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Mistero e fascino di Montefusco

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Montefusco l’avevo conosciuta solo attraverso i racconti che mi erano stati fatti e attraverso gli articoli che avevo letto. Mi si diceva “meravaglie” ed io restavo ad ascoltare un po’ perplessa.

Si continua a credere con presunzione che un luogo come Montefusco non valga una gita, non valga quelle curve e quella strada.

Io vago per questa Irpinia ancora come ospite e poco da insider, non sono ancora capace di riconoscere tutti i profili che si alternano tra un paese e l’altro.

E ogni volta è una lezione che l’Irpinia mi impartisce. Mi sento una bambina che in fondo non sa ancora nulla del mondo, della vera bellezza che nella mia testa aveva ben altro aspetto.

E finalmente a Montefusco ci sono andata pure io per aggiungere una nuova cartolina al mio album che poco a poco diventa più ricco.

Forse non ne ho colto la bellezza in modo tradizionale, forse non sono ancora in grado di costruire una narrazione storica e artistica di un luogo così fortemente impregnato di storia e di arte. Forse non ho le parole giuste per raccontare del suo patrimonio di chiese, o delle misteriose e fascinose carceri. Ma ho visto e sentito altro.

Nel dedalo delle sue strade e dei suoi vicoli in pietra ho gioito dell’eco dello scalpiccio dei miei piedi che risuonava unico e ritmato.

E dal restringimento della strada mi son fatta condurre fin quella terrazza che mi ha insegnato cosa fosse la “dormiente del Sannio” : una bella donna fatta di montagne che giace serena non lontano da noi.

E da Montefusco e la sua altezza ho visto così tanta Irpinia da poter finalmente impararne un po’ la geografia, il suo estendersi.

E ancora mi sono incantata dinanzi ai suoi portoni in legno e pietra, dinanzi a quegli stemmi e a quei vessilli che mi raccontano di un luogo che un tempo doveva davvero dominare prepotentemente un territorio per potenza e carisma.

Montefusco rappresenta un buon motivo per sconfiggere i pregiudizi e andare di persona a vivere un’esperienza che è sempre personale ed intima, profondamente legata al proprio stato d’animo eppure così influenzata da un paesaggio che si impossessa dei tuoi pensieri, qualunque essi siano.

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