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Al Paladelmauro termina 60 a 83

Milano è di un altro pianeta, la Sidigas regge finché può poi crolla

Un’Armani sempre avanti fa venire fuori tutti i limiti della Scandone che senza Green non può fare miracoli. Male Cervi, Acker e Buva

Una gara a senso unico, con un unico sprazzo di efficacia solo prima dell’intervallo: la Sidigas si inchina ad un’Armani decisamente di un altro pianeta, anche senza Lawal e fa segnare la sua seconda sconfitta di fila. 60 a 83 il risultato finale. I ragazzi di Sacripanti hanno pagato più del dovuto l’assenza del regista Taurean Green, mancando soprattutto nella fluidità di gioco, garantita solo quando in cabina di regia c’è stato Blums.

LA CRONACA DELLA GARA

ULTIMO QUARTO - Milano non lascia neanche le briciole agli uomini di Sacripanti che, da par loro, sembrano aver perso ogni stilla di lucidità. La squadra di Repesa tiene alta la concentrazione ed è anche aiutata da una fortuna che l’ha accompagnata durante tutta la gara, ma che non scalfisce di una virgola il merito con cui ha comandato gioco e punteggio. L’ultimo quarto si snoda tra gli errori grossolani di Avellino e l’impietosa replica delle scarpette rosse che continuano a bucare la retina con cadenza regolare. La partita non ha più nulla da dire e termina con il pubblico delle tribune che mestamente abbandona il Palazzo e una curva che continua a sventolare bandiere e cantare fino alla sirena lunga. La partita si chiude 60 a 83.

TERZO QUARTO - McLean rompe la serie di errori bipartisan facendo due su due dai liberi, Acker risponde da tre. Milano si incarta, Nunnally la buca: 36-41. Gentile suona la carica da tre, Blums gli risponde per le rime. L’Armani, sempre con il suo numero cinque, affonda un break di 0-8, 39-52. Nunnally risveglia la Sidigas dal torpore con una tripla frontale, ma Gentile da due e McLean fanno capire che l’EA7 non ha abbassato per nulla la guardia. La Scandone non trova più la via del canestro e le scarpette rosse sfruttano anche il bonus falli esaurito dai lupi per volare a +15, 42-57. La Sidigas cerca di rimettersi in corsa, ma una tripla di Simon quasi annulla il minibreak di 4-0. A Milano riesce tutto, alla Scandone più nulla: si va all’ultimo quarto sul 48-64.

SECONDO QUARTO - E’ Blums a bagnare la retina per il primo canestro del quarto, per lui c’è una tripla, risponde Simon, sempre da tre, dall’angolo (17 a 23). In difesa Avellino fa fatica e Milano decide di pigiare il piede sull’acceleratore con Barac e Jenkins. Sacripanti non può far altro che chiamare un nuovo time out (17 a 27). Il coach biancoverde manda in campo il giovane Severini, Avellino però è in profonda crisi e, nonostante buone azioni difensive, non riesce mai a segnare. Bisogna aspettare il canestro del +12 di Simon per vedere un canestro irpino. E’ Pini a suonare la carica (19 a 29). Troppo poco, Milano trova un nuovo break di 4 a 0 e tocca il massimo vantaggio (19 a 33). Avellino sbaglia tutto il possibile e arriva al time out sotto di 13 (20 a 33). A suon di liberi la Sidigas torna a -10 (26 a 36). Simon segna fil di sirena dei 24’’ da tre, risponde Blums dall’arco dei 6 e 75. Buona difesa di Avellino e Veikalas segna per il -8. Milano sbaglia l’ultimo possesso e il primo tempo si chiude con gli uomini di Repesa avanti di 8 (31 a 39).

PRIMO QUARTO - Avellino e Milano cominciano subito a darsi battaglia. Bene le prime due difese a testa poi è Blums ad aprire le danze con una bella penetrazione. Risposta dell’Armani affidata a due canestro di Mclean ma pareggio immediato di Cervi (4 a 4). Mclean continua il suo show personale ma Avellino c’è e risponde con una tripla di Veikalas (7 a 6). Si sbloccano Gentile da due per l’Armani e Leunen da tre (10 a 8). Milano si sveglia con due buone difese e due triple di Lafayette, Sacripanti chiama il primo time out della gara (12 a 14). Al rientro in campo la musica non cambia, Milano stringe le maglie in difesa e aumenta il vantaggio con Barac e Lafayette praticamente immancabile (12 a 18). Cervi tiene a galla la squadra in difesa ma in attacco non riesce a produrre come dovrebbe il primo quarto si chiude con Milano avanti di 6 (14 a 20).

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Commenti

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scrive:

"Sidigas in vita per tre quarti poi il crollo, Reggio resta una maledizione". Volevo ricordare il pronostico espresso in occasione dell’uscita dell’articolo in intestazione, ovvero che la Scandone avrebbe preso una sonora batosta con le scarpette rosse. Anche questo risultato era facilmente pronosticabile e si è giustamente visto in campo. Questo non significa gufare contro ma semplicemente essere sportivi che giudicano con obiettivita’.

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Stefano scrive:

Con Green in campo, il passivo sarebbe stato piu dignitoso.
Detto questo, c’è tantissimo da fare. Acker e Leunen visti stasera, farebbero fatica anche in Legadue.
Sacripanti dovrà inventarsi qualcosa....ed Alberani deve cominciare a farsi un’idea su ciò che potrebbe fare al nostro caso se Leunen dovesse continuare in questo modo così imbarazzante. Non voglio essere drastico, ma è in condizioni fisiche raccapriccianti....e i suoi tiri non arrivano manco al ferro.
Staremo a vedere e speriamo bene.

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scrive:

Abbiamo giocato appena tre incontri e gia’ vogliamo parlare di crisi e che bisogna correre ai ripari!!!! Se invece avessimo vinto tutti e tre gli incontri avremmo parlato di corsa ai playoff. Quest’anno vedo la stessa situazione dello scorso anno, quindi penso che avremo gli stessi risultati di classifica dello scorso anno.