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Il commento

Massimo risultato, minimo sforzo

Chirurgica, concreta e lunga: la Sidigas distrugge Capo d’Orlando e si riprende il secondo posto. Luccica tutta l’argenteria di Sacripanti, ma la Betaland non si è dimostrata un banco di prova attendibile. Ora il mini-ciclo terribile per chiudere al meglio il girone d’andata. La Scandone può tutto: chiudere prima, chiudere fuori dalle prime otto

Una vittoria in scioltezza al termine di una gara giocata con facilità e leggerezza. La Sidigas chiude il suo 2017 nel migliore dei modi, impartendo una sonora lezione alla malcapitata Capo d’Orlando e rispondendo a Milano nella battaglia per il secondo posto. Un passo avanti da parte di tutti, in primis da chi, come Bruno Fitipaldo ed Andrea Zerini, erano chiamati alla prova del nove dopo più di un’uscita appannata.

L’ex di turno, dopo un inizio così così (e 4 palle perse), ha ripreso fiducia ed ha chiuso la sfida in crescendo: 9 punti e due timidi assist fanno tornare un abbozzo di sorriso sul volto dell’incupito uruguaiano, che ha trovato il supporto, in sala stampa, del suo ex tecnico ai tempi dell’Orlandina.

Più che soddisfacente e, soprattutto, continua la prova dell’ex capitano di Brindisi: 3/6 da tre in 10 minuti passati in campo. La notizia è che, questa volta, i fischi arbitrali non si sono accaniti contro di lui. E nella serata, l’ennesima, positiva di Thomas Scrubb e di Maarten Leunen avere uno Zerini in più è sicuramente un aspetto positivo.

Il sopracitato capitano, Ariel Filloy e Jason Rich giocano al tiro a segno con la retina della Betaland e regalano (i soliti) lampi di gioia al pubblico del Del Mauro. Tutto questo mentre N’Diaye e Fesenko scherzano Wojciechowski e Delas che, nonostante un discreto bottino di punti, cedono sotto le grinfie della coppia di lunghi biancoverdi.

Queste le cose buone di una partita che non ha avuto storia. L’Orlandina, questa volta, non si è confermata l’ammazzagrandi vista a Sassari e Reggio Emilia. E forse, diciamo forse, paga le fatiche del doppio impegno settimanale, appuntamento stimolante ma non redditizio ai fini della classifica. Quella contro la Betaland, quindi, è una bella vittoria ma da prendere con le molle. Anzi, da azzerare subito.

Nel campionato spezzatino, buono per guarnirci l’intera settimana, c’è l’appuntamento del 2 gennaio in quel di Sassari. Una trasferta non facile, ma che segnerà il cammino della Sidigas verso il secondo posto. In questa ottica, probabilmente, la gara contro Capo d’Orlando è un ottimo viatico: due punti raccolti senza stress e quasi con il minimo sforzo. Ma ora comincia il “bello”: Dinamo, Virtus e Trento. La classifica dice che Avellino può tutto: può chiudere prima, può addirittura uscire dalle prime otto.

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