermezza. Quella è stata la prima occasione in cui un partito, ufficialmente di opposizione, abbia preso lo scettro del comando indicando la linea da seguire. Ad onor del vero furono il P.C.I. ed Almirante insieme ad imporre al gruppo dirigente D.C. , diviso tra il pavido Zaccagnini ed il cinico Andreotti, la scelta che si sarebbe rivelata fatale.

Agli storici il tentativo di ricostruire la verità. Ad una modesta appassionata di politica, il tentativo di immaginare una chiave di lettura tutta politica. Mattei, Moro, Craxi tre uomini liquidati fisicamente o solo, si fa per dire, politicamente, che in comune avevano una sola cosa: l’avversione degli Stati Uniti d’America. Mattei con il suo tentativo di discutere il dominio in campo energetico; Moro con la sua apertura al più grande partito comunista non al potere e Craxi cui bisognava far pagare la sfida di Sigonella. Chi tocca i fili muore!

Un’ultima annotazione che incrocia anche la politica irpina. Come mai si scelse la fermezza assoluta –con l’eccezion fatta del P.S.I., di Pannella e di Fanfani- e si trattò alla grande con Cirillo? Molte pagine sono ancora da disvelare. Una ci tocca da vicino: chi fece la sciagurata scelta dei prefabbricati pesanti ad Avellino? Chi favorì la tangente per pagare camorra e BR?

Io un’idea me la sono fatta. Il PD irpino farebbe bene ad interrogarsi su episodi che sembrano sepolti dal tempo. Anche così si può ricostruire un legame col mondo che sembra averci abbandonato.

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Commenti

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paolo scrive:

Anch’io una idea me la sono fatta,leggendo le delibere dell’epoca e gli atti scritti.