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L’intervista

Monteverde, il paese accessibile: un percorso di 5 chilometri adatto a ciechi e ipovedenti per scoprire uno tra i borghi più belli d’Italia

Progettare la cultura e il turismo per tutti è possibile, un’importante lezione arriva oggi dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha lavorato sul progetto L’arte accessibile. Percorsi per la conoscenza del territorio in cui si presentano e si discutono le best practices diffuse in tutta la regione: 14 itinerari fruibili e senza più barriere, tra cui c’è la sfida accettata e vinta del nostro piccolo comune. Vincenzo Massa – presidente del consiglio regionale dell’Uici – ci racconta come si può restituire un’esperienza di visita completa e inclusiva

Un percorso di quattro chilometri e mezzo completamente accessibile per ciechi e ipovedenti, è la sfida accettata e vinta dal piccolo comune di Monteverde che ha scelto di rendere fruibili le stradine del centro, su fino alla salita che si apre sulla grande bellezza del castello.

Progettare la cultura e il turismo per tutti è possibile, un’importante lezione arriva oggi dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli che ha lavorato sul progetto
L’arte accessibile. Percorsi per la conoscenza del territorio: dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, passando per l’Antica Calatia a Maddaloni, fino al borgo irpino che rientra nei 14 itinerari guidati praticabili sempre, senza più barriere.

Un convegno “Beni culturali: un patrimonio per tutti” in cui si presentano e si discutono le best practice messe in campo sul territorio della regione Campania. Approcci mulisensoriali, linguaggi differenti, nuove metodologie di fruizione per consentire la comunicazione del nostro patrimonio non solo storico- artistico, ma anche naturale e paesaggistico. Ispirandosi alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità che vuole garantire, sulla base dell’eguaglianza e della non discriminazione, il godimento e l’esercizio di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali.

«Monteverde in Europa è uno dei pochi paesi ad avere un cammino così lungo - ci spiega il Presidente del Consiglio Regionale Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Vincenzo Massa che ha seguito questa idea fin dall’inizio – è tra i borghi più belli d’Italia e l’attuale amministrazione guidata da Francesco Ricciardi ha deciso in maniera lungimirante di dare ulteriore valore a quello che già esiste, rendendolo universale e privo di ostacoli anche per tutte le altre disabilità. E ha fatto di più arricchendo il percorso con la visita al meraviglioso castello dei Principi Grimaldi attraverso delle fiabe narrate e il racconto della storia e delle tradizioni di Monteverde».

Non è un progetto concluso, anzi è destinato a crescere: «Sarà integrato dall’istituzione di momenti didattici per il riconoscimento della flora e della fauna locale. Un tragitto sensoriale di un altro chilomentro e mezzo pensato per l’accompagnamento e la conoscenza mediante l’uso dell’olfatto e dell’udito per approcciarsi al paesaggio e percepirlo anche senza guardarlo. Sono passati due anni dall’inizio di quella che è a tutti gli effetti una sperimentazione inedita per un comune così piccolo, parliamo di turismo accessibile e sostenibile, una buona prassi che merita di essere scoperta a livello nazionale, discuterne a Napoli è un primo passo per allargare lo sguardo sulle capacità e sulle opportunità offerte dalle aree interne».

Sono state installate delle guide a terra lungo tutto il percorso che permettono di orientarsi con il bastone bianco e dei segnalatori convenzionali per spostarsi a destra e a sinistra: «Ci si può muovere in tutta sicurezza, anche senza un accompagnatore e questo è fondamentale per garantire l’autonomia alle persone con disabilità. Monteverde dimostra grande apertura verso l’esterno e una grande disponibilità ad accogliere percorsi di mobilità differente. Avrebbero potuto fare qualunque cosa con le risorse regionali destinate alla valorazzione del territorio, ma hanno deciso di intraprendere strada e di aprirsi ad un futuro inclusivo. E’ stato un grande lavoro che ha richiesto molto impegno ma ora Monteverde è in grado di offrire un’esperienza di visita completa con il superamento di ogni limite architettonico, cognitivo e sensoriale . Per noi un’esperienza eccellente frutto di una sinergia che va ancora avanti, speriamo replicabile in tanti altri borghi dell’Irpinia».

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