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La cugina di Parascandolo

Mantenere i propositi

  • Art Magazine

Stiamo dedicando il mese di gennaio ai contenuti delle nostre - più o meno consapevoli – liste di propositi.

Non neghiamolo: il fatto stesso di scavalcare un confine (nel nostro caso, tra anno vecchio e anno nuovo) porta irrimediabilmente con sé l’idea di cambiamento, di rinnovamento. Anche se alla fine le date sono una convenzione ed il raffreddore che avevamo il 31 dicembre è lo stesso che ci blocca a casa il primo gennaio, è cognitivamente che cambia lo scenario e d il virus della speranza infetta sogni, speranze ed aspettative.

Ampliando il concetto e la predisposizione, potremmo continuare a scrivere liste di propositi e di cambiamenti a farsi fintantoché non arrivi, almeno astronomicamente, la primavera. Se proprio vogliamo metterla sullo scavallamento temporale e sui cambiamenti, il passaggio stagionale e climatico (nel nostro caso dall’inverno alla primavera) dà miglior segno di variazioni, nonché senso alla speranza ed alle aspettative. A cominciare dall’abbandono dei pannamenti invernali (roba che odio. Odio gli abiti pesanti ed impaccianti).

Quello che frega e obnubila il nostro senso di cambio è solo il tempo che scorre lento, laddove, invece, il salto della notte di San Silvestro è rapido e noi umani in fondo in fondo crediamo ancora alla magia, ai regali della buona sorte (ecco il perché della famosa lotteria della Befana), allontanando il pensiero che lo scorrere del tempo possa portare - anziché dalla buona sorte – regali dalla sfortuna.

Controintuitivamente, quindi, si potrebbe optare per il proposito di impedirsi aspettative, optando per un più salutare interesse sul presente e sul processo in cui ci impegniamo (del tipo “se stai tagliando carote, taglia carote e basta”. Si tratta di una forma rudimentale di meditazione) evitando in tal modo ansia e prefigurazioni di un futuro prossimo.

Parimenti, potremo inserire nella lista dei propositi anche il liberarsi della paura di sbagliare, sottoprodotto dell’ansia. Una volta eliminata l’ansia (vd paragrafo precedente), anche questo timore – talvolta panico – si dissolve.
Alla prossima.

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