Marco Staglianò

Marco Staglianò

Il Direttore
L’irrequietudine è la dimensione nella quale vivo i miei giorni, da sempre. Un’irrequietudine che si traduce in una insaziabile curiosità, in una perenne ricerca di un altro punto di vista, nel rifiuto di ogni assoluto. L’irrequietudine, direbbe mio padre, che mette insieme il marciapiede e la biblioteca, l’ordine ed il disordine, il piacere della solitudine e il godimento della baldoria, compostezza ed estro, prosaicità ed eloquio. Non è un caso se la madre di mia figlia, la donna che amo, ebbe a definirmi, quando appena ci conoscevamo, tutto e il contrario di tutto: un colpo di fulmine. Proprio in questa continua lotta tra estreme tensioni che dentro di me si consuma va ricercata la naturale vocazione per questo mestiere che ho coltivato sin da piccolo, la vocazione a cercare sempre e comunque di andare oltre a quel che appare, ad oltrepassare la spessa coltre dell’ovvio e dell’evidenza per ricercare l’altra faccia della verità, a non prendere mai la strada più semplice, ad essere sempre e comunque di parte, ad affermare sempre e comunque un punto di vista, a cercare sempre una relazione tra i fatti e ad affermare sempre e comunque una prospettiva che li superi, declinandoli nella dimensione del divenire. Il mio maestro, colui che mi ha educato a questo mestiere, amava ripetermi che il dovere di un bravo giornalista è quello di comprendere il mondo attraverso i fatti e di dare un senso ai fatti attraverso la conoscenza del mondo. Perché solo comprendendo quel che si muove nel mondo puoi immaginare di comprendere fino in fondo quel che accade sotto il portone di casa tua, perché molto spesso da quel che capita sotto il portone di casa tua puoi comprendere dove sta andando il mondo.
Questo è quello che provo a fare ogni giorno, questo è il mio mestiere.
Questo sono io.

Gli articoli di Marco Staglianò

'A pazziella è fernuta!
L’analisi del voto

’A pazziella è fernuta!

Ovviamente No!